LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Parigi. Milioni a Notre-Dame, niente allambiente (che danneggiano): i marchi della moda dimenticano le loro vere responsabilità
Oscar di Montigny
Linkiesta, 26/04/2019

A iniziare la staffetta di donazioni per la ricostruzione della cattedrale parigina è stato il colosso Kering, seguito a ruota da Lmvh. Ma il settore tessile è il secondo più inquinante al mondo: al di là del paradosso, si abbandonino le ostentazioni di potere per ritrovare la comunità


Le fiamme non erano ancora state domate che già le notizie dei gesti di generosità per Notre-Dame facevano il giro del mondo. Subito dopo il discorso di Macron che dava lavvio alla colletta, nel giro di sole 24 ore, erano già stati raccolti 600 milioni di euro. A oggi si stima che la raccolta abbia superato il miliardo necessario per riparare i danni.

A iniziare la staffetta è stata la famiglia Pinault, alla guida del colosso del lusso Kering di cui fanno parte griffe quali Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga ecc., che ha annunciato limmediata donazione di 100 milioni di euro. Poche ore dopo, l'altro big del lusso, Lvmh, a capo di marchi del calibro di Fendi, Bulgari, Christian Dior, Guerlain ecc. ha risposto offrendone ben 200 di milioni. Altrettanti ne ha promessi anche il gruppo di cosmetici L'Oreal, insieme alla famiglia Bettencourt Meyers. Certo, con queste e con tutte le altre donazioni successive, Parigi e i parigini potranno riavere uno dei maggiori capolavori gotici della storia dell'umanità, visitata ogni anno da milioni di persone tra turisti e fedeli, oltre che il simbolo dell'intera storia di Francia.

Attorno a Notre-Dame, dalla sua edificazione a oggi, si sono agitati interessi economici, ostentazione di potere, pressioni politiche. Le stesse dinamiche che si agitano oggi nei giorni della ricostruzione. Eppure un luogo di culto dovrebbe essere espressione di pace, interiore ed esteriore

Dal canto loro i marchi interessati hanno incassato un ritorno di immagine talmente positivo e globale che nessuna altrettanto costosa campagna pubblicitaria sarebbe stata in grado di assicurare: oggi nel mondo chiunque compri per esempio una maglietta di queste griffe, accarezzerà in cuor suo l'idea di avere rimesso al suo posto un pezzetto di Notre-Dame. Un pezzetto di un tempio simbolo della cristianità. E fino a qui nulla di male nel fare del bene e trarne anche un impatto vantaggioso. Ma quanto costa una maglietta in termini di impatto ambientale? Per produrne una di cotone vengono impiegati circa 2700 litri d'acqua e prodotti 10 chili di Co2. Senza contare imballaggi e trasporto. Allo stesso tempo le coltivazioni di cotone sono responsabili per il 24% dell'uso di insetticidi e per l'11% dell'uso di pesticidi facendo del settore tessile il secondo più inquinante dopo quello oil&gas.

Ogni anno vengono venduti 8 miliardi di nuovi capi. Il 400% in più rispetto a soli quaranta anni fa. A livello mondiale il mercato della moda vale 1.3 trilioni di dollari e in questo mercato la Francia ha un ruolo non proprio da comparsa. E il marketing del fashion è ormai distinto da tempo come uno dei più capaci nel farci innamorare velocemente di un prodotto e di farcene disamorare altrettanto in fretta in coincidenza della nuova collezione. Un vortice talmente inarrestabile che non sono nemmeno più le stagionalità a scandirne il ritmo.

Il punto della mia riflessione non è tanto volere evidenziare quanto sia paradossale usare, per ricostruire il tempio parigino, il denaro guadagnato distruggendo il tempio dell'umanità, ma farci notare quanto le dinamiche che muovono le azioni degli esseri umani e delle società siano sempre le stesse. Attorno a Notre-Dame, dalla sua edificazione a oggi, si sono agitati interessi economici, ostentazione di potere, pressioni politiche. Le stesse dinamiche che si agitano oggi nei giorni della ricostruzione. Eppure un luogo di culto dovrebbe essere espressione di pace, interiore ed esteriore. Un luogo in cui gli uomini si ritrovano per stringersi nella propria comunità, per condividere esperienze, supportarsi reciprocamente, progredire insieme, educare i propri figli e influire positivamente sugli altri affinché tutto l'insieme sia orientato al Bene. L'uomo nel suo cammino evolutivo ha saputo fare grandi cose, dal manufatto semplice ma rivoluzionario come la ruota a cattedrali di rara maestria, dalla Divina Commedia alla rilevazione del Bosone di Higgs, la particella di Dio. Essere stati così capaci da scoprire come dividere un atomo non ci garantirà alcun futuro certo e prospero fintanto che non impareremo a dividere anche il pane.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/26/notre-dame-moda-ambiente/41925/


news

25-09-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 settembre 2020

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

Archivio news