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Napoli. Fico al Madre: «Cultura contro il degrado sociale»
Paolo Cuozzo
Corriere del Mezzogiorno - Campania 11/5/2019

NAPOLI. «In questa vicenda c’è l’essenza di Napoli: una città di grande umanità e di grandissima forza, capace di reagire e coltivare la speranza, una città che si commuove e si raccoglie attorno a una bambina di quattro anni ferita ingiustamente». A parlare è Roberto Fico, presidente della Camera, che ieri ha voluto visitare il Museo Madre durante uno dei suoi appuntamenti istituzionali.

Visibilmente emozionato per le buone notizie sulla piccola Noemi che arrivavano dal Santobono; e, ovviamente, per quelle dell’arresto del presunto killer, il presidente della Camera ha messo in relazione «l’esperienza sociale del Madre con quella che definisce «la Napoli migliore». Poi, complimentandosi con «le forze dell’ordine per il lavoro straordinario che hanno fatto» e con «il procuratore di Napoli per la grande professionalità», ha sottolineato che «dopo la giusta repressione, deve arrivare lo Stato, la cultura e la rigenerazione urbana».

Accompagnato da Laura Valente, presidente del Museo, e dal presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, l’esponente dei Cinquestelle ha aggiunto: «Dobbiamo essere più forti del degrado umano e culturale, riuscire ad aiutare chi imbocca la strada sbagliata. Credo che la città ce la possa fare, dobbiamo solo valorizzare tutto quello che c’è con azioni concrete e lungimiranti».

Molto attratto dalle attività del Madre, «di cui ringrazio — ha detto— il presidente Laura Valente e tutto lo staff per quello che sono riusciti a realizzare», il numero uno di Montecitorio ha incontrato uno ad uno i protagonisti del primo esperimento sociale del museo Madre: «Io sono felice!». Un progetto che, attraverso le arti contemporanee, si trasforma in una piattaforma pubblica, di condivisione.

«Napoli ha sempre un’esigenza di unità, di cooperazione — ha commentato — . Vedo in giro per la città realtà straordinarie, fatte da persone che si impegnano perché amano la loro terra. Ognuno lo fa con la propria competenza e la propria cultura». Ed ancora: «Il Madre — ha detto — lo fa dal punto di vista sociale di un museo regionale che, in quest’ultimo anno, ha raggiunto una rilevanza sia nazionale che internazionale. Ecco, questa è il modello da seguire, perché questa unione e questo senso di apertura fanno sì che Napoli diventi ogni giorno migliore, più vivibile. Dobbiamo incamminarci tutti insieme lungo questo percorso: Comune, Regione, Città metropolitana, associazioni, lo Stato, il governo. Tutti. Napoli può regalare emozioni fortissime, ha un’anima così popolare, così forte, accoglie progetti straordinari che vanno supportati in tutti i modi perché è da qui che può ripartire lo sviluppo del Sud».

«In questa capitale che non è solo europea ma una grande capitale del Mediterraneo - ha proseguito - un museo così bello, che riesce ad aprirsi al territorio e a lavorare con i ragazzi del quartiere, diventa un patrimonio assoluto». Infine, l’invito al «governo, insieme al Parlamento, a fare azioni e piani importanti perché questa città può diventare un modello e un grande laboratorio per tutta Italia e per l’Europa».



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