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Paestum apre i suoi depositi con i reperti mai visti. Zuchtriegel: altro che mostre
Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno - Campania 11/5/2019

Il direttore del parco archeologico lancia la polemica:«Le esposizioni sono bolle finanziarie della cultura»

Napoli. Ci sono depositi e depositi, mostre e mostre. Esposizioni che promettono e non mantengono e depositi che valgono più di quello che si sospetta. A schiudere un giacimento negato al pubblico è Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico e del museo di Paestum. E lo fa consentendo percorsi originali che svelano i depositi così come sono, tranche de vie archeologica, vere e proprie mostre involontarie, finora destinate solo agli addetti ai lavori. I visitatori possono così sbirciare nel backstage tra ricerche, restauri e conservazione. Il tutto ogni pomeriggio (escluso il lunedì).

«Credo che il fascino sia proprio quello — spiega il direttore — di poter vedere uno spazio lavorativo autentico, con tanto di polvere, cassette con ossa e frammenti, e a volte persino archeologi e restauratori al lavoro».

Non è solo un’offerta al «voyeurismo» di appassionati, si tratta di un ampliamento dei percorsi museali che in un certo senso rivoluzionano il concetto tradizionale di esposizione. «Le mostre sono come dei mutui, sono cultura che vive di prestiti, letteralmente e metaforicamente. I prestiti, però, li fa chi ritiene di non avere sufficienti risorse proprie. Dietro c’è l’aspettativa di un recupero, di una crescita, la quale, per essere mantenuta, ha bisogno di altre mostre, altri prestiti. Il visitatore o la visitatrice che vedono una grandiosa mostra in un museo, quando tornano vorranno vederne una altrettanto grandiosa».

L’archeologo tedesco non fa sconti a questa concezione «dopata»: «Le mostre sono le bolle finanziarie della cultura, e quando scoppiano spesso non resta nulla. Paestum invece, come tanti altri musei italiani, ha un patrimonio enorme di oggetti da mostrare e di storie da raccontare, al di là delle mostre. Per questo abbiamo deciso di fare dei depositi una parte stabile della visita di tutti i giorni: quello che vedete lì dentro è un pezzo autentico della storia di Paestum e degli scavi che da cento anni si svolgono qui».

Zuchtriegel ha alle spalle David Herbert Lawrence che nel 1927, partendo dal museo di Tarquinia, fece un elogio del piccolo museo: «Non strappate le cose dai loro posti. I musei comunque sono sbagliati. Ma se proprio devono esserci, che almeno siano piccoli e soprattutto locali».

A Paestum le visite sono sempre più immersive come spiega Cinzia Dal Maso: «Il percorso ai depositi che Archeostorie ha collaborato a ideare è un’immersione nella vita vera del museo. Il visitatore entra realmente in contatto con il duro lavoro quotidiano che mantiene in vita la macchina museale, ne percepisce gioie e fatiche». Un’altra piccola rivoluzione dell’archeologo tedesco è l’aver trasformato il ruolo «custodi» : «I visitatori vengono accompagnati dai nostri assistenti alla fruizione, i ‘custodi’ che hanno dimostrato che possono fare molto di più della mera vigilanza, grazie a una forte motivazione e a una formazione costante». E i depositi sono per tutti: «Percorribili anche in sedia a rotelle e, grazie all’associazione Cilento4 e all’Università Parthenope, offriamo Un tuffo nel blu per ragazze e ragazzi con autismo».



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