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Gli archeologi della Cattolica scoprono le radici di Mediolanum
Federica Cavadini
Corriere della Sera - Milano 13/5/2019

duemila cassette di reperti sono conservate nei magazzini del Laboratorio di Archeologia dellUniversità Cattolica (foto). Qui si studia un pezzo di storia della città. Lateneo ha aperto il centro di ricerca dopo gli scavi condotti in ateneo alla fine degli anni Ottanta. Anche per immagazzinare e analizzare il patrimonio archeologico venuto alla luce con reperti dal 1700 fino al primo secolo a.C.

Duemila cassette di legno piene di reperti, piccoli frammenti e oggetti integri, ceramiche, vetri, anfore, monete. Sono impilate in file di scaffali nei sotterranei delluniversità Cattolica. Dal primo chiostro, una rampa di scale ed ecco il magazzino del Laboratorio di Archeologia. Qui si conserva e si studia un pezzo di storia della città. Nelle cassette ci sono anche i materiali raccolti durante gli scavi nei cortili dellateneo avviati alla fine degli anni Ottanta, richiesti dalla Soprintendenza perché si doveva costruire in unarea ad altissimo rischio archeologico, vicino alla basilica di SantAmbrogio.

Professori, ricercatori e studenti passavano dalle lezioni in aula al cantiere, con secchi e carriole. Quasi ventanni di scavi. Furono trovati anche oggetti di corredo, strumenti da toilette in bronzo, balsamari, gioielli deposti nelle tombe, epigrafi latine. È venuto alla luce un ricchissimo patrimonio archeologico, con reperti dal 1700 fino alla seconda metà del primo secolo a.C., dice Furio Sacchi, professore di Archeologia Classica. Davanti alla mappa di Milano indica il sito dove si è scavato e spiega: Questarea era al di fuori delle mura della città romana ed era zona agricola, sono stati trovati resti di abitazioni e strade extraurbane. Nelletà imperiale poi è stata area di necropoli e ha continuato a essere utilizzata così fino allepoca alto medievale. Racconta che qui è stato trovato anche lunico sarcofago romano ancora intatto: Conteneva i resti di una donna sui trentanni con il suo corredo, una rocca in avorio per filare la lana, una retina per i capelli, limbottitura del cuscino con una sostanza resinosa profumata. Fu una scoperta importante anche per ricostruire il rituale funebre. Dallallora studente Furio Sacchi fu raccolto anche un cammeo inciso con una testa femminile del III secolo d.C. Oggi è nellesposizione permanente allestita nellaula Bontadini, in questo spazio sotterraneo, dove è stata ricollocata lantica ghiacciaia del monastero ambrosiano, sono in mostra in dieci vetrine i reperti più importanti e su unintera parete le epigrafi latine.

Durante quella campagna di scavi, conclusa nel 2004, la decisione di aprire il Laboratorio di Archeologia. Serviva uno spazio per immagazzinare i materiali, catalogare e studiare i reperti. Oggi è luogo di ricerca scientifica e didattica, spiega Filippo Airoldi, archeologo e responsabile del Laboratorio. Mostra le vasche dove si lavano i materiali prima dellinventario, le postazioni pc, i microscopi, la biblioteca. Aggiunge che è unopportunità importante per gli studenti: Qui possono lavorare su reperti archeologici e imparare i primi rudimenti del mestiere, riconoscere i materiali, ricostruire la forma delloggetto da un frammento, fotografarlo.

La collaborazione con la Soprintendenza della Lombardia è continua: I reperti, di proprietà dello Stato, sono lasciati qui in giacenza. E abbiamo accordi anche con il Comune per i materiali delle raccolte archeologiche del civico museo di Milano.

Gli studi del gruppo di archeologia dellateneo sono centrati sulla storia dei monumenti milanesi, dalletà romana al medioevo. Limpegno è sulla ricerca, ma anche su divulgazione e restituzione, sottolinea Sacchi. Ricorda la mostra di un anno fa al Museo archeologico sui marmi colorati delle Terme Erculee: Erano stati studiati e catalogati qui i reperti di questo monumento della Milano romana che si trovava nellarea fra corso Europa, San Babila e corso Vittorio Emanuele. E ancora: Abbiamo collaborato alla preparazione della mostra sulle figure di Ambrogio e Agostino. E allesposizione su Milano capitale dellImpero Romano.

Studi sulla città e missioni anche allestero. Abbiamo scavato a Malta come a Hierapolis o in Toscana a Populonia aggiunge Sacchi . E in Lombardia a Castelseprio, a Bione e a Palazzo Pignano stiamo conducendo anche scavi didattici, dove gli studenti imparano prima di tutto come si scava. Un nuovo cantiere potrebbe aprirsi ancora in ateneo, per lampliamento nelledificio occupato dalla caserma Garibaldi. E se saranno necessarie indagini archeologiche conclude Sacchi torneremo a scavare sotto la Cattolica.



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