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I palazzi storici diventano hotel. «No alla svendita di Firenze»
Pierluigi Panza
Corriere della Sera 14/5/2019

Dal Teatro Comunale all’ex cinema Apollo: il dossier-denuncia con 39 monumenti

Il rischio che il centro storico di Firenze diventi un parco rinascimentale per i turisti è tema di un incontro che si svolge oggi all’Accademia delle Arti del Disegno (ore 16, Orsanmichele) con la presidente Cristina Acidini e i professori Renzo Manetti, Mauro Cozzi, Giuseppe De Luca e Gaspare Polizzi. L’incontro presenta il numero 86 di Ananke (Altralinea edizioni), rivista dell’«antirestauro» fondata da Marco Dezzi Bardeschi, che presenta un dossier dal severo titolo «Firenze in svendita».

Si elencano trentanove edifici monumentali che, negli ultimi tempi, sono stati venduti o in corso di vendita o abbandonati. Una vendita consapevole, scrive la ricercatrice in Urbanistica Ilaria Agostini, visto che nel 2014 il sindaco «veste i panni dell’agente immobiliare recandosi alla fiera Mipim offrendo agli investitori internazionali i “prodotti ” contenuti in un volumetto Florence City of Opportunities: 59 immobili per un totale di 563 mila metri».

L’elenco impressiona, sebbene figurino edifici dismessi, vendite diverse nelle origini e nei significati e persino le Murate che, per molti, è una bella trasformazione. Molti di questi ex palazzi, chiese, caserme..., quando vendute, vengono trasformati in hotel o appartamenti di lusso.

«Si varia la tipologia funzionale mantenendone apparentemente immutati i prospetti per fornire una rassicurante immagine identitaria», afferma la storica Giuseppina Romby. Così, il Teatro Comunale diventa 120 appartamenti di lusso; Palazzo Vivarelli un hotel di lusso; lo stesso Palazzo Demidoff; Villa di Rusciano ha «destinazione turistica»; l’ex Ospedale di San Giorgio diventa suites; l’ex Cinema Apollo un hotel per la francese Accor; Palazzo Bufalini un hotel di lusso con parcheggi sotto piazza Brunelleschi; residenze e 47 posti auto anche a Palazzo Portinari; l’ex Caserma davanti alla stazione è in cerca di destinazione come il Sant’Orsola (15 mila metri) pure.

Il filosofo

Givone: «Colpa della globalizzazione e del turismo eccessivo Intervenga lo Stato»

«Vivo in una casa di Baccio d’Agnolo affacciata sul campanile di Giotto e assisto a questo fenomeno con disperazione — afferma il filosofo ex assessore Sergio Givone —. Sono meccanismi che passano al di sopra della testa del sindaco: Nardella voleva impedirlo. Il destino di Firenze si gioca su Sant’Orsola che da 70 anni è un buco nero del Demanio: non si sa cosa farne. La globalizzazione spinge alla turistizzazione di Venezia e Firenze. Ci vuole un intervento dello Stato e dei ticket d’ingresso: questo turismo è vandalico».

Afferma il direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini: «Ogni palazzo venduto o in vendita è un caso a sé: l’ex Teatro Comunale era pieno di amianto ed andava comunque smantellato, così come il resort di lusso di via Palazzuolo migliorerà una delle strade più degradate della città. Stato e Comune non hanno soldi e non va demonizzato l’intervento dei privati. L’importante è vincolarli a rispondere anche a questioni di interesse generale. Ad esempio con soluzioni che aiutino a frenare la fuga dei residenti dal centro storico. È questo il fronte della battaglia contro la rendita. E non c’è solo la speculazione edilizia a provocare guai: via dei Neri è sconvolta dalla folla di turisti che ogni giorno ci va a mangiare i panini propagandati da Tripadivisor».

Con una nota, Palazzo Vecchio rivendica molti risultati. «Abbiamo aperto o recuperato tre spazi culturali all’anno: la Palazzina dell’Indiano per la danza; l’ex-Fabbri è centro di produzione del festival Fabbrica Europa; tre sale per il Museo del Novecento; avviato l’acquisito del Museo Marino Marini e concluso quello di Forte Belvedere».

E poi, apertura degli scavi a Palazzo Medici Riccardi, riapertura del Teatro Niccolini, restauro del Rinuccini, un ippodromo in disuso trasformato in tempio del rock (Il Visarno, con 270 mila spettatori all’anno), restaurato il Cinema-Teatro La Compagnia, l’ex Tribunale diventato Fondazione Zeffirelli. «Sono alcuni interventi degli ultimi cinque anni che valorizzano i contenitori con attenzione alla cultura. Inoltre, alcune operazioni di natura commerciale o eseguite da privati mantengano comunque l’obiettivo di creare spazi di socialità: un esempio è il nuovo Student Hotel venduto da FS a un gruppo olandese, oggi sede di festival oltre che struttura turistica».



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