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Lugano. L’Isabella d’Este (forse) di Leonardo resta in Svizzera: annullato il sequestro
Corriere della Sera, 30/05/2019

Il quadro si trova in una caveau di Lugano; la proprietaria è stata condannata dalla Cassazione per export illegale ma il tribunale elvetico respinge la richiesta di restituzione dell’Italia


Che sia stato dipinto o no da Leonardo da Vinci, il ritratto di Isabella d’Este ritrovato in un caveau di Lugano continua a essere un caso internazionale. L’Italia credeva di essere ormai a un passo dalla restituzione del dipinto reclamato da anni, ma pochi giorni fa il tribunale federale elvetico ha azzerato tutto: non solo il quadro rimarrà dov’è ma decadrà pure il sequestro e sarà restituito alla proprietaria. Non entrerà di conseguenza a far parte del patrimonio artistico italiano. Gli interrogativi attorno all’opera, insomma, non si placano. Davvero è stato esportato illegalmente dall’Italia nei primo decennio del 2000 come sostiene una sentenza emessa dalla Cassazione? E soprattutto: davvero è stato dipinto da Leonardo, cosa sulla quale i critici si dividono?

Valore in crescita

Il duplice quesito in questi anni non ha fatto altro che accrescere la curiosità e la notorietà dell’Isabella d’Este; e con ogni probabilità anche il suo valore di mercato. Nel 2013, quando esplode la «grana» giudiziaria la sua quotazione era di 95 milioni di euro. Un avvocato di Lugano venne trovato in possesso di una procura a vendere l’opera per quella cifra; ma del quadro si erano perse le tracce da tempo immemore. Come era finito al di fuori del confine italiano? La proprietaria risultava essere una donna di Pesaro, Emilia Cecchini la quale sostiene che l’Isabella d’Este è un bene di famiglia ed è sempre stato in Svizzera. Non viene creduta e viene condannata in via definitiva a un anno e due mesi per esportazione illecita di beni artistici. Di più: il ministero italiano ottiene il sequestro del quadro e avvia i passi diplomatici ufficiali per riportarlo indietro.

«In Svizzera non è reato»

Ed eccoci al colpo di scena: un ulteriore ricorso dei legali di Emilia Cecchini al tribunale federale svizzero ritiene che la confisca e la richiesta di rimpatrio siano illegittimi. Perché? Perché non esiste reciprocità di reato tra Italia e Svizzera in materia di traffico di beni artistici. A sorpresa i giudici elvetici danno ragione ai ricorrenti e dunque salta tutto: salta il ritorno in Italia dell’opera di Leonardo (?), salta ogni provvedimento restrittivo sull’opera che tornerà alla famiglia Cecchini. Anzi, Marc Weber, l’avvocato che ha sostenuto il ricorso, dice ai media elvetici che la sentenza farà giurisprudenza in altri casi analoghi.

La lite sull’autenticità

Resta intatto l’altro dubbio: chi è l’autore del dipinto? Testimonianze storiche dicono che Leonardo realizzò una ritratto della nobildonna durante la sua permanenza a Mantova; al Louvre è conservato un profilo a carboncino della donna che è autenticamente di Leonardo e con il quale il dipinto trovato a Lugano ha una fortissima somiglianza. Ma alcune analisi sui materiali posticipano l’esecuzione dell’opera al 1600. Una perizia del 2013 firmata da Carlo Pedretti, uno dei massimi studiosi del Genio vinciano assicura che l’opera è autentica; ferocemente contrastato in questo da critici d’arte come Vittorio Sgarbi e Tommaso Montanari secondo i quali l’Isabella che riposava nel caveau era solo una «patacca».

https://www.corriere.it/cronache/19_maggio_30/isabella-d-este-forse-leonardo-resta-svizzera-annullato-sequestro-a4ef7f4c-82dc-11e9-93b3-f04c99d00891.shtml


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