LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Barletta. Sos per Palazzo Tresca: «Non va buttato giù»
Gazzetta del Mezzogiorno, 07/06/2019

Ieri pomeriggio sono comparse le transenne davanti all’ingresso dell’edificio ottocentesco in via Imbriani, nei pressi dei giardini di viale Giannone. Ecco il manifesto dei giovani architetti e ingegneri

«Non si capirebbe la bellezza delle città storiche italiane – e Matera in primis ce lo insegna – senza comprendere il valore estetico custodito non solo dai grandi monumenti, ma anche dalle opere minori, dai palazzi cittadini e dalle case rurali, che fanno grandi i piccoli borghi e le città, e che costituiscono una delle più importanti risorse artistico-culturali, sociali, civili ed economiche del nostro Bel Paese». Inizia così il «manifesto» redatto da giovani architetti e ingegneri di Barletta per scongiurare l’abbattimento, che pare ormai imminente, di Palazzo Tresca.

Palazzo Tresca di Barletta: contro la demolizione e verso la valorizzazione. È l’intervento che pubblichiamo di seguito. I sottoscrittori: Mario Luca Barracchia (architetto, classe 89), Massimiliano Cafagna (architetto_classe 88), Giuseppe Tupputi (architetto_classe 89), Francesca Maria Abbattista (architetto_classe 91), Anna Maria Camapese (architetto_classe 89), Giuseppe Cesario (ingegnere civile-ambientale_classe 91), Giada Centaro (laurea in architettura_classe 92), Alessandro Chiandetti (architetto_classe 84), Enrica Davanzante (laurea in beni culturali_classe 92), Angela Nunzia Delcuratolo (architetto_classe 85), Daniela Delcuratolo (ingegnere edile_classe 89), Michele Dicataldo (laurea in ingegneria civile_classe 88) Lucia Maria Dimonte (architetto_classe 91), Claudia Dipaola (laurea in beni culturali_classe 94), Barbara Doronzo (architetto_classe 90), Simona Falcetta (laurea in beni culturali_classe 92), Mario Lanotte (ingegnere civile_classe 88), Ferdinando Giannella (architetto_classe 87), Giuseppe Gissi (architetto_classe 89), Davide Napolitano (ingegnere civile_classe 88), Antonio Paolillo (architetto_classe 87), Anna Paolillo (architetto_classe 92), Michle Porcelluzzi (laurea in architettura_classe 94), Ornella Spadaro (architetto_classe 92), Maria Alessandra Rutigliano (architetto_classe 92), Paola Tumolo (architetto_classe 89).

«Il patrimonio architettonico europeo non è formato soltanto dai nostri monumenti più importanti, ma anche dagli insiemi degli edifici che costituiscono le nostre città e i nostri villaggi tradizionali nel loro ambiente naturale o costruito» (Dichiarazione di Amsterdam, 1975).
Non si capirebbe la bellezza delle città storiche italiane – e Matera in primis ce lo insegna – senza comprendere il valore estetico custodito non solo dai grandi monumenti, ma anche dalle opere minori, dai palazzi cittadini e dalle case rurali, che fanno grandi i piccoli borghi e le città, e che costituiscono una delle più importanti risorse artistico-culturali, sociali, civili ed economiche del nostro Bel Paese.
Ed, proprio in merito a tale evidenza concreta che crediamo sia ovvia e ineccepibile, non possiamo esimerci, in quanto giovani professionisti attivi sul territorio locale, dall’esprimere il nostra opinione sfavorevole riguardo la demolizione del Palazzo Tresca, che costituirebbe un errore per molte e variegate ragioni.

Innanzitutto, iniziato a costruire nel 1885, tale immobile sito in via Imbriani costituisce una importante testimonianza storica, che mantiene ed ancora esprime nella sua fisionomia/nelle sue forme e nei suoi caratteri linguistici/nella sua immagine, alcuni di quei valori identitari che hanno accompagnato lo sviluppo della nostra città e dei valori estetici della nostra società civile.

Nonostante la variante in corso d’opera (attuata sin dalla prima fase di costruzione) riguardante l’ampliamento del progetto originario con l’aggiunta di un piano in più, la facciata di Palazzo Tresca ricalca indiscutibilmente lo schema, canonico di quell’epoca, della “regolarizzazione tripartita della facciata” che, pur presentando 4 livelli in luogo dei 3 iniziali, viene “corretta” mediante l’uso di lesene “giganti” che accorpano gli ultimi due livelli.
La progressiva riduzione delle bucature verso l’alto, il ritmo dei marcapiani e delle cornici delle finestre (che si rimpiccioliscono nell’ultimo livello) rendono tale manufatto un organismo architettonico di alto pregio, e sono testimonianze di un ordine ricco pur nella sua semplicità, nella sua economia di forme: caratteristiche che sembrano invece scarseggiare nell’edilizia contemporanea che sta dando forma alle grandi aree periferiche della città in espansione.
Inoltre, da un punto di vista urbanistico, tale edificio contribuisce a definire la cortina edilizia che si protrae da via Milazzo a via Boccarini e che ospita, oltre al già citato palazzo Tresca, anche Palazzo Passero e Palazzo Calò. Siamo perciò convinti che il valore estetico di questo Palazzo, principalmente insito nella sua facciata (oltre che nell’adesione a una tipologia canonica di quel periodo), sia di interesse pubblico, e siamo altresì convinti che, oltre a costituire un valore di per sé stesso, la sua presenza costituisca un tutt’uno organico con gli importanti edifici adiacenti. Infatti, alterando l’immagine e la forma di Palazzo Tresca, si altererebbe anche l’indiscusso valore architettonico e urbano dell’adiacente Palazzo Calò, opera di uno dei maggiori esponenti dell’architettura del primo Novecento pugliese, Arturo Boccassini.
La sua demolizione e la sua possibile sostituzione con un nuovo edificio che ne alteri l’originario organismo tipo-morfologico, l’originaria configurazione della facciata e l’originario stile architettonico, rischierebbe di costituire un grave danno d’immagine per tutto questo importante pezzo di città, che si affaccia sui Giardini De Nittis, e che ha costituito e ancor oggi costituisce una delle più identitarie ed emblematiche “immagini rappresentative” della città di Barletta.
Se a ciò aggiungiamo anche il valore culturale di tale immobile, che ha dato i natali a Nino FranK, eclettico intellettuale – scrittore, giornalista, conduttore radiofonico, critico cinematografico e, soprattutto, traduttore di fama internazionale, nato a Barletta nel 1904 e morto a Parigi nel 1988 -, appare evidente che ci sia più di una buona ragione per ritenere un grave errore l’abbattimento di tale importante palazzo barlettano, un grave danno per l’immagine della città intera.

In tal senso, in quanto giovani professionisti che hanno scelto, tra le mille difficoltà, di rimanere nella propria terra natia, che è anche la nostra terra d’affezione, e dunque come giovani professionisti interessati alla difesa del nostro ricchissimo patrimonio locale (nelle sue innumerevoli e variegate forme e manifestazioni estetiche), chiediamo alla politica un maggiore impegno nell’assicurare che mai, nel presente e nel futuro, l’interesse privato possa sopraffare l’interesse collettivo. E, per garantire ciò, chiediamo un maggiore coinvolgimento della cittadinanza e di noi tecnici specializzati nelle discussioni che accompagnano (o dovrebbero accompagnare) i processi decisionali inerenti questioni di pubblico interesse.

In ultimo, sempre da giovani tecnici architetti e ingegneri, ci rivolgiamo ai proprietari dell’immobile, invitandoli a riflettere sulla natura del proprio investimento. In merito a tale argomento, infatti, riteniamo sensato perlomeno interrogarsi sulla convenienza economica dell’operazione di demolizione e ricostruzione, a fronte della grossa spesa iniziale e della molto probabile perdita nel tempo del valore estetico (e, di rimpallo, economico) di tale immobile, soprattutto nel periodo dello sgonfiamento della “bolla immobiliare”. A fronte, invece, della possibilità di recuperare anche più del 50% della spesa necessaria al più semplice restauro dell’edificio attraverso finanziamenti, agevolazioni e detrazioni. In quest’ottica, l’edificio potrebbe comunque ammodernarsi, pur mantenendo i suoi principali caratteri estetici e le tracce che lo connotano come importante testimonianza storica barlettana, e tale postura porterebbe dunque a un maggiore successo immobiliare e di immagine.

Ad ogni modo, mediante questo comunicato, vogliamo lanciare un appello agli amministratori, agli imprenditori e a tutti gli attori coinvolti nei processi di trasformazione urbanistica ed architettonica:
«prima di “giocare” col nostro ricchissimo patrimonio architettonico e urbano (cosa che riteniamo anche possibile… e saremmo i primi a divertirci impegnandoci a progettarne la trasformazione), occorre imparare le “regole del gioco”, che sono intimamente connaturate nel patrimonio stesso. La loro profonda e consapevole comprensione rappresenta l’unica possibile chiave per il successo di un’operazione edilizia su tali immobili di pregio. E tale successo non è solo estetico e architettonico, ma anche economico (e forse anche politico…); tale possibile successo non riguarda solo il privato, ma la cittadinanza tutta».
Noi promuoviamo una petizione per la tutela e la salvaguardia del Palazzo Tresca: TUTELA DEL PALAZZO TRESCA DI BARLETTA, Contro la demolizione e verso la valorizzazione. www.change.org | http://chng.it/6nvHgDkKmw

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bat/1148785/barletta-sos-per-palazzo-tresca-non-va-buttato-giu.html


news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news