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No Nav, centinaia di mail al prefetto, «La protesta in piazza San Marco»
Giacomo Costa
Corriere del Veneto 7/6/2019

Cacciari: «Precedente? C’è già, la Msc contro la riva». La Costa dirotta la Luminosa a Trieste


VENEZIA. Le mail sono state inviate a centinaia nella casella di posta della prefettura, e altrettante sono le firme raccolte online, sui social network, a sostegno dello stesso appello, perché il corteo No Nav di domani «deve concludersi in piazza San Marco». Lo chiedono gli attivisti del comitato e con loro tantissimi cittadini, associazioni, figure istituzionali, rappresentanti del mondo dell’arte e della cultura, tanto che questo pomeriggio si terrà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La protesta partirà dalle Zattere e, a differenza del passato, sarà tutta tra le calli e i campi veneziani, senza estendersi ai canali e senza alcun tentativo di «bloccare» le crociere in movimento: negli anni scorsi simili operazioni erano terminate con diversi tuffi in acqua e qualche denuncia, questa volta ci si concentrerà sul tentativo di «espugnare» l’area marciana, normalmente interdetta da ogni manifestazione. «Eppure i venetisti ci vengono con gli striscioni ogni anno, e non si dica che è per ascoltare il concerto — ricorda Tommaso Cacciari, leader No Nav che ieri ha rivolto la sua richiesta al prefetto Vittorio Zappalorto — A chi teme che si crei un precedente rispondiamo che è il minimo. Il precedente è stato creato domenica, quando una nave da crociera si è schiantata contro le rive di Venezia». Cacciari nega qualsiasi rischio per l’area monumentale e assicura: «In corteo si potrà venire con il passeggino, marciamo per preservare la città, non certo per vandalizzarla». Lo deciderà il Cosp che dovrà elaborare un piano per domani. Anche perché la manifestazione si preannuncia particolarmente partecipata, tanto che gli attivisti sperano di vedere confermate — con le dovute proporzioni, ovviamente — le cifre del referendum di piazza di due anni fa, che aveva visto oltre 18mila persone esprimersi contro le grandi navi in laguna. «Scendere in piazza non è come mettere una croce — dicono i ragazzi di Fridays for Future e del coordinamento Studenti medi — ma speriamo di attivare tante persone contrarie al gigantismo della crocieristica e che normalmente non protestano. Il prefetto aspetta il comitato per la sicurezza, ma solo mercoledì ammetteva che «ci si aspetta di tutto, e quindi niente verrà sottovalutato». «Sinceramente non so immaginare cosa possa succedere di più di quello che é successo con l’incidente della Msc Opera — replica in differita la professoressa Andreina Zitelli — In passato contro il pericolo sfilavano i dogi, le alte cariche e il popolo assieme, partendo proprio da San Marco. Oggi di nuovo i cittadini vogliono sfilare contro il sopruso di Venezia». Alla marcia si stanno unendo ad ogni ora altri gruppi, associazioni, comitati: ci sono i partigiani dell’Anpi (anche se la sezione mestrina aderisce ma senza alcuna intenzione di spingere verso San Marco), i metalmeccanici della Fiom, i residenti scontenti di Quartieri in movimento, i separatisti e gli unionisti del Comune di Venezia, i Cobas e il collettivo universitario Lisc, il gruppo 25 Aprile e il comitato Opzione Zero della Riviera del Brenta.

Intanto al porto sono attese 13 navi per il fine settimana, anche se la Costa Luminosa punterà su Trieste, come ha già fatto in passato, per evitare le proteste.



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