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Le colline del Prosecco sito Unesco
Martina Zambon
Corriere del Veneto 8/6/2019

A Parigi l’atteso sì. Zaia: «Un sogno che inseguo da 10 anni». A luglio la ratifica in Azerbaijan

Colline del prosecco, patrimonio dell’umanità Unesco. Il voto finale è in agenda per il 7 luglio a Baku, Azerbaijan ma ieri sera, da Parigi, è arrivato il sì più atteso e dirimente, quello di Icomos. Si tratta dello stesso organismo tecnico dell’Unesco che nel 2018 aveva rinviato la candidatura. Ieri, invece, la raccomandazione al World Heritage Committee dell’Onu per l’approvazione.

Venezia. Una «raccomandazione», quella di Icomos, organismo tecnico dell’Unesco per i siti culturali, che pesa più di una bolla papale. Con tanto di ceralacca. E l’inserimento delle Colline del Prosecco fra i siti Unesco, questa volta, appare veramente a portata di mano. Ieri, in serata, è arrivata l’annuncio atteso con ansia per tutto il pomeriggio: «Icomos raccomanda che le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Italia, siano iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale come Paesaggio culturale». Una raccomandazione, quella del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (Icomos) rivolge ai membri dell’organizzazione dell’Onu (World Heritage Committee) che si riuniranno il 7 luglio a Baku, in Azerbaijan, per votare il sì definitivo alla candidatura espressa dal Governo italiano.

Il primo a esultare è il governatore Luca Zaia che ha sempre difeso la sfida Unesco a spada tratta: «Questa è la realizzazione di un sogno che sto inseguendo da 10 anni». Gioia e qualche sassolino da togliersi per il presidente della Regione che prosegue, ricordando le molte polemiche sulla candidatura e i fondi investiti per i dossier: «Ringrazio Icomos anche a nome di tutti i tecnici ed esperti che da dieci anni stanno lavorando a questo dossier. È una vittoria e una grandissima gratificazione constatare che i più grandi esperti internazionali di paesaggio sanciscono che l’idea del dossier non fosse una boutade come qualcuno sosteneva rivelandosi, invece, la strada giusta per vincolare quelle colline». Fra gli oppositori storici ai fondi investiti nei dossier per la candidatura, c’è il consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin: «La Regione da sola ha speso negli anni dai 6 ai 700 mila euro. Resto perplesso». L’impressione è che il sì finale di luglio sia quasi scontato dopo il superamento del parere tecnico di Icomos, lo stesso organismo che, a luglio 2018 aveva «rinviato» il parere, chiedendo approfondimenti e modifiche. Allora era stata una doccia fredda. E forse per questo, prima di stappare qualche bottiglia per festeggiare, Zaia sceglie la via della prudenza: «Ci aspetta la tappa fondamentale, quella di Baku. E sarò presente per seguire i lavori e sostenere il nostro dossier». Eppure la prospettiva sembra essere proprio quella di un sì pieno, rotondo: «Si va verso una direzione importante, che non solo ci darà visibilità internazionale, - conclude Zaia - ma anche una grande responsabilità: la tutela di un paesaggio che deve restare immune ai cambiamenti del tempo. Ci dobbiamo preparare alle visite dei turisti, dei tecnici del mondo scientifico e di tutti coloro che saranno curiosi di visitare queste zone».

Lo sfondo sono le colline dolcissime fra Conegliano e Valdobbiadene, quelle su cui zampilla il prosecco doc e docg, quello che vale 1,2 milioni di quintali d’uva nel 2018, un +31% sul 2017. Il fior fiore sugli oltre 4 quintali del prosecco dal glera. Il clamore dei comitati di cittadini preoccupati si sta placando, dalle indagini epidemiologiche pare non risulti un nesso fra uso di pesticidi fra i filari e incidenza di malattie. E l’ottimismo invece si fa strada dopo il via libera di ieri da Parigi. C’è chi già parla di marketing territoriale e Innocente Nardi, presidente del Consorzio Prosecco Docg, chiarisce: «No a una tutela statica. Non mettere una campana di vetro sopra questo bellissimo territorio. Implementeremo, invece, un approccio culturale diverso, l’esaltazione del bello. Niente marketing territoriale per vendere Prosecco. No, questa partita non deve avere fini commerciali».

Sfruttare la cosa no, attrezzarsi, però sì. Giorgio Polegato, di Astoria Vini, è anche presidente di Coldiretti Treviso e fondatore di quel Comitato scientifico che cerca da mesi la mediazione con i comitati preoccupati per i pesticidi nei vigneti: «Dobbiamo crescere dal punto di vista turistico per essere all’altezza delle aspettative dei visitatori. E l’inserimento nella lista dei siti Unesco aiuterà anche il dialogo con i comitati ambientalisti». Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc aggiunge: «Bene, ma ricordiamo che non è una candidatura del Prosecco bensì del territorio tutto». E il sottosegretario alle Politiche Agricole, il trevigiano Franco Manzato, rilancia: «Una grande opportunità anche in vista della nuova Pac, la politica agricola comunitaria, a «residui zero», da luoghi come le nostre colline l’Italia può diventare leader nella produzione certificata sostenibile». Una giornata storica per le colline, guastata, a Valdobbiadene, da un’inchiesta per abuso d’ufficio, assunzioni e spese non giustificate nei bilanci comunali .



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