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Venezia. Ottomila no alle Grandi navi
Giacomo Costa
Corriere del Veneto 9/6/2019

Parte del corteo viola il divieto ed entra in piazza San Marco. Il prefetto: partiranno le denunce

Venezia. La marea (pacifica) degli ottomila manifestanti «No Grandi navi» ha invaso ieri Venezia. Lo striscione di testa recitava «Mai più», un riferimento all’incidente di domenica scorsa fra la Msc Opera e un lancione. I manifestanti, nonostante il niet del prefetto, sono arrivati in piazza San Marco. Zappalorto: «Saranno denunciati».


VENEZIA. Avevano chiesto piazza San Marco, prima con lettere e appelli social, poi al megafono. Alla fine se la sono presa, almeno i duecento di loro che, a manifestazione finita, si sono schierati di fronte alla basilica con tanto di bandiere e striscioni. Ma il peso di oltre ottomila manifestanti – e di tutte le età: tantissimi ragazzi, ma anche anziani e bambini – aveva già obbligato Ca’ Corner ad allentare i cordoni: il lungo serpentone che si è formato alle Zattere alle 16 e che un’ora dopo ha mosso verso l’Accademia avrebbe dovuto fermarsi in campo Sant’Angelo, ma già a Santo Stefano, fermi sotto la statua del «Cagalibri», gli organizzatori deviavano gli attivisti verso San Maurizio. «Chi ci voleva fermare è lo stesso che, da commissario prefettizio, ha venduto la città a pezzi. Ma oggi ha dovuto cedere».

Ad ogni ripetizione, al microfono rispondeva un boato di applausi. Tra gli striscioni contro il sindaco e il governatore, le centinaia di bandiere del comitato No Grandi navi e i gonfaloni con il passamontagna dei centri sociali spiccavano anche i vessilli di Opzione Zero, Legambiente, Morion; ma i simboli erano una netta minoranza, e in particolare quelli dei partiti erano del tutto assenti. La marcia è partita decisa (dalle casse risuonavano le note di «Tutta mia la città») e quando è arrivato il via libera del Comitato ordine e sicurezza pubblica per l’area marciana, a metà della corsa, ha ritrovato slancio. In calle dell’Ascension però la prima sorpresa: nella strettoia un muro di scudi di plexiglass impediva di raggiungere la Bocca di Piazza; al primo accenno di tensione il dirigente della questura Eugenio Vomiero ha imposto ai suoi uomini di togliersi i caschi, un segno di distensione per favorire la deviazione lungo calle Vallaresso. Eppure qualcuno, scappando per le «sconte» è riuscito a passare lo stesso: una signora di mezza età, armata di bandierone, è stata riportata indietro per un braccio. Dieci minuti dopo un altro gruppetto di anziani, non visto, ha superato le procuratie, ha srotolato uno striscione e si è scattato una foto vittoriosa con lo sfondo della basilica. Il grosso del corteo, intanto, marciava attraverso i Giardini Reali e, quando ha raggiunto le due colonne marciane, ha trovato ad attenderlo una linea di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, obbligando i manifestanti a proseguire verso San Zaccaria. Ma nessuno intendeva cedere e la massa di attivisti si è stretta intorno ai celerini, chiedendo di passare. In breve la sottile linea blu e nera si è trovata accerchiata: a decine erano riusciti ad eludere la sorveglianza e, sfruttando uno degli otto accessi alla piazza, sono apparsi dietro agli scudi. «Siamo qui, siamo là, siamo tutta la città!», cantilenavano i ragazzi. Ma nessuno aveva davvero intenzione di far precipitare le cose: le forze dell’ordine hanno tollerato ogni provocazione – persino i continui rimbalzi dei palloni gonfiabili – e gli stessi attivisti hanno lasciato la prima linea agli anziani e ai bambini. «Positivo che non ci siano stati incidenti – commentava il sindaco Luigi Brugnaro – nella diversità di opinioni, tutti hanno diritto a manifestare». Poco dopo le 19 Tommaso Cacciari, leader del comitato, scioglieva il corteo con una mezza provocazione: «Non so voi, ma io ho la gola secca, ho proprio voglia di bermi uno spritz in piazza San Marco». Ne è seguita una mezz’ora di scaramucce, specie tra le colonne del Ducale, ma alle 19.40 gli agenti hanno mollato la presa e i manifestanti hanno guadagnato la basilica. Chi invece non ha voluto rischiare sono state le compagnie crocieristiche: per tutto il pomeriggio neanche una nave ha tagliato il bacino di San Marco. La Rhapsody of the Seas, che era programmata in partenza per le 17 e la Marella Explorer (alle 18) sono salpate solo in tarda serata, dopo le 20. Avevano invece già scelto di andare a Trieste la Costa Luminosa e la Msc Musica. La coop Portabagagli ha dovuto fare gli straordinari per gestire il trasporto a Trieste di passeggeri e valigie.



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