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«Navi a Marghera? Rischio Seveso»
Martina Zambon
Corriere del Veneto 11/6/2019

Toninelli spiega il suo no al vecchio accordo. Stoccate su Pedemontana e Tav veneta

Venezia Spostare le crociere a Chioggia? Forse sì, ma spostando il deposito di Gpl. L’intervista al ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Danilo Toninelli, tocca tutti i punti caldi delle infrastrutture in Veneto: l’alta velocità al palo fra Brescia e Padova, il Mose arrivato ormai all’ultimo miglio e, naturalmente, l’emergenza Grandi navi da spostare fuori dal centro storico secondo il titolare del Mit. Toninelli torna, infine, sulla polemica, sempre più accesa, col governatore Zaia.

Ministro Toninelli, ha annunciato che sarà a Venezia questa settimana ma non vedrà né il sindaco Brugnaro né il governatore Zaia...

«Sì, salvo il voto finale dello Sbloccacantieri alla Camera, venerdì farò un sopralluogo tecnico sui siti interessati dalle ipotesi di soluzione per il problema Grandi navi, non solo i due siti interessati dagli studi di fattibilità. Vengo soprattutto per ascoltare i veneziani, per capire da loro, dai tecnici da chi ha vissuto questa situazione negli anni quali siano le esigenze sul territorio. Sarò accompagnato dall’autorità portuale, dalla capitaneria di porto e dal provveditorato. Poi apriremo il dibattito alle autorità e alla cittadinanza»

Torniamo all’ipotesi di spostamento delle navi da crociera a Chioggia, ci sarebbe compatibilità con il deposito di Gpl?

«Esiste una commissione Mise-Mit che valuta l’incompatibilità eventuale tra l’impianto e il porto. Penso che se ragionassimo sulle navi a Chioggia quella incompatibilità diventerebbe gigantesca».

Si potrebbe spostare il deposito Gpl?

«Si potrebbe, anzi, si dovrebbe»

Esclude a priori l’ipotesi Vittorio Emanuele?

«È impattante sull’ambiente: fra canale dei Petroli e Vittorio Emanuele ci sono tra i 3 e i 5 milioni di metri cubi di fanghi da piazzare non si sa dove. E traslando l’incidente di due domeniche fa in canale della Giudecca all’interno del sito industriale io qualche “enorme preoccupazione” per l’incolumità pubblica ce l’ho. È una zona a rischio Seveso».

Per un porto off shore si parla di 10 anni, un miliardo di spesa, forse altri problemi ambientali?

«Le analisi tecniche dovranno dare risposta»

Come si porterebbero poi i turisti in città?

«Ne dobbiamo discutere con le compagnie crocieristiche. Venezia è Venezia. Appetibile per tutti ed e normale che chi vuole fare attività commerciale lì debba anche cacciare dei denari».

Zaia dice che lei si pone come “controparte” del governo territoriale alla luce di un pregiudizio di fondo per cui “dove c’è una carriola ci sarebbe sempre un ladro”, è così?

«Basta polemiche e basta offese. In tutta sincerità io le offese le ho solo subite. Quanto alla collaborazione, mi permetterei con molta umiltà di dire che alcuni risultati per i veneti li abbiamo portati a casa: A22 e A4 a gestione totalmente pubblica, cioè utili e investimenti per il territorio. E poi il Mose, il commissariamento per completarlo è una vittoria di questo ministero e del sottoscritto. Dirò di più, siccome ho voluto ascoltare interamente il territorio sull’emendamento Mose l’ho presentata in Parlamento esattamente identico a come l’ha fatto pervenire a questo ministero l’ufficio di Zaia. L’unica parte bocciata è la sua, mentre quella sul commissariamento e sul finanziamento dei soldi per i comuni della laguna, cioè la mia, sono state approvate quindi non mi venisse detto che non collaboro, tutt’altro, lo faccio con spirito positivo perché i veneti pagano tante tasse e devono tornare in servizi ed efficienza».

Com’è andata la faccenda della famosa riunione sulle grandi navi, l’assessore regionale Elisa De Berti ha usato parole come “situazione patetica e imbarazzante”.

«Sono toni offensivi impropri per chi ha ruoli istituzionali, spero tornino a un approccio costruttivo e istituzionale come sta facendo il sottoscritto. Secondo lei è normale non partecipare a una riunione convocata per tempo dal ministro su una questione di interesse diretto del governatore? In quella sede si è annunciato quali erano i tre progetti su cui si sarebbero fatti gli studi di fattibilità tecnico-economica, cosa che non si era mai fatto prima, non esisteva alcuno studio di fattibilità su alcuna delle 13 idee per le Grandi navi. Quella era una riunione fondamentale, secondo me non parteciparvi è stato un grosso errore politico, le illazioni le lascio alla De Berti. Se Zaia fosse venuto magari avrebbe condiviso la responsabilità. Chi partecipa decide, chi non partecipa lascia agli altri la decisione».

All’inaugurazione del primo tratto di Pedemontana non c’è andato, perché?

«Stavo lavorando su Sbloccacantieri, Grandi navi e Mose. Magari parteciperò all’inaugurazione di un tratto più ampio o a quella definitiva. E spero che l’opera non gravi, una volta terminata, sulle spalle di chi la usa e dei veneti. Questa è la preoccupazione del mio ministero. Se i flussi di traffico fossero inferiori a quelli previsti dal Piano Economico Finanziario, le compensazioni le pagherebbero i veneti con le loro tasse».

Analisi costi benefici Tav Brescia-Padova, la vedremo mai pubblicata?

«La Brescia-Padova è un cantiere che va avanti indipendentemente dall’analisi costi-benefici che servirà a migliorarlo, magari a creare le condizioni perché venga usato anche per i pendolari. La pubblicheremo a strettissimo giro. Se i lavori vanno a rilento dipende dalla gestione precedente del dossier».

Si dice che Rfi sia in imbarazzo, nonostante non ci sia alcuno stop formale, a procedere sugli espropri...

«Totalmente falso perché abbiamo già reso pubblico l’indirizzo del M5s e cioè che quest’opera sarà fatta. Ma fatta meglio».

Cioè si abbandona il quadruplicamento per passare al potenziamento della linea storica?

«Dobbiamo fare l’opera che serve. Utilizzare al meglio i soldi pubblici. E farla utilizzare anche ai pendolari»

De Berti dice che con il quadruplicamento la linea storica sarebbe dedicata appunto ai pendolari.

«Non è esclusa alcuna ipotesi. Di conseguenza dovremo costruire un progetto migliore sulla base dell’analisi costi–benefici ma intanto i cantieri procedono».

Lei che ha letto l’analisi, ci anticipa l’esito?

«Non l’ho ancora letta, non nella versione definitiva. L’analisi costi-benefici è un istituto giuridico e deve rispettare tutti i crismi, quindi deve avere le validazioni del Mit».

Quindi il Mit riapre una procedura di valutazione chiusa da tempo per rivalutare il tutto, è corretto?

«Sì ma senza bloccare ciò che sta andando avanti. Nel caso in cui, ma è un se ipotetico, ci fosse la possibilità di migliorare, penso si andrà avanti con delle modifiche. Siccome oggi non ho tutte le carte, dico “andiamo avanti e se si creeranno le condizioni la miglioreremo”. Senza rallentare, anzi accelerando»

La Zes veneziana resta al palo per ora.

«Se oggi si parla di Zes solo per il Mezzogiorno è perché esiste un decreto del governo precedente che l’ha focalizzato sul Mezzogiorno. Il ministro Lezzi ha dato mandato al Mise e a Confindustria di fare dei monitoraggi sui territori tra cui Marghera. Per le risorse si chiede al Mef. Parliamo di un finanziamento da inserire nella prossima legge di bilancio. Ovviamente lavoreremo perché ciò avvenga»

Come la chiudiamo con Zaia? Un caffè, magari venerdì?

«Io Zaia lo vedo volentierissimo ma quello che non è possibile in politica e soprattutto fra forze che stanno governando è offendere. Le offese personali sembrano proprie di chi non riesce a contestare nel merito e quindi cerca di screditare la persona. Mai fatto e mai lo farò. Né con Zaia né con nessun’altro».



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