LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

La statua del Vate che divide Trieste. Perché mi schiero con DAnnunzio
Claudio Magris
Corriere della Sera 13/6/2019

La scelta del sindaco, il no delle opposizioni

Una statua di Gabriele DAnnunzio nel quadro di altre iniziative, tra cui una mostra per ricordare i 100 anni dellimpresa di Fiume che lamministrazione di centrodestra di Trieste ha deciso di collocare nella centrale piazza della Borsa sta suscitando reazioni e raccolte firme. Il sindaco Roberto Dipiazza difende la scelta: Bisogna finirla con queste divisioni, è una grande opportunità anche dal punto di vista turistico. Critica lopposizione del Pd, con il capogruppo in Comune Giovanni Barbo: A prescindere dal giudizio sullopera letteraria di DAnnunzio che non si discute, iniziative di questo tipo ostacolano il processo di pacificazione facendoci arretrare di decenni. È stata anche avviata da Alessandro De Vecchi una petizione su Change.org, No al monumento di DAnnunzio a Trieste, che ha superato le 1.700 firme.

Mi interessa poco che ci sia o no un monumento di DAnnunzio a Trieste, perché sono poco sensibile ai monumenti, a meno che non li faccia Michelangelo. Ma cerco di immaginare le beffe che si farebbe DAnnunzio dei suoi volenterosi detrattori. Di beffe era capace sino allultimo come quando, poco prima della morte, andò dovette andare dal Vittoriale alla stazione di Verona per salutare il Duce durante la fermata del treno che lo portava a Monaco a salvare la pace, come si pavoneggiò, in quella conferenza in cui le democrazie calarono le brache davanti a Hitler e, come disse Churchill, potendo scegliere fra il disonore e la guerra scelsero il disonore senza per questo evitare la guerra, che sarebbe scoppiata lanno seguente. DAnnunzio era vestito con una specie di pigiama, strascicava i piedi; durante il breve viaggio dal Vittoriale alla stazione aveva comperato una volgaruccia bambola di pezza che offrì al Duce imbarazzato con frasi altisonanti e retoriche, voluta caricatura del suo tipico e come egli sapeva bene peggior linguaggio finché, con grande sollievo del Duce affacciato al finestrino, il treno finalmente partì mentre DAnnunzio, guardando il treno che fuggiva, diceva, facendo la parodia di se stesso: Se ne è ito carco dei mie doni... io ho quel che ho donato. Pochi mesi dopo era morto.

DAnnunzio è stato e dunque è, come ben sanno anche quelli che giustamente lo detestano sul piano politico e civile, un grande, grande poeta dItalia, dEuropa e del mondo, un consapevole cinico e geniale poeta che ha vissuto e contribuito a creare, da protagonista, la radicale trasformazione mondiale del linguaggio poetico, dellarte nel suo rapporto con la vita e con il denaro. Ha scritto grandissimi e anche pessimi e illeggibili versi e ne era ben consapevole, come era ben consapevole che le sue invenzioni nel linguaggio pubblicitario erano unoriginale prestazione linguistica e insieme una prostituzione della poesia. Una prostituzione anche personale (ma cosciente, auto-ironica e autodenigratoria) e soprattutto epocale, una compromissione che ha segnato il Novecento intrecciandosi allarte vera e propria e che oggi è scaduta da prostituzione dalto bordo a prostituzione di strada, non tanto individualmente colpevole quanto epocalmente inevitabile. DAnnunzio ha scritto numerosissimi testi lirici, drammatici, narrativi oggi ma in realtà anche già allora illeggibili e ha scritto capolavori poetici tra i più alti della lirica europea (ad esempio Alcyone) portando il linguaggio ai suoi limiti estremi, a una musica che dissolve il senso nel suono. Ha scritto romanzi brutti e romanzi possenti come Il Piacere, amato da un grande scrittore antitetico ad ogni dannunzianesimo quale Musil. DAnnunzio e Pasolini sono stati in forme radicalmente diverse i due poeti che hanno vissuto sulla propria pelle, anche in misura indecente, la degradazione della vita che cè stata nel loro e cè nel nostro secolo, il rapporto sudicio e inevitabile tra poesia e denaro, la fine di ogni rispetto nelle relazioni umane, politiche, economiche e culturali. Nellantitempio è il traffico del dio, dice uno dei suoi ultimi versi.

In politica la sua incostanza vado verso la vita, disse in Parlamento avviandosi dai banchi della destra cui apparteneva a quelli della sinistra e il suo populismo chic sono più che censurabili e si capisce che i soldati, durante la Grande Guerra, facessero gli scongiuri quando arrivava DAnnunzio a tener loro un discorso, perché ciò significava che il loro reparto stava per essere inviato al fronte e al massacro. Ma limpresa di Fiume è ben più complessa della faciloneria con cui la si giudica. La fondamentale componente nazionalista è indiscutibile, ma a Fiume DAnnunzio, durante la sua Reggenza del Carnaro, aprì scuole italiane, croate, ungheresi, rispettando e anzi valorizzando il carattere plurimo della città, e reintrodusse il divorzio. La Carta del Carnaro scritta da Alceste De Ambris introdusse notevoli tutele del lavoro e dei lavoratori. Il vice di DAnnunzio a Fiume, Ercole Miani, sarebbe divenuto un leader della Resistenza, orrendamente torturato dai fascisti di Villa Triste a Trieste durante loccupazione tedesca, senza dire una parola. DAnnunzio doveva essere spesso un insopportabile anche se autoironico cultore di se stesso ma anche simpatico. A Fiume, i suoi legionari mangiavano spesso gratis al ristorante Lloyd che apparteneva ai nonni della futura mia prima moglie. Il ristorante fallì e DAnnunzio regalò loro una fotografia tutti insieme da lui firmata e una patacca. Sembra che loro ne abbiano parlato sempre bene.

È stato ed è, come sa anche chi lo detesta sul piano politico e civile, un grande poeta.



news

13-10-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 13 ottobre 2019

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

Archivio news