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Firenze. Lo stop dell’Unesco al dossier capitale creativa
Giulio Gori
Corriere Fiorentino 18/6/2019

Firenze non diventerà «città creativa» dell’artigianato: così ha la deciso la commissione nazionale dell’Unesco. A spuntarla sono state invece Como e Biella, una notizia che il Comune non si aspettava e che ha accolto con qualche malumore.

L’artigianato fiorentino non avrà la benedizione dell’Unesco: Firenze non diventerà «città creativa», secondo quanto deciso dalla commissione nazionale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. A spuntarla sono state invece Como e Biella, le cui candidature saranno ora sottoposte al board internazionale dell’Unesco, a Parigi.

Per Firenze è uno smacco, anche se il riconoscimento non avrebbe portato risorse ma soltanto visibilità. Eppure il dossier di Palazzo Vecchio era corposo e si sviluppava attraverso sei progetti ambiziosi. A spiegare i motivi della bocciatura è una nota del Comune che traduce quanto riferito dall’Unesco: l’organizzazione ha scelto di «sostenere città che vedono nella candidatura a Città Creativa un possibile, e forse unico, strumento di valorizzazione della propria realtà artigianale. Firenze, forte della propria esperienza secolare, è in grado di esprimere ai massimi livelli internazionali il connubio tra creatività e artigianato». Insomma, Firenze è una città famosissima, il suo centro storico ha già la protezione Unesco, e quindi, visto che la commissione poteva avanzare al board internazionale solo due nomi, la scelta è caduta su realtà meno note che da questa promozione avranno maggiori vantaggi.

In Comune la decisione ha provocato qualche malumore, specie per la coincidenza che sia Como sia Biella hanno amministrazioni targate centrodestra. «L’amministrazione continuerà a seguire i progetti avviati, che erano emersi dai tavoli di partecipazione», si limitano ad annunciare gli assessori Cecilia Del Re e Federico Gianassi. Quel dossier è composto da 6 punti: la mappatura dell’artigianato al fine di realizzare una più precisa promozione, uno spazio espositivo a rotazione ribattezzato «Casa delle eccellenze» da cui far passare i tour turistici, uno sportello di assistenza per le nuove imprese e un master curati dalla Scuola di Architettura dell’Università e dall’Accademia di Belle Arti, un Erasmus per ospitare giovani creativi internazionali, un work-shop internazionale a cadenza annuale e, infine, un concorso tra istituti di formazione e Università per stimolare la collaborazione tra designer e imprese artigiane.

A questo scopo Palazzo Vecchio utilizzerà anche le risorse ottenute, grazie a un bando europeo, nelle scorse settimane: 270 mila euro che consentiranno per quattro anni una collaborazione internazionale con sei Paesi europei per contaminare l’artigianato tradizionale con elementi di design e di innovazione tecnologica e aprire il settore a nuovi mercati. «Nello spirito che caratterizza Firenze come città Patrimonio Mondiale — spiegano da Palazzo Vecchio — l’amministrazione mette a disposizione del sistema Unesco la conoscenza e il saper fare che contraddistinguono la città».



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