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Firenze. Il David è sparito e Roma si ripiglia i supercontrolli
Marzio Fatucchi
Corriere Fiorentino 21/6/2019

Il testo della controriforma varato dal governo: neanche una parola sul futuro dellAccademia

Un colpo al cuore per Firenze: lAccademia, uno dei musei più visitati dItalia (+22% sotto la nuova direzione di Cecilie Hollberg) e simbolo della città col David di Michelangelo, si perde nei meandri delle 102 pagine del nuovo regolamento di organizzazione del ministero dei Beni culturali guidato da Alberto Bonisoli. Si perde e non si trova più: lAccademia non è mai citata, nel documento che abbiamo potuto leggere, tra gli istituti o musei autonomi italiani. E, a meno di un nuovo atto del governo, resterà sotto la nuova direzione territoriale museale: un vero ritorno al passato, secondo gli oppositori della riforma. Bonisoli la difende: è arrivata dopo un percorso partecipato e concertato con sindacati, dirigenti, associazioni, terzo settore. Ma sicuramente il testo prevede più controlli su tutte le autonomie decise da Franceschini.
Chi cè cè, chi non cè non cè
Nel testo approvato mercoledì notte dal Consiglio dei ministri, di istituzioni toscane ne restano solo quattro. LOpificio delle pietre dure: rientra tra gli istituti dotati di autonomia speciale dirigenziale non generale, con la Biblioteca Nazionale di Firenze. Negli uffici di livello dirigenziale generale con autonomia speciale restano le Gallerie degli Uffizi. I Musei del Bargello finiscono in quelli con autonomia speciale ma di livello dirigenziale non generale. E lAccademia? Non è mai citata neanche di passaggio. Il testo prevede che, con regolamenti successivi, si possano decidere altri organismi istituiti come autonomi. Ma per il momento, la gestione dellAccademia ricadrebbe sotto il nuovo organismo della Direzione territoriale museale.
Tutti sotto la direzione musei
Nel nuovo testo, voluto da Bonisoli (vicino al M5S), hanno particolare rilevanza i ruoli e le funzioni delle direzioni e dei loro comitati scientifici. Nasce appunto una Direzione musei che sovraintende al sistema museale nazionale e coordina le Direzioni territoriali delle reti museali. Tra i vari compiti, fornisce la linee guida in materia di orari di apertura, bigliettazione e politiche dei prezzi per laccesso ai musei e ai luoghi della cultura statali, anche in forma integrata e comunque esercita la vigilanza anche sui musei autonomi.

Le sue emanazione territoriali (per la Toscana, regionali), sostituiscono gli attuali Segretariati e Poli Museali (e pure la Commissione regionale per il patrimonio culturale viene abolita): questi enti decentrati hanno il potere di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, in caso di necessità, informato il Segretario generale, avocazione e sostituzione nei confronti anche dei musei autonomi di secondo livello, tipo il Bargello.
Il direttore territoriale

Il direttore territoriale toscano dovrà curare sul territorio la fruizione e la valorizzazione dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura anche di quelli autonomi (Uffizi compresi, in Toscana). Un regista con poteri forti. Stabilisce il prezzo dei biglietti e dintesa con quelli autonomi, anche i prezzi dei biglietti integrati tra musei diversi (per intenderci, la Firenze Card) sentiti i direttori di quelli autonomi. Pare che i biglietti degli Uffizi restino nelle competenze del direttore autonomo ma sentito il direttore territoriale e quello nazionale. Idem per gli orari.
Le gare e i comitati
Nascerà una sorta di Consip, di centro acquisti unico, per i bandi anche dei musei autonomi. Anche i musei autonomi dovranno rivolgersi di nuovo a Roma per diversi acquisti e lavori, sopra una certa soglia, ancora non stabilita: pure gli Uffizi. Lautonomia cambia, se la soglia è bassa. Aumentano i componenti dei Comitati scientifici che saranno il braccio di consulenza delle varie direzioni (non solo quelle dei musei) e le chiamate dirette dei dirigenti. In ogni comitato scientifico, metà dei componenti sono disegnati dal ministro, uno dai dirigenti e dal personale scientifico del ministero. Uno dal Consiglio universitario nazionale.
I pareri
Antonio Paolucci, ex ministro dei Beni culturali, difende lautonomia dellAccademia e la sua direttrice Cecilie Hollberg: LAccademia aveva dimostrato di funzionare con lattuale direttrice, non ho capito le ragioni per cui vorrebbero togliere lautonomia, se non, pensandoci, per aggregarla ai musei minori fiorentini dice Paolucci LAccademia è una banca, praticamente, ha un reddito di visitatori, di biglietteria molto molto forte. Forse dietro ce unoperazione del genere. Vittorio Sgarbi, a Firenze per un evento, è invece convinto che la riforma non andrà avanti perché il governo cadrà. E comunque a lui interessa una cacciata dei direttori stranieri: Non perché non siano buoni gli stranieri, ma perché non sono meglio degli italiani. Una scelta che non riguarderebbe solo Hollberg ma anche Eike Schimdt, direttore delle Gallerie degli Uffizi. Non ho letto ancora la riforma, ha glissato ieri. Ma, presentando la mostra su la Colonna di Traiano, e parlando degli studi sullopera di Dante, ironizza: Siamo qui per proseguire il lavoro di Dante: sperando di non finire esiliati come lui....



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