LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Beni culturali, il Parlamento non ratifica la Convenzione di Faro. Ed è incomprensibile
Antonio Capitano
Il Fatto Quotidiano 15/6/2019

Un pregevole volume consente di fare il punto della situazione su una vicenda incomprensibile per non dire kafkiana: la mancata ratifica parlamentare della Convenzione di Faro.

Il valore del patrimonio culturale per la società e le comunità, la convenzione del Consiglio d’Europa tra teoria e prassi (Linea Edizioni) è una preziosa pubblicazione che raccoglie notevoli esperienze degli attori impegnati sul campo e ricerche accademiche che mettono in luce il variegato panorama in cui le “comunità patrimoniali”, come definite dallo stesso testo giuridico, si trovano a sviluppare la propria azione di rigenerazione e trasmissione di un patrimonio spesso messo a rischio dalle politiche economiche, sociali e demografiche in seno all’Europa.

L’opera, curata da Luisella Pavan-Woolfe, Direttrice dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa, e da Simona Pinton, dottoressa di ricerca in diritto, storia e teoria delle relazioni internazionali, scaturisce dalla volontà di raccogliere i contributi presentati nel corso del convegno Convenzione di Faro e le Comunità Patrimoniali, tenutosi a Venezia il 9 aprile 2018 nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione organizzate dall’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa.

Il testo della Convenzione, presentato e aperto alle firme a Faro nel 2005, è entrato in vigore nel 2011. A oggi è stato ratificato da 18 Stati membri. L’Italia ha firmato la Convenzione nel febbraio 2013 ma non ha ancora provveduto alla sua auspicata ratifica, ancora più necessaria anche a seguito dell’esito delle recenti Elezioni europee che dovranno ridisegnare le politiche dell’Unione insistendo sulle azioni culturali fondamentali per tracciare un percorso nuovo, definitivo e sicuro.

Giova rammentare che attraverso le potenzialità di questa Convenzione si passa da un approccio incentrato sulla conservazione e sul restauro del patrimonio a un’attenzione nei confronti della promozione dei diritti culturali per l’intera società, allo scopo di garantirne un accesso il più ampio possibile e di educare i membri delle comunità al suo valore, così da poterlo trasmettere alle generazioni future. Con la Convenzione di Faro il patrimonio culturale diviene sinonimo di coinvolgimento degli abitanti nella produzione, nella diffusione e nella conservazione della cultura condivisa, nella società e per la società. Il quadro concettuale definito dalla Convenzione di Faro introduce la nozione di “comunità patrimoniale”, sublimando l’interpretazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in base alla quale non v’è possibilità di vita culturale in assenza di vita comunitaria. Ne deriva che questa accezione della nozione di patrimonio implica l’esistenza e il coinvolgimento di attori nella produzione, diffusione e conservazione dello stesso.

La Convenzione si occupa inoltre di porre l’accento sulla crescente importanza dell’ambiente nell’identità territoriale, e dunque della dimensione paesaggistica del patrimonio culturale, ponendo le basi per un concetto di “ambiente culturale”, campo d’azione della comunità patrimoniale, ove i fattori antropici e naturali storicamente s’intrecciano, riconoscendo il diritto a partecipare alla vita culturale, così come definito nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. La Convenzione introduce un concetto ampio di patrimonio culturale (terminologia da sempre oggetto della ricerca di una definizione univoca) a cui è affidata la costruzione di una società pacifica e democratica strettamente connessa ai processi di sviluppo sostenibile e alla promozione della diversità culturale. L’eredità culturale viene intesa come un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso dei loro valori identitari. La comunità di eredità che ne deriva è costituita da un insieme di persone che, consapevolmente, attribuisce valore alle risorse culturali, impegnandosi a tutelarle e a trasmetterle alle generazioni future.

Come si è giustamente osservato si tratta di principi rivoluzionari, che spostano radicalmente l’attenzione dalla pur doverosa opera di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale al diritto dei cittadini alla partecipazione culturale. In Italia, secondo i dati Eurobarometro, il tasso di partecipazione alla vita culturale è tra i più bassi d’Europa: la Convenzione di Faro potrebbe rappresentare un modello di riferimento per i diversi livelli istituzionali, dal Mibac alle amministrazioni comunali. Di particolare rilievo, l’obiettivo di favorire la creazione diffusa di “comunità di eredità”, in cui il riconoscimento delle risorse culturali da parte dei cittadini possa costituire la premessa per la nascita di “imprese di comunità”, in grado di contribuire un’economia rispettosa del valore culturale dei territori.

Le parole chiave di questo importante New Deal sono: salvaguardare, valorizzare, promuovere e trasmettere il valore del patrimonio culturale immateriale italiano ed europeo, con particolare riferimento alle giovani generazioni. Un volume dunque davvero necessario in tempi di ristrutturazione dei nuovi diritti che faticano a trovare spazio e “cittadinanza” nel nostro Parlamento; sembra quasi che una minoranza possa decidere per una maggioranza – e nemmeno silenziosa – composta da tutta una schiera di operatori culturali o semplici appassionati.

Non esiste un testo perfetto e anche la Carta di Faro contiene, ad avviso di commentatori scettici, degli aspetti generici che potrebbero rivelarsi – senza adeguata attenzione – solo mere enunciazioni ad effetto; tuttavia è proprio nell’applicazione concreta e nelle azioni attuative, come peraltro già avvenuto, la migliore risposta alle osservazioni critiche. Di certo, però, la ratifica della Convenzione potrebbe davvero migliorare, se non la vita dei cittadini, almeno l’approccio verso la piena dignità culturale. Essa, come è stato più volte ricordato, ha innovato la visione del patrimonio, spostandola “dal valore in sé dei beni al valore che debbono poterne conseguire le persone. Si passa, così, dal ‘diritto del patrimonio culturale’ al ‘diritto al patrimonio culturale’, ovvero al diritto, individuale o collettivo, di trarre beneficio dal patrimonio”.

Ne consegue che il patrimonio culturale è risorsa e valore per la sua utilità per lo sviluppo sostenibile e per il miglioramento della qualità di vita delle persone, talché le politiche di salvaguardia debbono essere integrate nell’ambito di più ampie politiche ambientali, economiche e sociali. Attori protagonisti di questo bellissimo scenario sono le comunità e gli enti locali: si pensi solo ai piccoli Comuni che con i loro dettagli possono fare la differenza. E’ una sfida e un’opportunità di rinascita. Allungare i tempi per la ratifica significherebbe perdere un’occasione storica e forse irripetibile.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/15/beni-culturali-il-parlamento-non-ratifica-la-convenzione-di-faro-ed-e-incomprensibile/5255548/


news

11-01-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 11 gennaio 2021

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

Archivio news