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Pavia. I tesori nascosti di Lomello. Il parco archeologico dimenticato da 28 anni
Eleonora Lanzetti
Corriere della Sera - Milano 1/7/2019

Resti di epoca romana e medievale. Gli scavi sono fermi dal 1991

Pavia. A 28 anni dalla fine degli scavi, nessuno è interessato al parco archeologico di Lomello. L’asta per aggiudicarselo è sempre andata deserta. Nella piccola perla longobarda della campagna lomellina, oltre alla Basilica di Santa Maria Maggiore e al Battistero di San Giovanni, visitati ogni anno da 10 mila persone, c’è un parco dimenticato. Circonda Villa Maria, un imponente rudere i cui antichi fasti sono ormai un ricordo.

Nel 1984 gli studiosi dell’Università di Pavia, in collaborazione con le università di Lancaster e di Londra, sotto la direzione congiunta dei professori Hugo Blake e Claudia Maccabruni, avevano portato alla luce non soltanto stratificazioni archeologiche di notevole interesse di epoca romana e medievale, ma anche un tratto della cinta di mura tardoantiche (V° secolo d.C.), i resti di una porta di ingresso alla rocca, e parte del perimetro del vestibolo. «Dopo gli scavi nessuno ha fatto più nulla — commentano in paese —. Sarebbe bello creare un percorso turistico di collegamento tra il parco archeologico e l’antico complesso religioso della basilica romanica e del battistero».

Invece, una nuova possibilità per quegli scavi tanto importanti sembra essere molto lontana. Tutto è fermo dal 1991: le mura sono state fagocitate dalla natura. Il cancello è aperto, nessun cartello di divieto o di proprietà privata ne impedisce l’accesso. L’erba è altissima, raggiungere il sito degli scavi è un’avventura, ma arrivati sul posto ci si accorge che gran parte delle bellezze emerse sono scomparse.

La famiglia Nicala venti anni fa aveva lasciato la proprietà, villa e parco, alla Fondazione Gerontocomio Lomellino, già proprietaria anche del Castello di Lomello. Ottenuto il permesso dalla sovrintendenza alle Belle Arti, la Fondazione decise di costruire una casa di riposo proprio all’interno del parco archeologico. Iniziarono i lavori e spuntarono altre mura medievali. Nel frattempo l’ideatore morì, i lavori si fermarono e nessuno pagò più le imprese.

Il Castello, proprietà del vecchio Gerontocomio e Villa Maria con il parco (in cui insiste una minima percentuale di area demaniale), finirono all’asta. Valore stimato del sito: 228 mila euro, base d’asta a 170 mila. Il maniero, già sede del municipio, un mese fa è stato acquisito dal Comune, mentre nessuno sembra più interessato alla residenza d’epoca che sovrasta l’antichissimo paese sommerso. L’Università di Pavia aveva avanzato un’idea: realizzare il «Parco archeologico delle mura», con un percorso articolato che comprendeva i tratti delle mura, inglobati in edifici più tardi, e quelli venuti alla luce negli scavi, che potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di attrazione per un turismo di taglio culturale, congeniale alla vocazione di Lomello.

Operazione troppo onerosa per l’amministrazione:«Saremmo intenzionati a salvare e valorizzare il parco, ma l’impegno economico, attualmente, non ce lo consente — ha spiegato il sindaco di Lomello, Silvia Ruggia —. Potremmo valutare un coinvolgimento tra pubblico e privato».



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