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Tutela Unesco sul Prosecco
Luciano Ferraro
Corriere della Sera 8/7/2019

Le colline di Conegliano e Valdobbiadene con le vigne del Prosecco sono Patrimonio dellUmanità. Il governatore Zaia: un successo per tutta lItalia.

D alla povertà allUnesco. Le colline trevigiane che fino a mezzo secolo fa erano popolate da contadini così squattrinati da usare vecchi pali di cemento dellEnel per sostenere le vigne, sono diventate Patrimonio dellUmanità. Ci sono voluti undici anni per convincere lUnesco la terra da Valdobbiadene a Vittorio Veneto non racchiude solo una storia di successo vinicolo senza uguali. È anche il luogo in cui migliaia di contadini, dal 1600, hanno conquistato, talvolta su pendenze così ripide da impedire luso di macchine agricole, il loro riscatto. Costruendo un paesaggio culturale ora sotto legida dellUnesco, come altre 9 zone vinicole (in Italia Langhe, Roero e Monferrato; in Francia Champagne, Borgogna e Saint-Émilion).

Poco meno di diecimila gli ettari interessati, nei Comuni di Valdobbiadene, Vidor, Miane, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina, Cison di Valmarino, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Revine Lago, Tarzo, Vittorio Veneto. Qui sgorga il Prosecco Superiore Docg, più di 90 milioni di bottiglie lanno. Unavventura che inizia a Conegliano nel 1876, con la prima Scuola enologica dItalia.

La spinta politica a questo storico successo italiano, come lha definito il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio, lha data il governatore veneto Luca Zaia. Nel 2009 ha voluto la legge sulle zone di produzione (Conegliano-Valdobbiadene, Asolo e la grande Doc da Vicenza a Trieste) che ha messo sotto tutela le bollicine a base del vitigno Glera e le ha lanciate nel mondo fino a superare il mezzo miliardo di bottiglie vendute.

Nello stesso anno la Regione ha iniziato a preparare la candidatura. La prima versione del dossier è stata bocciata. La seconda è passata ieri alla sessione numero 43 del Comitato per il Patrimonio mondiale, a Baku, capitale dellAzerbaijan. Tutti i Paesi si sono complimentati per la collaborazione tra Italia e Unesco, in una vicenda che era stata molto contestata. Il giudizio negativo è stato ribaltato, allunanimità dice Mauro Agnoletti, coordinatore scientifico del dossier più che sul vino abbiamo puntato sulla bellezza del territorio, sulle vigne tra i boschi in un mosaico agricolo. Convincendo tutti, nonostante il parere contrario degli ambientalisti, che ieri sono intervenuti alla sessione.

Questo non è un punto di arrivo ma un punto di passaggio per una protezione maggiore della nostra terra, guarda avanti Innocente Nardi, presidente del Consorzio del Prosecco Superiore. La zona di Conegliano e Valdobbiadene è il frutto dellinterazione tra la bellezza naturale e la sapienza degli agricoltori che hanno sviluppato un modello economico sostenibile. Qui si fa viticoltura eroica, con pendenze superiori al 50%. E le critiche degli ambientalisti? Abbiamo già vietato risponde Nardi luso di un erbicida contestato come il glifosate (siamo la più grande area dEuropa ad averlo deciso), ora il riconoscimento dellUnesco convincerà tutti a fare di più per il paesaggio. A fine serata, mentre la delegazione italiana festeggia allambasciata e Valdobbiadene scende in piazza stappando senza freni, Zaia dedica la vittoria ai vignaioli: Cè stato un laborioso gioco di squadra tra istituzioni, esperti, produttori e abitanti. Ed ora penso a quei vignaioli trevigiani, i pionieri del Prosecco, che non hanno fatto a tempo a vedere trasformata la loro terra povera in un luogo di benessere.

Sulle colline delle 185 cantine che esportano in 130 Paesi arrivano ogni anno 400 mila turisti. Leffetto Unesco ne porterà molti altri prevede Nardi li accoglieremo anche recuperando una rete di piccole stalle e di casolari ottocenteschi ora adibiti a ricovero degli attrezzi. E così i luoghi della fatica agricola del secolo scorso diventeranno il simbolo del riscatto. Sullonda delle bollicine venete.



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