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Paolo Giulierini: "Io, riconfermato al Mann, lavoro per riportarlo al ruolo di più grande museo del mondo per l'arte classica
di ANTONIO FERRARA
23 luglio 2019 LA REPUBBLICA



Intervista all'archeologo resta alla guida dell'Archeologico di Napoli fino al 2023. L'annuncio del direttore Musei del Mibac, Antonio Lampis, alla presentazione del Rapporto annuale 2018 al MannCaffè


Quando il cronista gli rivolge la domanda Antonio Lampis ha appena finto di illustrare le ragioni per le quali "ora la parola museo, che era una parola ostile, è entrata nella testa di tante persone attraverso la parola di direttore, nuova figura importantissima dello scenario culturale". Seduto nel MannCaffé appena inaugurato per presentare il Rapporto annuale 2018 del Mann, è Lampis (direttore generale Musei del ministero dei beni culturali guidato da Albero Bonisoli) ad annunciare che Paolo Giulierini resterà per altri quattro anni, fino all'autunno del 2023 alla guida del Museo archeologico nazionale di Napoli. Il Rapporto annuale 2018 è un corposo documento di 384 pagine che documenta le attività svolte dall'istituto culturale e dà conto ai cittadini di risultati e obiettivi raggiunti o ancora da raggiungere.

"Incredibilmente le persone in Italia conoscono il nome dei direttori dei musei, all'estero non è affatto così" aggiunge Lampis mentre conferma che "per i direttori di seconda fascia come Giulierini è stato avviato il procedimento e a breve arriverà la riconferma, attendo il passaggio amministrativo". Una prospettiva che dovrebbe accomunare anche il direttore del Parco archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, anche lui di seconda fascia e in attesa di riconferma, e Sylvain Bellenger che guida Capodimonte (scadenza a novembre, ma il francese è direttore di prima fascia e la firma degli atti compete direttamente al ministro). A far intravedere il fatto che i tre direttori campani resteranno al loro posto fino al 2023 anche le valutazioni espresse da Lampis sulla forza trainante dei musei statali campani in termini di crescita del Pil culturale, che a livello nazionale vale l'1,5 per cento "quasi come l'agricoltura". Per Lampis "tutte le istituzioni hanno bisogno di un lasso di tempo di otto anni per poter cambiare qualcosa, questo è l'orizzonte temporale se si vuole lasciare il segno e la previsione del 4+4 prevista dal legislatore per i musei non è un caso".

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Direttore Giulierini, mentre lei era rimasto in Toscana per il blocco dei treni Fs e non ha potuto partecipare alla presentazione del Report 2018, Lampis al Mann ha detto che lei si è "dimostrato al top delle performance sia sul piano annuale che quadriennale, e ciò giustifica pienamente la riconferma". Soddisfatto?
"Sono onorato. Essere al servizio di Napoli e di questo istituto culturale lo considero, come ho detto già nei primi giorni del mio arrivo nel 2015, un privilegio. E intendo onorare questo impegno con tutte le mie forze. Con tutto lo staff del Mann e la rete di collaborazioni in atto, dobbiamo completare il lavoro e riportare il Mann al ruolo che a esso spetta, cioè quello di più grande museo archeologico del mondo per l'arte classica".

E cosa pensa se guarda ai primi giorni di servizio all'Archeologico? Era il primo ottobre del 2015...
"Quattro anni sono passati in un attimo e non posso non ricordare i primi giorni in cui mi sentivo veramente solo. Adesso venire a Napoli è, ogni volta, una festa. Tutti ti salutano e sono cortesi. Sì, mi sento un po' napoletano anch'io..." .

Giulierini, questo è il quarto documento che lei presenta: prima c'è stato il Piano strategico e poi i tre Rapporti annuali. Si aspettava di raggiungere tali risultati?
"Francamente no. Ma Napoli è una città straordinaria e tutti mi hanno aiutato incoraggiandomi e tendendomi la mano, a ogni livello".

Nel dettaglio, quali sono gli aspetti che ritiene più significativi per un grande museo che è inserito in una città dove i servizi al turista restano insufficienti?
"Sarebbe facile iniziare dai numeri degli ingressi, triplicati dal 2015; per il 2018, 23 mostre al Mann, 1.450 oggetti dati in prestito per 53 esposizioni in Italia e all'estero (13 i Paesi toccati), un milione e 825 download del videogioco "Father and Son", ora modello per tanti altri musei. Vorrei soffermarmi invece sulle relazioni ormai strutturate: con i quartieri della Sanità e Forcella, con il Comune, la Regione, la Diocesi, le scuole, gli altri musei, le università, le infrastrutture e le associazioni. Sono tutti questi soggetti che, interagendo con noi, rendono grande il Mann. In più vorrei ricordare gli oltre 10 mila fidelizzati tramite card che ormai ci seguono fraternamente".

I primi sei mesi del 2019 confermano le tendenze del 2018 (613 mila ingressi)? Quali obiettivi deve raggiungere il Mann nel 2023?
"Il Mann è in crescita del 21 per cento sugli stessi dati di giugno 2018 e siamo a oggi già oltre 430 mila visitatori nei primi sei mesi del 2019. I prossimi obiettivi saranno: a ottobre l'apertura del terzo giardino; ad aprile 2020 l'apertura completa del Braccio nuovo, con ristorante, tavola calda, auditorium e sezione tecnologica pompeiana; entro il 2020 il raddoppio delle Collezioni di Pompei, la sezione Cumana e di Napoli antica, una sezione del museo "com'era"; nel 2021 la sezione della Statuaria campana con le meravigliose statue da Pompei e Ercolano. L'obiettivo finale è l'asse con la galleria Principe di Napoli recuperata e la nascita di un quartiere della cultura".

Come rafforzare il ruolo del Mann centro aggregativo e irradiante dell'offerta museale di Napoli e del Golfo di Napoli ?
"Stiamo lavorando, partendo dalle nostre collezioni, sulle provenienze degli oggetti, per far sì che il Mann diventi il portale di presentazione dei tanti siti del territorio campano e del Meridione".

Pensa che con la riforma Bonisoli si riuscirà a risolvere il problema della carenza di personale? Da agosto sale chiuse a rotazione, compresa la Magna Grecia ...
"Siamo fiduciosi. Se poi non dovessero arrivare le risorse umane aumenteremo comunque gli investimenti in tecnologia".

Quali sono le prossime aperture e le mostre che vedremo?
"Come dicevo, da ottobre sarà riaperto il giardino della Vanella: sarà completato l'iter di recupero che ha coinvolto gli altri cuori di verde del Mann (il Giardino delle Fontane e quello delle Camelie). Il progetto architettonico prevedrà non soltanto il restauro delle parti ancora esistenti del Giardino della Vanella (l'ipogeo di Caivano, la fontana, il colonnato, i muretti in mattoni), ma anche il ripensamento in chiave moderna dello spazio, inteso come riflesso dell'osmosi tra museo e città. Ancora, da ottobre, tornerà visibile la sezione della Preistoria e sarà possibile ammirare, nell'ambito del ciclo espositivo dedicato alle grandi civiltà antiche, una mostra dedicata agli Etruschi. Senza dimenticare che al più presto si vedrà il meglio di Pompei. Sulle mostre nel 2019 avremo il 6 dicembre "Thalassa", il 20 febbraio 2020 "Lascaux 4.0", l'8 aprile "I Gladiatori", a novembre "Thorvaldsen". Negli anni successivi cito solo "I Bizantini", "I Normanni" e la grande chiusura con una spettacolare mostra su Alessandro Magno, la più grande mai vista".



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