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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Monitoraggio dei beni culturali, presentato il rapporto su Artek
Fulvia Croci
Global Science, 05/08/2019

Presentato il rapporto su Artek (Satellite Enabled Services for Preservation and Valorisation of Cultural Heritage) uno dei progetti ideati da Ispra e Iscr per la tutela dei beni culturali. Lobiettivo del progetto, finanziato da Esa e Asi in collaborazione con il Cnr-Imaa e lEnav, è lo sviluppo di una piattaforma informatica per monitorare lo stato di conservazione e rischio dei beni culturali minacciati da fattori ambientali, sia di origine naturale che antropica. Nel dettaglio, la piattaforma comprende strumenti e servizi per identificare e valutare le minacce al patrimonio culturale, stimare le vulnerabilità del sito, condividere con i diversi stakeholder le informazioni sui rischi e monitorare i flussi di visitatori per la salvaguardia dellarea, attraverso la navigazione satellitare.

I satelliti in particolare, sono stati usati per identificare e valutare i fattori di pressione, sia naturali che umani, che potrebbero avere un impatto negativo sui siti archeologici e consentire gli interventi necessari. Il telerilevamento aereo, mediante i droni, è invece stato utilizzato in casi specifici, quando la risoluzione spaziale richiesta era superiore a quella fornita dai satelliti. Nel progetto Artek inoltre, il danno causato dalle attività umane sui siti, è stato analizzato stimando la pericolosità e il rischio correlato allinquinamento atmosferico e il rischio dato dalla presenza di impianti industriali nelle immediate vicinanze dellarea protetta.

Artek ha preso il via nel 2016 e si è concluso nel dicembre del 2018 e ha monitorato grazie alle informazioni provenienti dai satelliti e dal telerilevamento aereo le condizioni di 5 siti: Villa Adriana e il centro storico di Tivoli, Civita di Bagnoregio, il Parco Regionale Urbano di Monte Orlando e larea archeologica di Gianola, larea archeologica di Baia e Matera, scelti in base alle caratteristiche del territorio in cui sono inseriti. Artek non è il solo progetto che si avvale del contributo dei satelliti per il monitoraggio del territorio. Il Parco Archeologico del Colosseo, creato nel 2017 è monitorato dalla costellazione di satelliti Cosmo-SkyMed dellAsi che partecipa insieme al Ministero dei Beni Culturali, Ingv, Ispra, Isc e Università La Sapienza al tavolo tecnico appositamente ideato per il controllo dellarea.

Lo scopo è creare una best practice tecnologica da utilizzare in futuro anche per altri siti patrimoni dellUnesco in Italia e allestero. Nel dettaglio, e-Geos, società partecipata dellAsi, ha fornito al Parco del Colosseo il processamento interferometrico di circa 250 immagini riprese da Cosmo-SkyMed negli ultimi 10 anni, per poter creare un data base da integrare con carte morfologiche e geologiche. I risultati dopo poco più di un anno di monitoraggio, sono incoraggianti ed è stato deciso di confrontare le esperienze di osservazione satellitare con quelle di altri siti archeologici nel mondo, in particolare Machu Picchu e Petra, per confrontare i dati e redigere un documento che evidenzi i metodi usati nelle diverse aree.

https://www.globalscience.it/13474/pianeta-terra/monitoraggio-dei-beni-culturali-presentato-il-rapporto-su-artek/


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