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NAPOLI - Piazza Mercato affonda nel degrado: "Deturpata la sua storia"
di PAOLO DE LUCA
la Repubblica 12 agosto 2019




L'abbandono di uno degli slarghi storici della città: il cantiere per il restyling è chiuso da tempo, i basolati ammucchiati in pile di pietre. Immondizia e ratti dominano nella rotonda di "Feste, farina e forca"


Sì, lo so: sembra una zona bombardata. E questo è niente: se torna di sera, tra immondizia e sterpaglie, si trovano anche ratti e blatte a banchettare. Nelle parole di Loredana, casalinga 45enne, cè lintera rabbia del borgo di piazza Mercato. Una rabbia mista a rassegnazione, disillusione: Ormai è da troppo tempo che siamo lasciati al nostro destino: mi vergogno anche ad ospitare gli amici, costretti a guardare questo scempio.

Davanti agli occhi, uno spettacolo di degrado e abbandono inaccettabili. Siamo a pochi passi dal centro storico, ai margini di via Marina. Qui, lantichissimo slargo delle " Feste farina e forca" tra i simboli della storia partenopea, è mortificato da un recinto: delimita un cantiere che va avanti a singhiozzo da due anni. Finanziato con fondi Unesco, per il totale restyling dellarea, i lavori portano però sorprese: la scoperta di un impianto fognario da rifare, la rimozione del pavimento stradale. Gli imprevisti causano la sospensione delle operazioni per un anno. Fino allo scorso maggio, quando i residenti scesi in piazza, ne hanno ottenuto il riavvio. Ma non è servito a niente - aggiunge Loredana è tutto di nuovo fermo.

Il risultato sono pile di massi sistemate alla buona, montagne di terra, tubi sparsi alla rinfusa che minacciano le fontane monumentali di Francesco Seguro, restaurate tre anni fa. Motorini sfrecciano accanto alle transenne, le attività commerciali, un tempo numerose, chiudono. Pochi resistono, tra venditori di biciclette, fuochi dartificio, qualche bar. Non viene più nessuno ormai dice un ristoratore E come biasimare la gente? Qui era un continuo viavai di persone, i ragazzini giocavano a calcio sulla rotonda. Adesso vi scorrazzano i ratti.

Gli fa eco Luigi Piscopo, titolare del "Pescatore" storico negozio di "Casa del corredo". Siamo qui da sessantanni dice ma se continua così, andremo via. Le istituzioni ci hanno dimenticato. Ci hanno più volte promesso che sarebbero intervenute. Non è cambiato nulla. Dai tombini otturati tracimano terra ed erbacce. I bidoni intorno sono colmi di immondizia non differenziata. Accanto a plastica e rifiuti umidi, materassi, aste di legno. Paghiamo 3300 euro di Tarsu lanno per lavorare così. Pensi, che persino i criminali e i parcheggiatori abusivi sono andati via. Un curioso indice per determinare lassenza di economia.

Il cantiere, inoltre, causa anche lassenza di aree di sosta. La nostra clientela sottolinea Piscopo - viene soprattutto dalla provincia, quindi si muove in auto. La scelta di pedonalizzare piazza Mercato è stata fatale. Ma eravamo ben disposti ad accettarla per il decoro del luogo. Così, però, è un doppio smacco. Al centro della piazza, la chiesa di Santa Croce, anchessa di proprietà comunale, più volte offesa da atti vandalici e furti. La situazione è disperata commenta Gianfranco Wurzburger, residente nel quartiere I lavori non hanno fatto altro che peggiorare il territori .

Wurzburger cittadino attivo (ha un passato nel Pd) e presidente dellassociazione "Gioventù cattolica" traccia la sua analisi. Laspetto commerciale si è andato impoverendo ulteriormente . Una crisi che questa zona, un tempo fiorente, vive dagli anni Ottanta, quando gran parte delle attività si è spostata in massa al Cis di Nola. Ma non tutto si era fermato ribadisce Wurzburger - sono rimasti in zona alcuni rivenditori storici. Inoltre cè la Festa del Carmine, il cui incendio del campanile porta una boccata daria agli esercenti. Festa però, bloccata però dai restauri alla chiesa, finalmente conclusi.

Carmine e Mercato: due piazze, un unico slargo. Esattamente comè stato per secoli, fino al 1958, quando la costruzione del Palazzo Ottieri, simbolo per eccellenza del sacco edilizio della città in epoca laurina ha spaccato in due larea. Dicono che il declino sia iniziato proprio allora. Ai piedi del santuario cè più movimento, anche grazie alla rampa che collega la strada direttamente a via Marina. È sul margine che si affaccia Avino, incrollabile rivenditore di materassi dal 1956. Non riusciamo a lavorare serenamente dice Alessandro, lavoratore nella ditta da 25 anni La sporcizia della piazza scoraggia i clienti, per non parlare dei parcheggiatori abusivi, qui molto presenti. Un cenno di speranza arriva dalle guglie del Carmine, appena restituite alla città. Ma non basta.

Ciò che succede a piazza Mercato è il simbolo del fallimento delle politiche di restyling avviate in questi anni col progetto Unesco. Sono le parole di Antonio Pariante, responsabile del comitato Civico Portosalvo, da sempre attento alla salvaguardia dei monumenti cittadini. Il diritto dei Beni culturali vieta di inquinare i basolati originle dei luoghi tutelati. Per questa rotonda, il Comune ha pensato di inserire materiale diverso per uno spazio pari al venti per cento. Per questo la soprintendenza ha poi bloccato tutto. Ora il risultato è sconfortante e deprimente.

Lultima parola è di Francesco Chirico, presidente di municipalità. Comprendo i cittadini dichiara e hanno tutto il diritto di indignarsi. Ho verificato che il cantiere al Mercato è ripartito. Lo stop di questi giorni è forse da addebitare a ferie estive. Sappiamo che è durato troppo, sappiamo i danni che ha fatto. Ma, entro la fine dellanno, dovrebbe finalmente concludersi.

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/08/12/news/piazza_mercato_affonda_nel_degrado_deturpata_la_sua_storia_-233493667/?ref=search


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