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Torino. Giuntoli: gli architetti occuperanno fabbriche vuote
Christian Benna
Corriere della Sera - Torino 20/8/2019

«Occupiamo le vecchie fabbriche e facciamole diventare luoghi d’elezione del prossimo Festival dell’architettura. Così, almeno per qualche settimana, con il sistema del temporary use, l’uso temporaneo degli immobili dismessi possiamo far rivivere tanti edifici simbolo di Torino da troppo tempo abbandonati». Massimo Giuntoli, presidente degli architetti di Torino, entra a gamba tesa nel dibattito sulla città «senza guida» urbanistica. «Arte e cultura per far riaccendere i riflettori su tutti quegli immobili storici dimenticati dal Comune».

«Occupiamo le vecchie fabbriche e facciamole diventare luoghi d’elezione del prossimo Festival dell’architettura. Così, almeno per qualche settimana, con il sistema del temporary use, l’uso temporaneo degli immobili dismessi che è in gran voga all’estero, possiamo far rivivere tanti edifici simbolo di Torino da troppo tempo abbandonati». Massimo Giuntoli, presidente degli architetti di Torino, entra a gamba tesa nel dibattito sul dopo Montanari, ex vicesindaco ed ex assessore all’urbanistica, silurato più di un mese fa da Chiara Appendino ma non ancora sostituito. «È inaccettabile avere tanti dossier aperti per la città senza una guida, progetti che valgono milioni di euro e che sono investimenti vitali per la nostra economia. La giunta deve trovare in fretta un nuovo assessore, qualcuno in grado di occuparsi del nuovo piano regolatore e di tutte quelle opere bloccate. Noi architetti faremo il possibile per valorizzare gli immobili disabitati da troppo tempo. Vogliamo organizzare il Festival dell’architettura nelle aree dismesse».

Presidente Giuntoli, davvero volete occupare le fabbriche dismesse in polemica con la giunta che non sa valorizzarle e non trova neppure un assessore all’urbanistica?

«Nessuna polemica. Anzi, vogliamo dare un mano. Stiamo lavorando alla programmazione del prossimo Festival dell’architettura, che sarà in collaborazione con la città di Milano. Per questa edizione pensiamo di utilizzare alcuni spazi simbolo di Torino ma abbandonati da tempo».

Ci sono investitori interessati per l’ex Manifattura Tabacchi, le ex Ogm e anche la Cavallerizza Reale. Manca però un interlocutore.

«Per questo contiamo di lanciare un’iniziativa di temporary use, utilizziamo questi spazi per mostre ed esposizioni. Così possono tornare almeno per qualche giorno sotto i riflettori. È un modo per agevolare i processi di riqualificazione. Se ci fosse un responsabile per l’urbanistica sarebbe tutto più semplice».

La poltrona di assessore all’urbanistica è vacante, ma queste deleghe sono in mano alla sindaca.

«Apprezzo la buona volontà della sindaca, ma si tratta di un ruolo tecnico più che politico. Ci vuole una guida forte e capace. In ballo c’è il futuro della città, su quello che vuole diventare nei prossimi anni. Senza urbanistica non c’è sviluppo».

Rimpiange l’ex assessore Guido Montanari?

«Rimpiango la Torino che aveva una vocazione. Oggi non ce l’ha. La giunta, incluso Montanari, non sono stati in grado di dare un indirizzo chiaro di sviluppo. Ma oggi la situazione è imbarazzante. Pensiamo agli investitori che hanno acquisito l’ex Porta Susa per farci un hotel Marriot. Oggi non hanno un interlocutore. Un pessimo biglietto da visita».

La giunta punta sulla rigenerazione urbana.

«Bene, non vedo l’ora di cominciare. Ho polemizzato tante volte con Montanari ma almeno con lui il dialogo era vivo. Ora dobbiamo ricominciare tutto da capo. E non sarà semplice. Il nuovo assessore impiegherà un paio di mesi per capire come funzionano gli uffici tecnici. Poi la giunta entrerà nell’ultimo anno di amministrazione, e con la campagna elettorale in corso sarà complesso lavorare».

Il nuovo assessore dovrà essere un architetto?

«Non necessariamente. Ma sarebbe bene avere qualche esperto, architetto o ingegnere. Noi professionisti restiamo disponibili a collaborare magari in un tavolo permanente, una sorta di regia, per accompagnare la giunta nella scelta dei progetti e degli interventi. E anche imbastire concorsi internazionali di idee di architettura. Ad ottobre Sistemi Urbani, l’immobiliare delle Ferrovie, presenterà le idee per rigenerare gli ex scali. È importante la presenza attiva della Città».

Urban Lab è già della partita.

«Sì e sta facendo un gran lavoro. Anzi, a mio avviso dovrebbe essere potenziato per diventare un’agenzia urbanistica. Gli investitori ci sono ma devono trovare interlocutori adeguati. Urban Lab può essere uno di questi».



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