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Firenze. «L’Accademia cessa di esistere»
Chiara Dino
Corriere Fiorentino 21/8/2019

Ultimatum da Bonisoli: Hollberg passi i bilanci agli Uffizi. Oggi finisce l’autonomia

La riforma dei musei voluta dal ministro Bonisoli rischia ora di restare a metà del guado vista la crisi di governo che ieri è stata ufficializzata. Ma alcuni passi ormai sono stati compiuti come la fine dell’autonomia dell’Accademia che confluisce sotto la gestione degli Uffizi. È questa infatti l’unica certezza visto che è scritto a chiare lettere nell’unico decreto attuativo fin qui firmato dal ministro Bonisoli.

Ultimatum dal ministero a Hollberg alla vigilia delle dimissioni del premier: da oggi addio autonomia

Come un’anatra zoppa la riforma dei musei (e di tutta l’organizzazione dei Beni Culturali) voluta dal ministro Alberto Bonisoli rischia di restare a metà del guado. Approvata sì ma con la sua operatività (in forza dei decreti attuativi) a mezza corsa. Con alcuni passi compiuti — l’Accademia cessa di esistere e confluisce sotto la gestione degli Uffizi (come anche San Marco e l’area etrusca di Chiusi che sarà gestita da Roma) ma con tanto ancora da fare. Primo fra tutti stabilire chi e come approverà i bilanci dei musei autonomi e dunque che potere resterà in mano ai superdirettori che qui a Firenze sono Paola D’Agostino, riconfermata ai Musei del Bargello, ed Eike Schmidt in bilico tra Uffizi e il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ieri, durante il suo intervento in Parlamento ha fatto esplicito riferimento alle tante pratiche lasciate a metà. Tra queste ci sono anche quelle che riguardano i musei. Vediamo cosa succederà, potrebbe succedere, non è ancora successo.
«L’Accademia cessa di esistere»

Su questo non ci sono dubbi. È scritto a chiare lettere nell’unico decreto attuativo di Bonisoli (si attende l’ok della Corte dei Conti) e dal successivo regolamento firmato dalla direzione generale del Bilancio il 13 agosto. Vi si legge che la direzione dell’Accademia, Cecilie Hollberg, dovrà, entro il 30 settembre, inviare al direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, un bilancio approvato, contenente ogni voce di spesa e di introito, compresi i fondi di cassa che con i conti dal 1 gennaio al 21 agosto, ultimo suo giorno di autonomia. I dati dovranno da Schmidt essere sommati a quelli dei musei che già dirige tranne i residui di cassa che confluiranno nei fondi a disposizione del Ministero che provvederà a redistribuirli

Ossigeno ai piccoli musei

Bonisoli ha stabilito che il cosidetto fondo di riequilibrio, quella parte dei ricavi che i musei più ricchi danno al ministero perché la ridistribuiscano ai più poveri (con meno visitatori), cresca. Prima i grandi musei tenevano l’80 per cento dei loro quattrini, ora il 75. Il fondo sale dal 20 al 25 per cento. Alle istituzioni più periferiche dovrebbero arrivare sostanzialmente circa 10 milioni di euro.

L’accentramento resta a metà

La Riforma prevede che tutta una serie di decisioni tornino in capo a uffici dirigenziali a Roma: il segretario generale in primis, le varie direzioni in seconda battuta. Per rendere operativa questa parte del testo del decreto Bonisoli qualcosa l’ha fatta: il 14 agosto, in tutta fretta, ha inviato ai sindacati un testo — un secondo decreto attuativo — in cui istituisce il segretario generale, gli uffici di esportazione con sede a Roma, Firenze e Napoli, la nuova Direzione generale Contratti e Concessioni e le nuove direzioni territoriali delle rete museali (quelle che prenderanno il posto dei Poli museali). Tutte queste lavorerebbero in sintonia con Roma a cui resterebbe l’ultima parola su contratti, vincoli, prestiti importanti, riallestimenti storici. Ma se questo decreto sia stato firmato sino a ieri sera non era chiaro.
Nebbia sull’autonomia dei bilanci

Perché i musei autonomi, Uffizi e Bargello, cessino di approvare i loro bilanci, e dunque di essere autonomi, occorrerebbe un decreto ad hoc per abolire i loro consigli di amministrazione. Decreto di cui ieri sera non c’era traccia. È difficile che con la crisi aperta Bonisoli possa firmarlo come se si trattasse di un testo di somma urgenza. Certo è che fino a ora il Ministro ha provveduto a ipotizzare, ma solo per Uffizi e Capodimonte, l’assunzione di un dirigente amministrativo in loco che potrebbe coadiuvare i direttori anche in questa pratica del bilancio.



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