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Musei, azzerata lautonomia
Chiara Dino
Corriere Fiorentino 22/8/2019

Con lultimo decreto attuativo della riforma dei Beni Culturali anche Uffizi e Bargello avranno meno poteri
Il colpo di coda in piena crisi di governo: aboliti i Cda, ora i bilanci li approverà Roma

Lo aveva annunciato e lo ha fatto in sordina: il 16 agosto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha firmato il decreto attuativo della sua riforma che abolisce i consigli di amministrazione dei musei autonomi. Ora sarà Roma ad approvarne i bilanci.

È la pietra tombale sulla libertà di gestione dei musei e sulla Riforma Franceschini: labolizione dei consigli di amministrazione dei musei italiani, quelli ritenuti meritevoli di una piena autonomia. Il 16 agosto, in sordina, il ministro Alberto Bonisoli ha firmato e inviato alla Corte dei Conti il documento che ne sancisce la morte. Finisce lera dei bilanci gestiti e approvati in loco, della programmazione culturale in capo a una persona sola, dello snellimento delle procedure. Ora anche Eike Schmidt per gli Uffizi (e da oggi anche Galleria dellAccademia e Museo di San Marco) e Paola DAgostino per i Musei del Bargello potranno si predisporre una previsione e un consuntivo di entrate e di uscite ma si tratterà di documenti che saranno approvati dalla Direzione Generale Musei a Roma, sentito il parere della Direzione generale bilancio e dopo lacquisizione del parere del Collegio dei revisori dei Conti. Quanto al resto saranno molto più vincolati di prima, anche sulle scelte culturali, dai comitati scientifici.

Era il decreto attuativo più atteso per i fan della riforma Bonisoli e il più temuto dai direttori delle istituzioni culturali interessate e da chi nel progetto Franceschini aveva creduto quello di cui si è avuto notizia ieri: ed è partito dalle stanze del ministro, senza che venissero informati né i sindacati né il Consiglio Superiore dei Beni Culturali, il 16 agosto, quando già la mozione di sfiducia al Governo Conte era stata presentata dalla Lega e quando si sapeva già che il premier uscente avrebbe fatto la sua comunicazione in Parlamento il 20 agosto. Il documento che non è il solo a essere stato inviato alla Corte dei Conti il giorno 16: un altro riguarda la spartizione dei fondi di riequilibrio e su questo ieri qualche informazione era trapelata dallo staff di Bonisoli ridefinisce quali saranno diritti e doveri dei direttori, dimezzando i primi, abolendo, come si è detto sopra, i consigli di amministrazione, aumentando le competenze dei comitati scientifici che affiancano chi è in capo ai musei: Schmidt e DAgostino qui a Firenze. E, a meno di modifiche da parte di un eventuale nuovo governo, entrerà in vigore dal primo ottobre. Ma vediamo cosa cambia col nuovo testo.

Il direttore, nella concezione della precedente riforma, programmava, indirizzava e coordinava tutte le attività di gestione del museo, inclusa lorganizzazione di mostre ed esposizioni, stabiliva limporto dei biglietti di ingresso, sentita la Direzione generale Musei e il Polo museale regionale, stabiliva gli orari di apertura del museo, promuoveva progetti di sensibilizzazione e specifiche campagne di raccolta fondi e gestiva le gare dappalto per importi entro 200 mila euro. Con la controriforma Bonisoli ecco cosa potrà fare: potrà adottare lo statuto del museo e le relative modifiche, acquisito lassenso del Comitato scientifico e del Collegio dei revisori dei conti, elaborare sì il progetto culturale del museo ma sentito il Direttore generale musei, adottare, ma con il supporto, sotto il profilo scientifico e di valorizzazione, del Comitato scientifico, il programma di attività annuale e pluriennale del museo, verificandone la compatibilità finanziaria e Iattuazione; potrà ancora stabilire orari e prezzi dei biglietti ma con un più stretto controllo di Roma, non potrà bandire gare dappalto che saranno gestite a Roma e quanto al bilancio si è detto. Lo predispone ma viene approvato al ministero.

Un terremoto che riporta Roma al centro e insieme a Roma la collegialità nei processi decisionali. Prima fra tutti quello dei comitati scientifici. Se nellera Franceschini erano è degli organi consultivi a supporto del direttore sulle questioni di carattere scientifico tra cui la verifica e lapprovazione, dintesa con il Consiglio di amministrazione, delle politiche di prestito e di pianificazione delle mostre, ora prendono più terreno. In particolare continuano a svolgere una funzione consultiva del direttore sulle questioni di carattere scientifico e di valorizzazione: ma formulano anche delle proposte al direttore; lo supportano sotto il profilo scientifico e di valorizzazione, nella predisposizione del programma annuale e pluriennale di attività del museo; predispongono delle relazioni annuali di valutazione dellattività del museo; verificano e approvano le politiche di prestito e di pianificazione delle mostre; valutano e approvano i progetti editoriali del museo; si esprimono sullo statuto del museo sulle modifiche statutarie ma questo lo facevano anche prima nonché su ogni altra questione gli venga sottoposta dal direttore del museo.

È evidente che stando così le cose quello che accadrà nei prossimi mesi sarà un terremoto. A meno che non intervenga una controriforma della controriforma. In caso contrario la via verso la centralizzazione dei poteri, è tracciata. Lo si era già visto nei giorni scorsi quando, sempre attraverso la pubblicazione dei precedenti decreti attuativi e della Riforma e della Riforma stessa avevamo visto: aumentare il potere della Segreteria generale del ministero, ridimensionare il potere decisionale dei direttori dei musei autonomi e dei Soprintendenti degli ex Poli Regionali che oggi si chiamano Direzioni territoriali sui lavori anche di manutenzione che potranno svolgere, che a questo punto avranno bisogno, sempre di autorizzazione da parte delle Soprintendenze. Avevamo visto crollare lautonomia della Galleria dellAccademia e inglobare, nella gestione degli Uffizi San Marco senza che ne fosse fornita spiegazione. Avevamo, infine, visto ridimensionare anche il potere delle Soprintendenze periferiche che, per stabilire vincoli, saranno soggette, nel piano disegnato da Bonisoli, a un più stretto controllo da Roma. A questo punto, a giochi fatti, si vedrà che ne sarà dei direttori dei due musei autonomi fiorentini. Paola DAgostino è gia stata riconfermata alla guida del Bargello e lì resterà. Eike Schmidt, a capo degli Uffizi e ora anche di Accademia e San Marco è in pregiudicato.

Nei giorni scorsi, contattato da Bonisoli che voleva verificare la sua disponibilità ad accettare un secondo, aveva preso tempo. Aspettava di vederci chiaro su tutto lo schema della Riforma. Ora ha in mano tutte le carte per decidere sul suo futuro, visto che lo aspettano ancora, da novembre prossimo, alla direzione del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Per il momento e fino a ieri non parlava. Forse prenderà tempo ancora per vedere se ci sarà un nuovo governo. Certo da ieri ha cominciato a muoversi anche da direttore dellAccademia e del Museo di san Marco, prendendo contatto con progetti e programmi di queste due istituzioni passate sotto la sua giurisdizione.



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