LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Roma. Musei, ecco la controriforma
Sergio Rizzo
Repubblica, 23/08/2019

Il ministro Bonisoli cancella lautonomia amministrativa dei poli culturali. Ultimo tassello che ha smontato, pezzo per pezzo, il sistema Franceschini. Una mossa che alimenta, sul fronte dei Beni culturali, la distanza tra Pd e 5S



Hanno appena cominciato ad annusarsi ed ecco il primo dito grillino nell'occhio di Nicola Zingaretti. Gliel'ha ficcato l'attuale titolare dei Beni culturali Alberto Bonisoli, che a Ferragosto, mentre già fioccavano le congetture circa la nascita di un governo giallo-rosso, ha sferrato alla riforma del suo predecessore Dario Franceschini l'ultimo colpo. Mortale: l'abolizione dell'autonomia amministrativa dei supermusei e la contestuale creazione di dieci direzioni territoriali, che avrà come conseguenza l'accorpamento gestionale dei Poli regionali museali. E qui, più che sulle questioni tecniche e organizzative, vale la pena di soffermarsi sulle ripercussioni politiche di questa iniziativa. Dai contorni a dir poco singolari. Decreti sfornati in fretta e furia con Tiziana Coccoluto, capo di gabinetto di Franceschini confermata da Bonisoli, e il segretario generale Giovanni Panebianco, a lavorare con sacrificio per spedire il 16 agosto (!) i testi alla Corte dei conti che ha trenta giorni per registrarli. E dire che quei decreti avevano già aspettato quasi due mesi.

Ha ricordato l'Huffington post che la fulminea iniziativa di Bonisoli altro non è che la traduzione in pratica di un provvedimento del 19 giugno. Allora l'idillio fra Luigi Di Maio e Matteo Salvini non sembrava ancora del tutto sbriciolato, anche se ciò che stava accadendo al ministero di Bonisoli era un altro capitolo delle tensioni fra i due azionisti del governo di Giuseppe Conte. Fin dal primo giorno quello dei Beni culturali era stato un terreno di scontro non secondario. Gli accordi politici assegnavano il ministero ai grillini, che non potendo per ragioni di opportunità affidarlo al fedelissimo di Di Maio, Vincenzo Spadafora, l'avevano consegnato ad Alberto Bonisoli, amico di lunga data del Gianroberto Casaleggio, trombato alle elezioni nel collegio milanese. Causa pressioni leghiste avevano però dovuto rinunciare al Turismo, strappato ai Beni culturali e insensatamente accorpato al ministero dell'Agricoltura del salviniano Gianmarco Centinaio.

Né la sconsiderata conquista avrebbe risolto le dispute future: inevitabili viste le posizioni in gran parte inconciliabili. La riforma del ministero, che attribuisce alcuni poteri tipici del ministro al segretario generale Panebianco, ex dirigente dell'antidroga di palazzo Chigi proveniente dalla Guardia di finanza, è stata duramente contestata dalla ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno mentre il governatore leghista del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga si scagliava contro l'abolizione dell'autonomia del Castello Miramare di Trieste. Ottenendo una repentina marcia indietro. Rullavano i tamburi di guerra salviniani anche contro la decisione di centralizzare le competenze sulla tutela nella direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio. Per non parlare della riorganizzazione dei musei. Rullavano, i tamburi, soprattutto in Veneto e Lombardia, dove i governatori leghisti Luca Zaia e Attilio Fontana conducevano l'offensiva per le autonomie rafforzate rivendicando anche competenza sui Beni culturali.
Ma rullavano anche dalle parti del partito democratico di Franceschini, che in pochi mesi vedeva la propria riforma letteralmente incenerita. Contrariamente ai leghisti, però, senza avere la minima voce in capitolo per contrastare la manovra.

Nessuno, tuttavia, avrebbe potuto immaginare che nello spazio di pochi giorni tutto sarebbe cambiato. Senza più la spina nel fianco della Lega, incarnata al ministero dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, fedelissima di Salvini e già praticamente investita della candidatura a governatrice dell'Emilia Romagna alle prossime regionali, Bonisoli e i suoi si sono scatenati. Offuscando anche l'ultima decisione che aveva fatto sospettare ai dietrologi che fosse in atto al ministero una sorta di disarmo bilanciato. Ovvero, la nomina alla direzione generale più importante, al posto di quel Gino Famiglietti ritenuto un integralista della tutela pubblica sui beni culturali nonché fra gli ispiratori dello smantellamento della riforma Franceschini, di Federica Galloni: considerata esponente della corrente burocratica avversa.

Nel vuoto di potere spalancato da Salvini dopo il suo annuncio di voler staccare la spina al governo di Giuseppe Conte, non è passato praticamente giorno senza che il ministero di Boinisoli battesse un colpo violento. Prima la denuncia che la crisi avrebbe mandato all'aria il piano di quattromila assunzioni. Quindi, un paio di giorni prima di Ferragosto, il trasferimento in gestione dal polo museale della Lombardia a Brera della gestione del Cenacolo di Leonardo da Vinci e la formalizzazione del passaggio delle Gallerie dell'Accademia di Firenze agli Uffizi. Il tutto, ha sottolineato Silvia Lambertucci in un dispaccio Ansa, non senza malumori del sindacato e "del consiglio superiore dei beni culturali, che il ministro non ha consultato".

In quei giorni roventi c'è stato anche lo spazio per una stilettata al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, sotto forma di una lettera con cui Bonisoli giudicava inopportuna la nomina di Francesco Giambrone a sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo: perché fratello di Fabio Giambrone, vicesindaco del Comune che è uno dei soci della fondazione teatrale. Salvo poi ripensarci e sottoscrivere il decreto di nomina di Giambrone. Ma l'affondo più inaspettato, in piena crisi di governo, è stato quello della riorganizzazione dei musei. Che oltre a essere indigesta per le Regioni, non poteva andare giù nemmeno all'ex ministro Franceschini. Proprio colui che nel Partito democratico ha lavorato perché si aprisse un canale di dialogo con il Movimento 5 stelle. E ora si becca questo bel segnale di ringraziamento. Fra chi ha condiviso a lungo con lui l'esperienza al ministero c'è qualcuno pronto a giurare che la riorganizzazione dei musei voluta da Bonisoli sarà la prima cosa a venire smontata nel caso in cui davvero il governo giallo-rosso vedesse la luce. Non esitiamo a crederci. Ma se il buongiorno si vede dal mattino...

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/08/23/news/musei_ecco_la_controriforma-234151910/


news

18-09-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 settembre 2020

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

Archivio news