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Riforma Mibac, ecco il parere del Consiglio Superiore dei Beni culturali
Agcult 26/8/2019

In particolare, si evidenzia come sia essenziale dar seguito in tempi rapidi allannunciato piano delle assunzioni, a partire dal biennio 2019-2020

Il Consiglio Superiore dei Beni culturali e Paesaggistici ha espresso nella seduta del 24 luglio il parere a larga maggioranza (15 voti favorevoli, 2 astenuti e 1 contrario) sulla riforma di riorganizzazione del Mibac entrata in vigore il 22 agosto scorso. In particolare, si evidenzia come sia essenziale dar seguito in tempi rapidi allannunciato piano delle assunzioni, a partire dal biennio 2019-2020. Per quanto riguarda i musei, si auspica che si vada verso il rafforzamento delle funzioni autonome di ricerca.

DG CONTRATTI E CONCESSIONI

Nel parere si sottolinea, innanzitutto, listituzione di una nuova Direzione generale Contratti e concessioni (art. 23), chiamata a svolgere un ruolo di indirizzo, supporto e consulenza agli uffici centrali e periferici in materia di appalti, di concessioni e di altre forme di partenariato pubblico- privato per la valorizzazione del patrimonio culturale. La nuova Direzione generale dovrà anche gestire direttamente le gare per laggiudicazione dei contratti della sede centrale del Ministero e alcune gare strategiche. Si tratta di una struttura che potrà ridurre la dipendenza degli uffici del Ministero dalle centrali di committenza esterne, e dai relativi elevatissimi costi, e che, al tempo stesso, potrà fornire linee guida alle strutture periferiche, che continueranno ad essere stazioni appaltanti per le gare di loro pertinenza. In questa prospettiva, sarà dunque indispensabile stabilire accuratamente le soglie di valore delle gare gestite dalla Direzione e di quelle di spettanza delle strutture periferiche, lasciando a queste ultime adeguate sfere dazione: lo strumento per farlo è il decreto ministeriale, come prevede il D.P.C.M. (art. 23, comma 2, lett. b). Si rendono comunque necessarie apposite e tempestive selezioni di personale munito di conoscenze di contrattualistica pubblica applicate alle funzioni del Ministero. Andranno, inoltre, delineati con precisione i rapporti tra la nuova Direzione centrale e le Direzioni Bilancio ed Organizzazione.

SOPRINTENDENZE UNICHE

Nel parere si evidenzia quindi la soluzione che è stata data al delicato problema dellequilibrio tra Soprintendenze uniche e ruolo delle competenze specialistiche al loro interno. Le Soprintendenze uniche (Archeologia, belle arti e paesaggio) sono state mantenute, in ragione della loro importanza sotto il profilo della semplificazione amministrativa e della visione interdisciplinare. Il ruolo delle singole competenze specialistiche è stato, al tempo stesso, valorizzato con una modalità riguardante il procedimento decisionale: responsabile del procedimento per ladozione di atti di assenso, autorizzazioni, pareri, visti o nulla osta è necessariamente il funzionario competente per materia (ad esempio: patrimonio archeologico, patrimonio architettonico, paesaggio); il Soprintendente unico non può discostarsi dalle risultanze dellistruttoria condotta dal responsabile competente per materia se non indicandone le motivazioni nel provvedimento finale; in tal caso, il Soprintendente è tenuto ad informare la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio (artt. 32, comma 3; e 14, comma 1).

Tale meccanismo appare idoneo a contemperare, da un lato, semplificazione, interdisciplinarietà e specialità delle varie competenze tecniche e, daltro lato, autonomia decisionale degli uffici periferici e attivazione di un flusso informativo a livello centrale per monitorare le ragioni e lentità degli eventuali conflitti o incongruenze a livello di decisione locale. Quanto alla definizione delle aree funzionali di competenza specialistica interne ad ogni Soprintendenza, il Consiglio considera opportuno che si inserisca unautonoma area dedicata ai beni demoetnoantropologici, ora accorpata con quella dei beni storico-artistici.

Maggiormente ispirata ad una logica centralistica appare lattribuzione al Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio della decisione in materia di vincoli (art. 14, comma 2, lett. c). È necessaria una omogeneità di decisioni sui vincoli, essenziale per la tutela del patrimonio culturale. Va comunque evidenziato che il potere di proposta rimane in capo al Soprintendente e la decisione finale è assunta dal vertice dellamministrazione competente nella materia specifica il Direttore generale mentre la preesistente procedura prevedeva che la decisione fosse assunta dalle Commissioni regionali per il patrimonio culturale. Sarebbe opportuno che la Direzione generale consolidasse la predisposizione di linee-guida indirizzate alle Soprintendenze: il che potrebbe limitare i casi di difformità tra la proposta delle Soprintendenze e la decisione finale della Direzione, attenuando i rischi di ritardo nelle procedure di vincolo.

IL RUOLO DEL SEGRETARIO GENERALE

Il Segretario generale, nel D.P.C.M., assomma su di sé poteri di coordinamento e, in alcuni casi, poteri di indirizzo strategico e di amministrazione attiva più consistenti rispetto al passato. Sono state sottolineate possibili criticità, in termini di eccessiva centralizzazione, derivanti da tale combinazione di poteri, non sempre ben delineata dalle norme. È da evidenziare che in ogni Ministero organizzato a Segretariato generale, il Segretario è figura-chiave non munita esclusivamente di poteri di coordinamento. Tuttavia, poiché il Ministero dei beni culturali è tradizionalmente caratterizzato da specifiche competenze tecniche e da un disegno fortemente decentrato che ne dovrebbe garantire lazione efficace sul territorio, sarebbe opportuno che prevalessero decisamente le funzioni di coordinamento del Segretario generale sulle altre. Ad esempio, andrebbero rivedute le funzioni ispettive.

Queste funzioni già facevano capo al Segretario generale, ma ne potrebbero essere, in sede di attuazione del D.P.C.M., opportunamente disciplinati i confini e andrebbero precisati i rapporti tra Segretariato generale e Segretariati distrettuali nellesercizio dei poteri ispettivi. Si viene, infatti, a creare un doppio ordine di tali poteri: del Segretario generale sui Segretariati distrettuali (art. 12, comma 6); e di questi ultimi sulle strutture periferiche, secondo le indicazioni fornite dal Segretariato generale (art. 31, comma 2, lett. a). Gli stessi poteri di coordinamento andrebbero ben calibrati con norme attuative più specifiche in alcune ipotesi in cui è indispensabile salvaguardare lautonomia tecnico-scientifica delle strutture soggette al coordinamento. È il caso della digitalizzazione (attribuita allUnità per la programmazione, linnovazione e la digitalizzazione dei processi presso il Segretariato generale), essenziale per ogni pubblica amministrazione e in particolar modo per il Ministero dei beni e delle attività culturali, in quanto istituzione fondamentale di conoscenza per la tutela e la valorizzazione del patrimonio.

È da condividere la scelta di potenziare il coordinamento dei processi di amministrazione digitale presso il Segretariato generale (art. 12, comma 7, lett. a). Al tempo stesso, vanno assolutamente salvaguardate le competenze tecniche e strategiche in materia di digitalizzazione del patrimonio culturale già maturate in tal campo dalle Direzioni generali di settore e da Istituti quali ICCU, ICCD e ICAR. In particolare, la Direzione Generale Archivi ha da tempo sviluppato in materia un know-how rilevante e assolutamente peculiare, che dovrà essere preservato. Inoltre, al Segretario generale spetta il coordinamento delle attività delle Direzioni generali, ma la prassi attuativa dovrebbe caratterizzarsi anche per lintensificazione dei raccordi tra alcune Direzioni. Ad esempio, è evidente la necessità di connessioni funzionali sistematiche tra la Direzione generale Educazione e Ricerca e la Direzione generale Organizzazione in materia di politiche del personale; e tra la Direzione Educazione e Ricerca e quasi tutte le altre Direzioni. Sarà anche necessario come pure segnalato in altra parte del parere un raccordo fra la Direzione generale Bilancio e la Direzione generale Contratti. Va sottolineata, inoltre, la necessità di un raccordo sui profili paesaggistici tra la direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e la Direzione generale Creatività contemporanea e rigenerazione urbana, specialmente per gli interventi nelle periferie.

SEGRETARIATI DISTRETTUALI

Un altro profilo rilevante riguarda i Segretariati distrettuali, che sono chiamati a svolgere un ruolo di coordinamento e di supporto amministrativo delle strutture periferiche del Ministero (art. 31). Rispetto ai preesistenti Segretariati regionali, i Segretariati distrettuali presentano tre tratti caratteristici differenti. Innanzitutto, il numero, che sarà ridotto rispetto al passato, poiché si tratta di strutture interregionali; il numero sarà definito con decreti ministeriali non regolamentari (art. 31, comma 5): il che consentirà una modulazione flessibile in ragione delle specificità dei vari territori; a tal fine è importante ripensare le prime ipotesi di accorpamento territoriale sulla base di criteri razionali sui quali dovranno fondarsi i decreti ministeriali di istituzione dei Segretariati distrettuali. In secondo luogo, il ruolo dei nuovi Segretariati sarà ancor più nettamente limitato ai soli compiti di supporto amministrativo, senza interferenza nelle decisioni di carattere tecnico, che saranno affidate in via esclusiva alla responsabilità delle strutture periferiche e alla rispettiva Direzione generale competente. In terzo luogo, i Segretariati distrettuali dipenderanno direttamente dal Segretario generale e non più come era per i Segretariati regionali dalla Direzione Bilancio: il che appare più congeniale al loro compito di complessivo coordinamento amministrativo inclusi i problemi del personale e dei contratti non limitato ai profili contabili. Certamente, proprio per tale ragione, andranno ben disciplinati i raccordi tra i Segretariati distrettuali e le Direzioni centrali per lOrganizzazione e per i Contratti, quando i primi operano nelle materie di competenza delle seconde: ancora una volta, con decreto ministeriale si potrà risolvere il problema. In ogni caso, ove la prassi mostrerà disfunzioni, si potrà anche valutare lopportunità di sopprimere i Segretariati distrettuali, come è stato da alcuni suggerito. In tal caso, potrà essere riconsiderato il ruolo delle Commissioni regionali del patrimonio culturale.

MUSEI E AUTONOMIA

Sono state da più parti formulate critiche in relazione alla soppressione dellautonomia speciale di alcuni istituti e musei. Lindividuazione degli istituti e dei musei dotati di autonomia speciale spetta alla decisione discrezionale del Ministro e del Governo. Occorrono, però, criteri oggettivi di scelta relativi, tra laltro, alla complessità dellorganizzazione e dellattività degli istituti, alla loro dislocazione territoriale, ai risultati ottenuti dai dirigenti criteri che potranno e dovranno essere stabiliti con decreti ministeriali. Con gli stessi decreti si potranno individuare rispetto allattuale elenco contenuto nel D.P.C.M. ulteriori istituti e musei dotati di autonomia speciale, nel rispetto dellinvarianza della spesa (art. 29, comma 4). È auspicabile che si vada verso il rafforzamento delle funzioni autonome di ricerca.

PRESTITI DI OPERE

In materia di prestiti dei beni culturali dei musei per mostre o esposizioni sul territorio nazionale o allestero, sono auspicabili un maggior coordinamento tra le Direzioni generali competenti e riunioni congiunte dei Comitati tecnico-scientifici per le belle arti, per i musei e per larcheologia. SISTEMA MUSEALE Gli ex poli museali divengono Direzioni territoriali delle reti museali. La concreta definizione dellambito territoriale è demandata ad un successivo decreto ministeriale (art. 34, comma 4). A tal fine, si auspica che, in sede di ridefinizione dellassetto delle reti, si tengano in adeguata considerazione il numero di siti da gestire, la conformazione geografica del territorio e le sue specificità. Ove si proceda ad un accorpamento sovra-regionale, sarà opportuno che al Direttore siano attribuite soltanto funzioni di coordinamento e che la concreta gestione dei siti sia il più possibile demandata ai funzionari delegati preposti ai singoli siti. Si rende necessario, inoltre, definire la situazione delle biblioteche pubbliche attualmente afferenti a poli museali.

SOPRINTENDENZE ARCHIVISTICHE E ARCHIVI DI STATO

Per quel che concerne i rapporti tra Soprintendenze archivistiche e archivi di Stato, vanno salvaguardate lautonomia degli Archivi (dirigenziali e non dirigenziali) e le loro funzioni nei confronti dei beni in loro consegna (come previsto allart. 37, comma 1) e va pertanto definito più chiaramente in cosa consista il coordinamento delle Soprintendenze Archivistiche sulle attività svolte dagli Archivi di Stato anche ai fini della pubblica fruizione dei beni archivistici in loro consegna (art. 36, comma 1). Per coerenza con il modello organizzativo generale previsto dal D.P.C.M. nei rapporti tra uffici di tutela e uffici di valorizzazione del patrimonio, in sede di attuazione della riforma tale coordinamento andrebbe limitato ad alcuni profili dellattività amministrativa e gestionale a supporto di tutta la rete regionale degli Istituti archivistici, individuando nelle Soprintendenze organi prevalentemente di raccordo con la Direzione Generale Archivi. Resta, in ogni caso, indispensabile un rafforzamento, presso le Soprintendenze archivistiche, delle risorse umane dedicate alle funzioni di tutela sul territorio.

PERSONALE MIBAC

Conservano rilevanza cruciale i problemi del personale: nessuna riforma organizzativa può prescindere da equilibrate soluzioni in materia di rapporti e condizioni di lavoro. In particolare, è essenziale dar seguito in tempi rapidi allannunciato piano delle assunzioni, a partire dal biennio 2019-2020, sempre privilegiando i rapporti a tempo indeterminato. In particolare, il concorso per 1.250 posti, il cui bando si annuncia prossimo, andrebbe modellato con nuovi criteri che privilegino assoluta accelerazione delle procedure e prove adeguate ai profili professionali richiesti. A tal fine, la sinergia tra Ministero e Dipartimento della funzione pubblica va ulteriormente rafforzata. Quanto ai corsi di formazione gestiti dalla Scuola Nazionale di Amministrazione, sarà necessario prevedere meccanismi che ne consentano leffettiva frequenza a persone che non risiedono o non abitano a Roma, anche tramite accordi tra la Scuola e alcuni Atenei.

Va poi costruito al più presto un raccordo sistematico tra Scuola del Patrimonio il cui ruolo va ripensato e potenziato , Scuola Nazionale di Amministrazione e Scuole universitarie di specializzazione e perfezionamento che potrebbero essere molto rilevanti anche per la loro capillare distribuzione territoriale al fine di organizzare e gestire forme di reclutamento e di formazione del personale, iniziale e successiva. È indispensabile, in ogni caso, garantire un miglior bilanciamento nella distribuzione del personale tra strutture centrali e periferiche, anche a seguito dei nuovi reclutamenti: gli uffici decentrati del Ministero non vanno depauperati di risorse professionali ed economiche. Rimane essenziale stabilire criteri per la rotazione periodica dei dirigenti e, in tal senso, appare importante la previsione introdotta dal D.P.C.M. in merito alla possibilità di rinnovare lincarico del Soprintendente per una sola volta (art. 32, comma 4).

https://agcult.it/a/10339/2019-08-26/riforma-mibac-ecco-il-parere-del-consiglio-superiore-dei-beni-culturali


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