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Capri, "salviamo lo scivolo dei pescatori a Marina Grande"
di STELLA CERVASIO
02 settembre 2019, la Repubblica

Il Comune vuole livellare con delle grate lo storico scalo, ma scoppia la protesta. L'intervento rientra nel progetto del nuovo porto



Si vede nei quadri. Nelle fotografie antiche. Persino nello scatto di un artista contemporaneo, esposto a una mostra in corso alla Certosa di Capri. Lo "scivolo" per l'alaggio delle barche nel porto di Marina Grande rischia di scomparire. Ne ha decretato la fine il piano per l'ampliamento del porto che risale al 2008, e che deve avvenire necessariamente sul lato mare, dove non ci sono abitazioni.

Per decongestionare l'area ne è stata progettata l'eliminazione. O, nella "migliore" delle ipotesi, secondo quanto sostiene il sindaco Marino Lembo, lo scivolo sarà ingabbiato in una grata (le famose grate come quelle della metropolitana del Plebiscito di Napoli, per le quali le polemiche sono andate avanti per mesi). Qui coprirebbe l'area taxi mettendola in sicurezza provvisoriamente e recuperando i 10-12 metri che renderebbero meno congestionati gli sbarchi e le partenze.

Ma l'idea di perdere una delle tracce storiche dell'isola, la sua paesaggistica carta d'identità, che i viaggiatori vedono subito, all'arrivo in porto, insieme con le rocce su cui si arrampica la funicolare, ha creato lo sconcerto nei residenti e in tutti gli amici della Capri storica. Contrari in gran parte anche i barcaioli della Grotta Azzurra: la piattaforma inclinata che finisce nel mare fu creata anche per i loro piccoli gozzi. L'alternativa promessa sono le gru, che dovranno ogni sera tirare a secco le barche dirette ogni giorno nella grotta scoperta dall'artista tedesco Kopisch.
I social sono diventati bollenti: la battaglia per chi li segue è cominciata un anno fa.

Esiste da allora un gruppo su Facebook che ora ha per titolo: "Lo scivolo: perché distruggerlo", i cui iscritti lo descrivono così: "A difesa dell'ultimo, ultimissimo luogo che caratterizza e dà un'identità al borgo marinaro di Marina Grande. Il progetto di riqualificazione del porto commerciale ne prevede la cancellazione attraverso una operazione di livellamento con la strada esistente. Ma come si può essere così miopi? Un adeguamento del porto commerciale è necessario, ma non si può cancellare l'ultima traccia che è rimasta di quello che un tempo fu un porto isolano dalle caratteristiche uniche, per fare spazio a traffico di gente e di mezzi. Sarebbe un grave errore!".

All'inaugurazione della sua mostra, Luca Campigotto, il fotografo che ha ritratto lo scivolo in quella che potrebbe essere una delle sue ultime apparizioni, ha detto: "Evoca la genuina dimensione tradizionale del borgo marinaro, sicuramente è da preservare". Invece vogliono spazzarlo via per far posto ai tavolini dei bar. C'è anche il placet della soprintendenza, che ha espresso parere favorevole senza eccepire nulla sulla storicità di un elemento del paesaggio. Tutto procede a passo piuttosto veloce. Il primo lotto di lavori è stato finanziato dalla Regione con otto milioni di euro. La gara si è già conclusa con la vittoria di un cartello di tecnici del nord Italia e del caprese Claudio Oscar Stabile. Il totale del finanziamento, che risale a Bassolino governatore e a Cascetta (ex assessore regionale alle Infrastrutture) ammontava a 37 milioni.

Tra i commenti in difesa dello scivolo, quello di Paolo Chierchia: "Salvare e conservare almeno qualcosa del borgo marinaro dovrebbe essere una priorità". E di Aldo Passaro: "Vogliono uccidere Marina Grande togliendo lo scivolo e riempiendolo di cemento per far posto ad altre auto. Basta cemento sull'isola".

Tra i capresi eccellenti, anche la soprintendente e storica dell'arte Luciana Arbace si schiera contro l'eliminazione dello scivolo. Sì al turismo, ma senza ammazzare la storia, dice Renato Esposito, che della storia di Capri è grande conoscitore: "Marina Grande con il Molo Beverello è diventato uno dei punti più problematici dell'approdo. Il turista oggi ha quasi paura di arrivare a Marina Grande. Però l'idea di una piattaforma farebbe soffrire la sua storia. Tutti gli spazi andrebbero ripensati con una maggiore razionalizzazione in base alle necessità, ma non si può sacrificare tutto al turismo. Quindi va fatto nel rispetto dello scivolo. Toglierlo significa perdere una parte importante della marina".

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/09/02/news/_capri_salviamo_lo_scivolo_dei_pescatori_a_marina_grande_-234932465/?ref=search


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