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Porto di Otranto, evitare uno smontaggio illogico e antieconomico
8 Settembre 2019

Porto di Otranto, evitare uno smontaggio illogico e antieconomico: anche Blasi chiede che il CdM intervenga


OTRANTO – Quello dei pontili è un caso kafkiano-burocratico completamente assurdo. Secondo la Soprintendenza, i pontili d’inveno possono rovinare la vista del Castello. Però l’estate no, infatti sono stati autorizzati. Cioè quando il paese si svuota e non c’è più un turista darebbero fastidio, ma non in piena estate. Sulla base di questo assunto poco logico si vuol caricare sulla collettività un costo enorme per lo smontaggio e montaggio nella stagione successiva. I giudici, sul base delle carte, hanno trovato ragioni formali per non impedire lo smontaggio. Ma poi c’è la vita reale, con costi e benefici per la collettività, che derivano da ogni scelta presa a cuor leggero.

Ora, come dice Sergio Blasi, Otranto si trova in un limbo: se entro il 31 ottobre non smonterà i pontili del suo porto, l’intera struttura potrebbe essere posta sotto sequestro. Se invece li smonterà, come chiede la Soprintendenza, potrebbe non rimontarli più per via dei costi eccessivi, rimanendo così senza porto turistico”. È una burocrazia cieca quella che sfida l’amministrazione otrantina, con posizioni troppo rigide per un Salento che vuole vincere la sfida della destagionalizzazione turistica. “E’ assurdo essere arrivati fino a questo punto – spiega il consigliere regionale Pd, Sergio Blasi – È assurdo l’impuntamento della Soprintendenza contro il Comune di Otranto e un progetto assolutamente ragionevole, che prevede l’abbassamento di 60 cm dei pontili, la rimozione delle imbarcazioni in inverno e una fruizione culturale con visite guidate della struttura. Ed è assurdo che il governo gialloverde, decidendo attraverso il Consiglio dei Ministri in favore della Soprintendenza, abbia consegnato una città come Otranto all’eventualità di rimanere senza porto.

Se c’è una cosa che il nuovo governo può fare è restituire un minimo di buonsenso alle decisioni, soprattutto quando queste ricadono direttamente sulla vita delle comunità locali. Otranto senza porto sarebbe un danno economico e sociale enorme per tutto il territorio. Con questi presupposti il nuovo Consiglio dei Ministri ha la possibilità di chiedere la revisione in autotutela del suo stesso parere e di scongiurare così l’obbligo di smontaggio dei pontili. Se qualcosa a Roma è cambiata, lo sapremo anche da queste cose. Per quanto mi riguarda, non ho dubbi: sono al fianco di Otranto, del suo porto e di quel briciolo di buonsenso che serve a evitare che l’assurdo si compia”. Come non essere d’accordo con Blasi, ex lungimirante sindaco di Melendugno, che sa bene come si fa crescere un territorio a vocazione turistica? Confidiamo nel nuovo governo.

https://www.corrieresalentino.it/2019/09/porto-di-otranto-evitare-uno-smontaggio-illogico-e-antieconomico-anche-blasi-chiede-che-il-cdm-intervenga/


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