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Musei, l’autodifesa di Bonisoli. «Bisogna garantire uniformità»
di PAOLO CONTI
2 settembre 2019 (modifica il 7 settembre 2019 | 19:19)


Il ministro ha inviato una lettera ai dipendenti del Mibac per spiegare le scelte amministrative. Dal testo si deduce che non verrà scardinata la riforma Franceschini


Alberto Bonisoli difende la «sua» riorganizzazione del ministero per i Beni e le attività culturali non con indiscrezioni o interviste, ma con un atto pubblico: una lettera ai dipendenti del dicastero. Il ministro uscente respinge sia l’etichetta di «riforma» o «controriforma» (sono «modifiche a una organizzazione complessa») sia l’accusa di aver accelerato tutto sotto Ferragosto: «L’approvazione risale al 19 giugno 2019, la registrazione alla Corte dei Conti al 26 luglio, la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è del 7 agosto, l’entrata in vigore è del 22 agosto, entro quella data dovevano essere adottati provvedimenti consequenziali, nel più rigoroso rispetto dei tempi e delle regole istituzionali, nulla in sordina né di corsa».


In quanto al metodo, Bonisoli (giorni fa difeso sul «Fatto Quotidiano» da Salvatore Settis, intervento che ha sorpreso molti avversari del ministro) parla di «esercizio trasparente attraverso incontri con soprintendenti, segretari regionali, direttori di musei, biblioteche e archivi» oltre che di confronto con i sindacati. L’intenzione, scrive Bonisoli, è stata quella di rivedere «costruttivamente» le trasformazioni organizzative dal 2014 a oggi «ripensando talune linee di comando tra centro e territorio, la riconfigurazione del Segretario generale e le modalità di interazione con i musei autonomi».



Durissime contestazioni sono arrivate proprio sulla centralizzazione e sullo «strapotere» del segretario generale Giovanni Panebianco. Si tratta, replica Bonisoli, di «una governance più forte, orientata ad assecondare le richieste e le necessità degli uffici territoriali» e lo stesso, afferma il ministro uscente, vale per l’unificazione dei rapporti con l’Unesco e le relazioni internazionali ed europee proprio sotto il Segretariato generale.

I Segretariati regionali? «Ripensati in termini più flessibili», con una riorganizzazione «che non altera, né poteva alterare le posizioni di livello dirigenziale del ministero che sono rimaste 25». I vincoli centralizzati? Nessuna sottrazione alle Soprintendenze perché «a essere riportata al centro è solo l’adozione finale dei provvedimenti»: l’avvio e l’interlocuzione locale resta, appunto, alle Soprintendenze. L’obiettivo è «garantire uniformità, semplificazione e prevedibilità dell’azione amministrativa». L’autonomia dei musei di rilevanza nazionale che per molti critici è perduta per sempre? «Non solo resta ma viene aumentata attraverso provvedimenti che non intaccano l’autonomia finanziaria, né il principio della individuazione dei direttori tramite procedure che consentano di individuare candidati competenti». Dunque nessuno scardinamento della riforma Franceschini sulla scelta dei direttori e, così si deduce, nessuna preclusione nei confronti di professionisti stranieri. Ci sarà attenzione alle risorse economiche perché «non vi siano musei di serie A e di serie B»: di qui «il superamento dei poli, ripensandoli secondo logiche di reti territoriali utili anche a sostenere istituti più piccoli». Si arriva, afferma Bonisoli, a «veri e propri hub museali dotati di rafforzata capacità gestionale come a Milano e a Firenze»: cioè l’accorpamento del Cenacolo vinciano a Brera e delle Gallerie dell’Accademia di Firenze agli Uffizi. Villa Giulia a Roma diventa il cuore dei Musei nazionali etruschi. Però silenzio sul Parco dell’Appia Antica. Resta l’autonomia dei direttori, ma «bilanci e consuntivi vengono sottoposti all’approvazione della Direzione generale Musei».

La centralizzazione per il prestito ad altri musei delle opere da parte dei direttori? Qui Bonisoli richiama una disposizione del 2014 che, dice, già prevedeva «il coordinamento del Segretario generale». Fin qui il ministro uscente. Il dibattito, ovviamente, resta apertissimo. E rovente.

https://www.corriere.it/cultura/19_settembre_02/musei-l-autodifesa-bonisoli-bisogna-garantire-uniformita-riforma-fff973c8-cdb1-11e9-96e3-dc980870dcea.shtml


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