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Roma. Il Senato rafitica la Convenzione di Faro sull'importanza del patrimonio culturale per la società
Finestre sull'arte, 10/10/2019

Con il voto favorevole del Senato (147 a favore, 46 contrari e 42 astenuti), lItalia si avvicina alladozione della Convenzione quadro del Consiglio dEuropa sul valore delleredità culturale per la società, nota anche come Convenzione di Faro dalla città in Portogallo dovè stata presentata, il 27 ottobre del 2005. Liter legislativo per ladozione della Convenzione, sottoscritta dallItalia nel 2013, è stato particolarmente tribolato e da sei anni aspetta la conclusione (ma ora, col voto favorevole del Senato, sintravede la fine: il prossimo passaggio sarà alla Camera per la seconda lettura del disegno di legge di ratifica).

Si sono espressi a favore Pd, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Liberi e Uguali. Ha votato contro la Lega, mentre i senatori di Forza Italia si sono astenuti. Contraria anche la senatrice pentastellata Margherita Corrado, che ha votato contro il proprio gruppo. Soddisfatto il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini: la ratifica della convenzione di Faro da parte del Senato, ha dichiarato, è un passo importante verso ladozione da parte dellItalia di questo importante documento promosso dal Consiglio dEuropa. Un atto che riconosce nel patrimonio culturale un fattore cruciale per la crescita sostenibile del territorio. Auspico che il prossimo passaggio alla Camera sia il più condiviso possibile, dal momento che la cultura è un tema che unisce e supera le contrapposizioni.

La Convenzione di Faro parte dalla premessa secondo cui, come si legge nella traduzione non ufficiale in italiano disponibile sul sito della direzione generale musei, uno degli obiettivi del Consiglio dEuropa è di realizzare ununione più stretta fra i suoi membri, allo scopo di salvaguardare e promuovere quegli ideali e principi, fondati sul rispetto dei diritti delluomo, della democrazia e dello stato di diritto, che costituiscono la loro eredità comune, il valore ed il potenziale di uneredità culturale possono essere risorse per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita e ogni persona ha il diritto ad interessarsi alleredità culturale di propria scelta, in quanto parte del diritto a partecipare liberamente alla vita culturale, sancito dalla Dichiarazione universale delle Nazioni Unite dei diritti delluomo.

Il testo si compone di 23 articoli suddivisi in tre parti (Obiettivi, definizioni e principi; Il contributo delleredità culturale alla società e allo sviluppo umano; Responsabilità condivisa nei confronti delleredità culturale e partecipazione del pubblico; Controllo e cooperazione; Clausole Finali). Larticolo 1 riconosce che il diritto alleredità culturale è inerente al diritto a partecipare alla vita culturale, così come definito nella Dichiarazione universale dei diritti delluomo, riconosce una responsabilità individuale e collettiva nei confronti delleredità culturale e sottolinea che la conservazione delleredità culturale, ed il suo uso sostenibile, hanno come obiettivo lo sviluppo umano e la qualità della vita. Si stabilisce poi che leredità culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione e che una comunità di eredità è costituita da un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici delleredità culturale, e che desidera, nel quadro di unazione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future (art. 2); che tutte le forme di eredità culturale in Europa che costituiscono, nel loro insieme, una fonte condivisa di ricordo, comprensione, identità, coesione e creatività (art. 3), che chiunque ha diritto a trarre beneficio dalleredità culturale e a contribuire al suo arricchimento e che lesercizio del diritto alleredità culturale può essere soggetto soltanto a quelle limitazioni che sono necessarie in una società democratica, per la protezione dellinteresse pubblico e degli altrui diritti e libertà" (art. 4).

Ancora, la Convenzione impegna i paesi europei a mettere in luce il valore delleredità culturale attraverso la sua identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione, ad assicurare a tutti il diritto di fruirne, a favorire un clima economico e sociale che sostenga la partecipazione alle attività inerenti leredità culturale, a promuovere la protezione delleredità culturale (art. 5), a incoraggiare la riflessione sulletica e sui metodi di presentazione delleredità culturale, così come il rispetto per la diversità delle interpretazioni, a sviluppare la conoscenza delleredità culturale come risorsa per facilitare la coesistenza pacifica (art. 7), a promuovere un approccio integrato alle politiche che riguardano la diversità culturale, biologica, geologica e paesaggistica al fine di ottenere un equilibrio fra questi elementi (art. 8), a definire e promuovere principi per la gestione sostenibile e per incoraggiare la manutenzione (art. 9). Viene sottolineato anche il potenziale delleredità culturale come fattore nello sviluppo economico, pertanto la Convenzione impegna i paesi ad accrescere la consapevolezza del potenziale economico delleredità culturale e utilizzarlo, a considerare il carattere specifico e gli interessi delleredità culturale nel pianificare le politiche economiche e ad accertarsi che queste politiche rispettino lintegrità delleredità culturale senza comprometterne i valori intrinseci (art. 10).

Per quanto riguarda la gestione delleredità culturale, la Convenzione impegna le parti a promuovere un approccio integrato e bene informato da parte delle istituzioni pubbliche in tutti i settori e a tutti i livelli, a sviluppare metodi innovativi affinché le autorità pubbliche cooperino con altri attori, a rispettare e incoraggiare iniziative volontarie che integrino i ruoli delle autorità pubbliche, a incoraggiare organizzazioni non governative interessate alla conservazione delleredità ad agire nellinteresse pubblico (art. 11), a incoraggiare la partecipazione di tutti (art. 12), a facilitare linserimento della dimensione delleredità culturale in tutti i livelli di formazione, non necessariamente come argomento di studio specifico, ma come fonte feconda anche per altri ambiti di studio, a incoraggiare la formazione professionale continua e lo scambio di conoscenze e competenze, sia allinterno che fuori dal sistema educativo (art. 13), a potenziare le iniziative che promuovano la qualità dei contenuti e si impegnano a tutelare la diversità linguistica e culturale nella società dellinformazione, a favorire standard internazionali per lo studio, la conservazione, la valorizzazione e la protezione delleredità culturale, combattendo nel contempo il traffico illecito dei beni culturali, a combattere gli ostacoli che limitano laccesso (art. 14), a monitorare leggi, politiche e pratiche sulleredità culturale (artt. 15, 16, 17).

https://www.finestresullarte.info/flash-news/4976n_senato-vota-a-favore-convenzione-di-faro.php


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