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FIRENZE - Musei civici, contanti o nulla - «No bancomat, solo contanti» I musei civici fuori dal tempo
di Passanese Antonio
Corriere Fiorentino di venerdì 1 novembre 2019, pagina 2

Solo Palazzo Vecchio accetta pagamenti elettronici. E dal prossimo primo luglio scatteranno obblighi e multe Musei civici, contanti o nulla Impossibile pagare con carte di credito e bancomat: un caso tra i turisti (e i fiorentini) a pagina 2 Passanese «No bancomat, solo contanti» I musei civici fuori dal tempo Sorpresa di turisti e fiorentini al «'900», ma è un caso generalizzato: solo Palazzo Vecchio accetta carte Primo piano 1 Firenze poco «smart» La risposta di Mus.E «Il problema c'è, e in Comune stanno lavorando per risolverlo» «Qui solo contante, please». Sembrerà strano, e anche anacronistico, ma al Museo del Novecento — e in tutti i musei civici fiorentini, Palazzo Vecchio escluso — siamo rimasti al secolo scorso. II Pos è un perfetto sconosciuto. Nel senso che per acquistare i biglietti d'ingresso non si possono usare né bancomat né carte di credito. Lo hanno sperimentato sulla propria pelle, ieri, alcuni turisti e alcuni fiorentini, con il risultato che i primi hanno dovuto rinunciare alla vista delle Leopoldine e i secondi alla Card del Fiorentino, un abbonamento annuale nominativo pensato per avvicinare ancora di più i fiorentini al grande patrimonio artistico della citta. «Eravamo venuti a Firenze con lo scopo di passare mezza giornata al Museo del Novecento — raccontano Gianni e Manuele, una coppia di Genova — ma una volta giunti alla cassa abbiamo scoperto che accettavano solo contanti e nessun tipo di pagamento elettronico». I due hanno provato a chiedere spiegazioni, ma dal desk del museo «ci è stato detto che non potevano farci nulla e di rivolgerci al Comune di Firenze. Per ritirare del "liquido" ci hanno poi consigliato uno sportello automatico poco distante». Ciò che lascia basiti è che all'interno del museo di piazza Santa Maria Novella non sia stato appeso neanche un cartello o un avviso: «Perché — risponde la dipendente — non abbiamo mal avuto problemi, ed è sempre stato così, fin dall'apertura. Credo sia una politica dell'amministrazione». Insomma, indipendentemente da chi abbia deciso di non dotare le casse di «macchinette», sembra davvero curioso che il Comune non sia in grado di accogliere quei turisti — soprattutto stranieri — che sempre più spesso usano bancomat e carte di credito. Un biglietto da visita non proprio adeguato, questo, per una città come Firenze che aspira a essere la capitale culturale dell'Italia ma al contempo non si adegua al mondo che cambia. Soprattutto se, come fanno sapere dal Museo del Novecento di piazza Santa Maria Novella, «continua il trend positivo, con il mese di settembre che si è chiuso con 8 mila visitatori (il ioo per cento in più rispetto allo stesso mese del 2018, ndr). Un ottimo risultato che vede il pubblico crescere, di mese in mese, in maniera esponenziale». Già, i visitatori aumentano e il Museo del Novecento si proietta verso il futuro, peccato che per quanto riguarda alcuni aspetti, quello del Pos su tutti, si sia davvero fermi agli inizi del Novecento. Ma forse chi gestisce il patrimonio culturale di Firenze e l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi dovrebbero ricordare che anche i musei, da luglio del prossimo anno, saranno obbligati a dotarsi di Pos, così come prevede il decreto fiscale legato alla legge di bilancio. E per chi non lo farà sono previste multe e richiami. Il problema però non riguarda solo il museo della contemporaneità, che è in buona compagnia, perché anche nel complesso di Santa Maria Novella e alla Cappella Brancacci in piazza del Carmine accettano solo contante. Ne sa qualcosa Elisabetta, una guida turistica, che si è presentata in piazza del Carmine con una Postepay per acquistare cinque biglietti: «II cassiere però mi ha risposto che quella forma di pagamento non era possibile e che per ritirare denaro potevo andare in via dei Serragli o in piazza Tasso. Così ho dirottato i miei clienti al museo del Bargello. E lì non abbiamo avuto alcuna difficoltà». L'ufficio stampa di Mus.E, l'associazione che cura e valorizza il patrimonio dei mu *** sei comunali fiorentini, fa sapere che «11 problema c'è» e che «a Palazzo Vecchio stanno lavorando per risolverlo». Certo, Firenze non è la Svezia, dove oramai i pagamenti in contanti sono quasi vietati, però sarebbe ora di adeguarsi al livello dell'Europa migliore. Per carità, con calma e senza fretta. Intanto accettate un consiglio: se decidete di visitare i musei civici fiorentini, prima di presentarvi alle casse passate dal bancomat.



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