LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

VENEZIA - Il Patriarca Città svenduta al turismo Ma le persone contano più dei mosaici
Giampaolo Visetti
Sabato, 16 novembre 2019 LA REPUBBLICA

VENEZIA Venezia ha bisogno di una politica nuova e di un modello diverso di sviluppo. Deve ritornare una polis, una città per gli uomini. Non può restare una Disneyland svenduta ai turisti. Anche in queste ore registro un drammatico scollamento tra le istituzioni e il Paese reale. Questo luogo unico, simbolo estremo di una bellezza a disposizione del mondo deciso a rimanere umano, oggi ha il diritto di conoscere date certe e percorso chiaro del proprio destino.
Il patriarca Francesco Moraglia guida la Repubblica nella basilica di San Marco assediata dal mare. Sono da poco passate le 8 del mattino. Lacqua a Venezia torna a salire, piazza e nartece della chiesa sono già chiusi, inghiottiti dalla laguna. Il vescovo Moraglia guarda i custodi della basilica che chiudono con sacchi di sabbia la finestra della cripta, sfondata dallAcqua Granda di martedì notte e ancora priva di vetri. Il livello del mare supera già i 150 centimetri, prima del picco a 154.

In questi giorni dormo poco dice Moraglia seduto davanti allaltare centrale scendo qui e prego per i veneziani. Non mi premono i monumenti: penso alle persone che soffrono non perché stanno perdendo tutto, ma per la sensazione di essere abbandonate .

Patriarca, rivolge un atto di accusa contro i politici che ancora
una volta usano il dramma di Venezia per guadagnare credibilità e consenso che non possiedono?

Venezia non può più permettersi propaganda, promesse, utopìe e ideologie. Ha bisogno di una politica vicina alla gente, di piani di protezione realizzati ed efficaci. Finora abbiamo ascoltato le parole, ma non si sono visti fatti. Io parlo con tutti gli interlocutori politici e li ringrazio per le loro visite. Però mi spaventa il prossimo autunno, quando il mare tornerà a sommergerci.

Qual è la Sua paura?

Ritrovarci dopo 365 giorni a dire che abbiamo sprecato un altro anno senza fare concretamente nulla. Cosa intende dire quando parla di una politica nuova per Venezia? Mi pare che la politica parli molto di tesori da tutelare e poco di persone da salvare. In questi giorni metto gli stivali, esco e incontro gente che piange, che non può farsi da mangiare, o raggiungere lospedale. Il mio appello allo Stato parte dal cuore agonizzante della cripta di San Marco, antica di quasi mille anni: pensiamo alle donne e agli uomini che a Venezia sono allo stremo. Solo così, dopo, possiamo dare un senso al salvataggio del patrimonio artistico e culturale.

Quali errori sono stati fatti?

Questa città non può più essere il transito dei transatlantici. Non può più essere svenduta al turismo. Non può più essere umiliata con le promesse di protezioni funzionali a vecchie e nuove corruzioni. Chi ha permesso e permette un simile scempio, deve essere messo a confronto con le proprie responsabilità.

Cosa la colpisce di più in queste ore drammatiche?

I giovani. Sono i primi ad aver capito e a mettersi a disposizione per non lasciare che loro città muoia. Li vedo in calli e campielli con i piedi nellacqua e con le mani nel fango. Questo, non le dichiarazioni, oggi significa fare politica a Venezia.

Pensa che il volontariato dei giovani basti per salvare città e
laguna?

Quando andavo al liceo, prima di entrare in seminario, Genova fu travolta da unalluvione. Avevo 17 anni: assieme ai miei compagni, spalammo melma per giorni. Nel 2011, quando ero vescovo a La Spezia, sono sceso tra la gente delle Cinque Terre devastate. Non è il volontariato ad avere effetti salvifici, ma le azioni concrete che ogni persona compie assieme alle altre. Sto scrivendo una lettera ai giovani di Venezia, per ringraziarli dellesempio che stanno dando a tutti e affidarli alla Madonna della Salute. Questi ragazzi che si mobilitano per la loro città, sono la speranza di una società futura capace di rimanere umana.

I ritardi, la corruzione e i misteri
del Mose però non sono un esempio
utile per i giovani.

Prima della politica viene la società e prima della società viene la persona. A chi gioca con i piani di salvataggio per Venezia io non oppongo lonestà, ma le persone. Non stiamo più parlando di danni materiali, o di furti, ma della vita della gente.
Crede che il Mose possa salvare la città dallacqua alta?

Questo è il primo problema. Le difese di Venezia attendono da trentanni. Si è cominciato a costruire il Mose da sedici anni. Attesa e rinvii, oltre che ingiustificabili, sono logoranti. Il Mose va finito subito e messo alla prova: se si manca questo appuntamento non affonda Venezia, ma la politica nazionale ed europea, unica prospettiva anche per la pace.

Lei cosa sta facendo per i veneziani?

Ho aperto il seminario per ospitare chi ha bisogno. Sono 30 stanze, che si aggiungono alle 40 messe a disposizione della Caritas. Se Venezia chiude, io apro le mie porte.

Come va ripensata Venezia?

Il punto di partenza deve essere mantenerla un luogo di vita per gli uomini. Esiste il diritto al reddito e non possiamo danneggiare chi lavora. Ma se vogliamo bene a Venezia, lo sviluppo deve diventare sostenibile. Ci sono zone dove la vita è impossibile, lassalto dei turisti soffocante. Un metro più in là invece cè il deserto. Per le strade non ci sono più bambini, i vecchi non si sentono sicuri e assistiti. Lagonia non è causata dallacqua: è il modello di vita che non regge più.

Qual è la Sua proposta?

Più che una legge speciale serve uno statuto particolare, internazionalmente riconosciuto, che riconosca a Venezia il suo profilo unico a livello mondiale. Cè una straordinarietà che continua a non essere affrontata con strumenti adeguati. La città appoggia su palafitte piantate in acqua salata in costante movimento. Non vogliamo privilegi, ma una tale eccezionalità storica va compresa in profondità. Non può più essere affidata a finanziamenti occasionali e politiche distratte.

Pensa che sia ancora possibile salvare Venezia?
Non si può, si deve. Mettendocela tutta ci si riesce.

Come?

Il grande problema è unecologia sociale integrale. Luomo non rispetta la natura, ignora e nega gli allarmi del clima sconvolto. Alte maree devastanti e venti tropicali, sulla laguna, sono sempre più frequenti. Non si può fare finta di niente. Istituzioni e imprese devono agire per condividere un ambiente in equilibrio con le generazioni future. È il punto che mi preoccupa di più: quale mondo stiamo consegnando a figli e nipoti? Venezia è uno degli organi vitali di questa terra sfruttata e avvelenata.

Quando il colloquio finisce il patriarca Francesco Moraglia si
congeda e si affaccia sul nartece della sua basilica allagata. Parla con
custodi e operai che anche questa mattina lottano contro lacqua che
sale. Li incoraggia e li ringrazia.

Ricordate dice che non s iete qui per i mosaici. Siete qui per le persone: per i veneziani e per i visitatori che sentono il cruciale valore comunitario di ogni luogo come questo.
Lintervista



news

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

03-12-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 3 DICEMBRE 2019

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

Archivio news