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Catanzaro. Parroco di Petronà: Alla chiesa serve una porta laterale per far entrare malati e disabili, ma la soprintendenza si oppone
Lucio Musolino
Fatto Quotidiano, 05/12/2019

Per arrivare all'unico ingresso dell'edificio è necessario fare una ripida scalinata e questo impedisce agli anziani e ai fedeli con difficoltà motorie di ascoltare la messa. Don Rigoni: "La legge ci consente di realizzare un ingresso laterale", invece la soprintendenza consiglia di esplorare soluzioni relative alluso di montascale mobili" sulla facciata. Il sacerdote: "Abbiamo tutti i documenti e nessuno ci risponde"


Quella porta non sa da fare. Ne domani né mai. Parafrasando la celebre frase di Manzoni nei Promessi sposi, don Giorgio Rigoni sintetizza così la battaglia che sta portando avanti da più di un anno per la costruzione di una porta laterale nella Chiesa Madre di Petronà, in provincia di Catanzaro, dove è parroco. Per arrivare allunico ingresso della sua chiesa, infatti, è necessario fare una ripida scalinata e questo impedisce ad anziani, disabili e ammalati di ascoltare la messa. Per abbattere le barriere architettoniche e, allo stesso tempo, per salvaguardare la bellezza delledificio e la sua identità storica, don Giorgio ha fatto preparare il progetto di unuscita laterale, una porta che per la posizione in cui si trova la chiesa non avrebbe bisogno di gradini e questo consentirebbe la partecipazione alle funzioni religiose anche alle persone con difficoltà motorie.

Ma non solo: La realizzazione di questa uscita secondaria scrive larchitetto incaricato da don Giorgio porterebbe a risolvere alcuni problemi di sicurezza che si generano durante le funzioni concitate. La necessità di una seconda via desodo si rende necessaria. In sostanza stiamo parlando di una porticina, larga poco più un metro e alta due, il cui costo, 21mila euro, è completamente a carico della parrocchia e che, stando al progetto, sarà realizzata con delle accortezze tali da rendere lintervento reversibile e, in ogni caso, omogeneo con il resto delledificio.

Un progetto con tutti i crismi, quindi, secondo don Giorgio, che però il parroco non riesce a realizzare perché la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone consiglia di esplorare soluzioni relative alluso di montascale mobili per disabili, o, quantaltro si ritenga conforme alle istanze di tutela e conservazione dei beni culturali. La decisione era stata comunicata più di un anno fa, il 22 novembre 2018, al parroco con una lettera dal responsabile del procedimento, larchitetto Giuseppe Scuderi.

Da allora, don Giorgio Rigoni non si è arreso e fino a pochi giorni fa ha inviato uninfinità di richieste per capire il motivo per il quale la Soprintendenza non autorizza la realizzazione della porta secondaria della sua chiesa, ma non ha mai ricevuto risposta. Eppure ricorda la legge riguardante i luoghi di culto ci consente di ricorrere ad un ingresso laterale inserendo gli interventi su un prospetto di minore importanza. La stessa legge dice che al di là dellobbligo normativo di rendere accessibile almeno unarea dellaula per le celebrazioni, sarebbe opportuno, compatibilmente con la configurazione dei luoghi, rendere accessibile anche la zona dellaltare perché gli stessi celebranti potrebbero essere persone con disabilità. E invece di propongono una sedia mobile su una delle due gradinate. Ridicolo.

Per il parroco è una vergogna. Io sono venuto in Calabria quaranta anni fa, lho scelta e nessuno mi ha obbligato a rimanere. Purtroppo però tutto quello che è normale in altre parti, è difficile al Sud. Qui lumanità è zero e le pietre valgono più delle persone. La pensano diversamente negli uffici della Soprintendenza di Cosenza. Le posso dire solamente questo spiega larchitetto Giuseppe Scuderi, il responsabile del procedimento che don Giorgio indica come il funzionario che più degli altri si è opposto alla realizzazione della porta secondaria Siamo in attesa che il progetto ci venga trasmesso secondo gli obblighi di legge tra il ministero e la Cei.

Questo cosa vuol dire? Che il parroco spiega larchitetto Scuderi ha mandato una documentazione che non è stata firmata dallufficio diocesano. Quando questo avverrà, nulla osta allesame di quanto inviato. È stato più volte ribadito al parroco. Mi sembra particolare che si rivolga ai media e non alla propria diocesi per avere siglata la documentazione. Nessun problema da parte dellufficio a esaminare la pratica purché venga trasmessa nelle forme di competenza.

In realtà il visto e lautorizzazione dellarcivescovo Domenico Graziani, il parroco di Petronà lha chiesto e ottenuto più di due anni fa. Visto che da tempo è allegato alla documentazione trasmessa da don Giorgio alla Soprintendenza di Cosenza. In particolare, il 25 ottobre 2017, larcivescovo lo ha autorizzato nella piena osservanza delle leggi civili in materia e dopo aver acquisito tutte le necessarie autorizzazioni, a procedere allesecuzione dei lavori di abbattimento delle barriere architettoniche. Il 2 dicembre il parroco ha inviato lennesima pec allegando lautorizzazione dellarcivescovo, ma la Soprintendenza fino a stamattina dice di non averla mai ricevuta.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/05/catanzaro-parroco-di-petrona-alla-chiesa-serve-una-porta-laterale-per-far-entrare-malati-e-disabili-ma-la-soprintendenza-si-oppone/5594014/


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