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Centro Marino Marini. Un'assurdità antistorica
Francesco Gurrieri
Corriere Fiorentino 24/12/2019

Sono sinceramente stupefatto dalla superficialità con cui qualcuno ha voluto porre lipotesi della dismissione del Centro Marino Marini dalla sede del Tau di Pistoia per una mai immaginata e antistorica unificazione a San Pancrazio a Firenze.

Una contesa fra due strutture museali non competitive e complementari fra loro.

Mi permetto di intervenire sulla questione, avendo vissuto direttamente la formazione dei due poli e, ancor prima, il riavvicinamento di Marino a Pistoia e a Firenze: riavvicinamento a cui si adoperò umanamente larchitetto Lorenzo Papi che, a Forte dei Marmi, riuniva al suo cenacolo Marino Marini, Henry Moore ed Eugenio Montale: tre M che facevano grande quella stagione.

Cominciamo da Firenze. Ricordando come, nel riprender contatto con la città che aveva frequentato da giovane, allAccademia, ebbe subito un pugno in faccia: voleva regalare un suo Cavaliere in bronzo, a condizione che fosse posto sul Ponte Vecchio, a fronte del busto del Cellini, sullaltro lato del ponte. Vi fu una sollevazione mediatica che addolorò profondamente il maestro: una ferita che solo qualche tempo dopo Nello Bemporad allora soprintendente ai monumenti preposto alla realizzazione dei Grandi Uffizi riuscì a rimarginare, collocando una Pomona del maestro alluscita di allora, sulla manica corta della Galleria. Non solo, ma avviando i grandi lavori di recupero del compendio monumentale di San Pancrazio, abbandonato dai militari e oggetto della tesi di laurea di Marco Dezzi Bardeschi, sostenuta con Piero Sanpaolesi.

Il rapporto fra Marino Marini, Bemporad e Lorenzo Papi (allora in studio con Bruno Sacchi) si fece sempre più stretto, così da convincere lamministrazione comunale di Firenze a immaginare un museo monografico delle opere del grande maestro a lui intitolato, a cui avrebbe lasciato gran parte delle sculture. Fu così che il Museo Marini fu realizzato nella prima metà degli anni Ottanta, con un allestimento museografico allora davanguardia.

Ma Pistoia città natale di Marino non era stata da meno, tanto che il maestro volle donare una sua splendida scultura alla città che fu sistemata nel cortile di Palazzo di Giano, sede del comune, dove ancor oggi è possibile goderla. Ma lallora giovane sindaco di Pistoia, Vannino Chiti, appena succeduto a Renzo Bardelli, volle fare molto di più: su suggerimento di Giuliano Gori (già genius loci per larte contemporanea e creatore del tempio dellArte Ambientale nella Fattoria di Celle) volle affrontare il restauro della Magione dei Cavalieri del Tau, destinandolo ad ospitare lopera grafica di Marino (scomparso da poco nel 1980) che la vedova, confidenzialmente la Marina ( la ticinese Mercedes Pedrazzini), avrebbe consegnato a lavori finiti.

Ebbi lonore di quellincarico e della direzione dei lavori, che furono portati a termine in brevissimo tempo; nonostante il sopraggiungere, in coincidenza di nuove rigorose norme antisismiche difficilmente applicabili ai monumenti. Ricordo che Marina Marini seguiva settimanalmente i lavori (era venuta ad abitare a Pistoia apposta), così come il sindaco e lamico Gori. Per Marina, il sindaco volle che si disponesse anche un piccolo alloggio a disposizione, a conferma di quanto questa destinazione duso a Centro di Studi, conservazione e promozione dellopera di Marino, fosse consustanziale con la sede pistoiese del Tau.

Terminati i lavori di restauro di quella singolare architettura in pietra forte (assai insolita per la cultura architettonica pistoiese), collegata alla Cappella dovè uno dei più importanti cicli di affreschi tardo medievali della Toscana, fu il momento dellallestimento e dellavviamento del Centro ormai Centro Marini al Tau ; limpegno passò a Lorenzo Papi e Bruno Sacchi, che ne curarono la sistemazione definitiva.

Il Comune di Pistoia ne avviò lattività culturale, con un organico preposto ad hoc, che si è sempre egregiamente adoperato per le finalità della Fondazione: un soggetto giuridico, costituitosi nel novembre 1983 e riconosciuto con Decreto Prefettizio bellagosto 1985. Una bella ed efficiente struttura, ricca di una gipsoteca, di dipinti, sculture e disegni; di una biblioteca specializzata, monografie, cataloghi, riviste, fototeca, diateca, videoteca; dunque, istituzionalmente preposta ad assicurare la conservazione, la tutela e la valorizzazione dellopera di Marino Marini, secondo la volontà della Marina (vedova ed erede). Un patrimonio notificato ai sensi del Codice dei beni culturali, inamovibile, di cui il Ministero dei beni culturali non vorrà certo consentire lo smembramento e lallontanamento dalla città di Pistoia.

Del resto, lassurdità dellipotesi di compattare le due realtà deriva dal fatto che non cè sovrapposizione fra la natura delle opere e del materiale conservato: il centro pistoiese nacque, sostanzialmente, per la conservazione dellopera grafica di Marino e delle opere minori, con lintento di promuoverne gli studi e la didattica. E in tal senso si è espresso, in questi tre decenni, limpegno del comune di Pistoia e di chi ha condotto il Tau; ponendo attenzione e rispettando quello spirito propulsivo degli ultimi anni di Marino con la sua città e con lindomabile volontà effettuale della Marina. Sarebbe davvero un atto barbarico, contrario al buon senso, alla volontà di chi ha voluto questo centro (la Marina in primis) e a tutti coloro che in questi decenni si sono adoperati per la realizzazione e crescita culturale.

Diciamo con Socrate: Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, lignoranza.



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