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Napoli. Maltempo, allarme del principe: nuovo crollo a Palazzo d’Avalos
Luca Marconi
Corriere del Mezzogiorno - Campania 27/12/2019

La tempesta dell’anti vigilia che ha fatto sfracelli nell’intera Campania non ha risparmiato Palazzo d’Avalos, monumento di Chiaia alla casata, già in rovina e ormai noto per l’interesse dello Stato e delle soprintendenze competenti sollecitato dalle inchieste del Corriere del Mezzogiorno.

«Ora piove nella mia camera da letto» rivela, senza troppi giri di parole, l’ultimo principe, Andrea d’Avalos, che abita ancora il piano nobile con sua madre. «In questi giorni la pioggia ha sfondato una controsoffittatura cancellando un affresco, il mio letto è a pochi metri dal crollo». Le immagini scattate con un cellulare mostrano grossi calcinacci sul pavimento, la parete sfondata e mortai di marmo usati come catini per contenere l’acqua che precipita dal soffitto. «I funzionari di Stato intervenuti dopo le vostre denunce» ricorda Andrea d’Avalos, «hanno annunciato che intimeranno alla Vasto di eseguire lavori di somma urgenza sul tetto».

NAPOLI. La tempesta dell’anti vigilia che ha fatto sfracelli nell’intera Campania non ha risparmiato Palazzo d’Avalos, monumento di Chiaia alla casata, già in rovina e ormai noto per l’interesse dello Stato e delle soprintendenze competenti sollecitato dalle inchieste del Corriere del Mezzogiorno .

«Ora piove nella mia camera da letto» rivela, senza troppi giri di parole, l’ultimo principe, Andrea d’Avalos, che abita ancora il piano nobile con sua madre. «In questi giorni la pioggia ha sfondato una controsoffittatura cancellando un affresco, il mio letto è a pochi metri dal crollo». Le immagini scattate con un cellulare mostrano grossi calcinacci sul pavimento, la parete sfondata e mortai di marmo usati come catini per contenere l’acqua che precipita dal soffitto. «I funzionari di Stato intervenuti dopo le vostre denunce» ricorda Andrea d’Avalos, «hanno annunciato che intimeranno alla Vasto Srl - la società dei Ferlaino che ha chiesto lo sfratto del principe, ora esecutivo, ndr - di eseguire lavori di somma urgenza sul tetto del Palazzo altrimenti sarà lo Stato a metterlo in sicurezza “in danno”», addebitando le spese alla società.

«Ma intanto mi piove in casa e l’acqua sta cancellando gli affreschi del salone - aggiunge -. Ci sono stati due sopralluoghi dei tecnici della Vasto nei primi di dicembre, ma i lavori non sono cominciati» e c’è la garanzia dello Stato ma non c’è alcuna decisione in merito - non ancora almeno - della magistratura che indaga proprio sulla rovina della residenza gentilizia, sulla società dei Ferlaino ed anche sul patrimonio della famiglia relativamente ai beni sotto tutela.

La Procura tiene ancora sotto sequestro un deposito ad Agnano da cui provengono i novanta scatoloni dell’archivio d’Avalos (1400-1900) consegnati dal principe alla soprintendenza archivistica. Vale a dire che gli studiosi coordinati da Candida Carrino non possono ancora verificarne il contenuto (ne esiste un elenco esaustivo pubblicato dalla Federico II, a cura della studiosa Flavia Luise). E poco prima di Natale il principe ha fatto sapere di avere ancora altri 40 scatoloni riempiti di memorie, fatture, pergamene e mappe, sempre ad Agnano.

La soprintendente Carrino pure in occasione della puntata di CasaCorriere all’Archivio di Stato alla presenza del ministro Amendola ha magnificato l’importanza di questi documenti, nella speranza che lo Stato voglia acquisirli al patrimonio. Soltanto una parte ha già trovato posto nella sezione dell’Archivio che raccoglie la storia della nobilità napoletana e dunque europea, le memorie di un «Regno» per dirla con Carrino.

L’avvocato del principe, Pierfrancesco Montoro, spiega: «Stiamo collaborando con le soprintendenze ai beni artisitici e archivistica perché beni mobili e l’intero archivio possano essere preservati al meglio e abbiamo fatto domanda di dissequestro al pm, che potrebbe deciderne l’affido». Intanto l’emergenza per il Palazzo d'Avalos di Napoli non aspetta.




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