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Milano. Non toccateli! Sono loro i padroni dei vostri muri
Franco Fanelli
Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019

Le questioni legali della Street art: cancellare o restaurare un graffito dautore potrebbe costare molto caro


Pensateci bene prima di cancellare un graffito: se è di uno street artist, lautore potrebbe farvi causa perché, non avvertendolo, non lo avete messo in condizione di salvaguardare la sua opera. Accade negli Stati Uniti, ma presto casi del genere potrebbero verificarsi anche in Italia. È lavvocato Gilberto Cavagna di Gualdana, dello Studio Negri-Clementi di Milano (che da sempre si occupa di Street art), a segnalare quella vicenda legale alla vigilia del convegno Street art fra diritto e mercato, che si è svolto alla Camera di Commercio di Milano il 28 novrembre.

Questi i temi trattati: i profili giuridici della Street art (relatore lo stesso avvocato Cavagna); le origini e il mercato della Street art da New York a Milano (parla Miky Degni, artista e graphic designer); le questioni assicurative legate a questa tipologia di opere (Cristina Resti della compagnia Axa); le possibilità e i limiti del restauro di quelle opere (Alessandra Tibiletti, restauratrice); in conclusione, è uno stesso street artist, Luca Rancy, intervenire sul lavoro suo e dei suoi compagni di strada (è il caso di dirlo). Ne parliamo con lavvocato Cavagna e con Ginevra Stefanelli, responsabile del marketing e della comunicazione dello Studio Negri-Clementi.

Gli street artist sono diventati protagonisti dellarte contemporanea. Banksy, inoltre, dopo aver aperto un negozio online, sta tentando di tutelare la propria opera da speculazioni e contraffazioni.
G.C. Il negozio nasce in effetti per esigenze legali perché lente che autentica le opere di Banksy ha depositato alcune sue opere come marchio, ma la legge dei marchi prevede, praticamente in tutto il mondo, che se questo non viene utilizzato per un determinato periodo di tempo (di solito è 5 anni) decade. Allora Banksy per far valere i diritti sul marchio ha bisogno di utilizzarlo. Di qui nasce lesigenza di fare del merchandising e dunque la possibilità di difendere il marchio nei confronti dei terzi che lo riproducono su altri prodotti. È una delle ragioni alla base della causa che avevano intentato per la mostra al Mudec di Milano (in quelloccasione, Pest Control Office Ltd, la società incaricata in via esclusiva dellamministrazione, gestione e tutela dei diritti di Banksy, presentò un ricorso al Tribunale di Milano contro 24 Ore Cultura S.r.l., la società che aveva organizzato la mostra, aperta nel novembre 2018, lamentando luso non autorizzato del nome Banksy e di alcune opere anche in alcuni prodotti in vendita al bookshop, Ndr). In quel caso è stato riconosciuto il diritto a Pest Control.

Certo che tutto ciò, difesa di diritti, merchandising ecc, sembra in contraddizione con quello che dovrebbe essere il messaggio di protesta della Street art.
G.C. Alcuni sostengono che il fatto di aver realizzato unopera allaperto sottintenda addirittura una rinuncia ai diritti dautore. In realtà però il nostro ordinamento non prevede che lautore di unopera allaperto abbia meno diritti di quello che lha fatta al chiuso, su un supporto piuttosto che un altro.

Quindi, se a Milano fotografo il monumento Ago, filo e nodo di Oldenburg e Van Bruggen voglio pubblicarlo, devo pagare i diritti?
G.C. Dipende da che utilizzo se ne fa. Se lei vuole pubblicarlo sul giornale per illustrare una recensione, se fa un uso non economico della riproduzione, non deve pagare i diritti perché avrebbe unesenzione. Se invece lei volesse farne un uso economico, dovrebbe pagare i diritti, a Oldenburg come a Banksy.

Spesso unopera di Street art è frutto di unoperazione clandestina e per alcuni illegale. Comè possibile che la legge tuteli ciò che è una palese violazione?
G.C. In verità il fatto che nasca in modo illegale, in violazione del diritto di terzi, in primis i proprietari dei muri, non ha ripercussioni sulla tutela come opera protetta dallistituto del diritto dautore. Sono due cose diverse, per cui è vero che, se da un lato io faccio un disegno sul muro di qualcuno, sto deturpando la città e posso anche commettere un reato, dallaltro quellopera merita la tutela del diritto dautore. Però è vero che occorre contemperare i diritti dellautore con quelli del proprietario del muro per cui mi sembra ragionevole che il proprietario del muro possa rimuovere lopera.

E lartista potrebbe opporsi?
G.C. No, perché il diritto di manifestare il proprio pensiero non può arrivare fino a tanto. Diverso è il caso in cui unopera sia tutelata come bene culturale, ed è, fra gli altri, il caso di quelle di Keith Haring: il proprietario del muro non può distruggerle. Però cè stato un caso negli Stati Uniti in cui gli street artist hanno riempito un palazzo di scritte, tag e dipinti; la proprietaria ha deciso di imbiancarlo e gli street artist sono stati risarciti perché non sono stati messi nella posizione di poter proteggere le proprie opere o quanto meno di asportarle dal supporto. In Italia è diverso.

La cancellazione di unopera di Street art potrebbe essere una forma di legittima difesa da parte del proprietario delledificio...
G.C. Ci si può esprimere in tanti modi, non solo scrivendo sui muri di una città, per cui non credo che il diritto di esprimersi possa violare il diritto di proprietà. Diverso è il diritto di sfruttare quellopera, anche se è unopera illegale. Ci sono tanti casi, soprattutto negli Stati Uniti, di pubblicità o video che riprendono opere di Street art. Ma, anche se sono state eseguite in violazione dei diritti di qualcuno, il loro sfruttamento è comunque riservato allautore. Infatti le aziende committenti di alcuni spot pubblicitari sono stati condannate per violazione dei diritti dautore.

E sotto il profilo assicurativo?
G.F. La questione è se si possa assicurare la Street art in quanto tale. Come trattare, ad esempio, la Street art che non è più street, perché la si trova in galleria? Unaltra distinzione andrebbe operata nei confronti della Street art che nasce da una sorta di mecenatismo, una commissione, come ad esempio quelle di aziende, come Perfetti o Campari, che hanno fatto realizzare opere murali. Quando si parla di opera commissionata o di opera che comunque manifesti la volontà del committente o dellautore di essere permanente, allora si può iniziare a parlare di assicurazione.

E per quanto riguarda il restauro?
G.F. Il tema divertente è se siano corretti quei restauri che rendono permanente unopera concepita dallautore per essere temporanea proprio perché, realizzata allesterno, è messa volontariamente alla mercé di manipolazioni o di agenti atmosferici. Allora lo stesso restauro potrebbe rappresentare una violazione del diritto dautore.

Banksy ha provveduto direttamente alla distruzione di una sua opera, Girl with a Balloon del 2016, nellasta di Sothebys, a Londra, nellottobre 2018. In quel caso lacquirente, invece di accettarla, avrebbe potuto rivalersi sullartista?
G.C. Avrebbe potuto rivalersi forse sulla casa daste perché comprava unopera messa in vendita con altre caratteristiche, sicuramente non ridotta a fettine. Il punto è che probabilmente non avrebbe potuto rivalersi neanche sulla casa daste perché il passaggio di proprietà (lopera venne venduta per 1,2 milioni di euro, Ndr) avviene nel momento in cui si batte lultimo colpo di martello. Lopera, in sostanza, era già passata di mano quando si è distrutta. Peraltro bisogna vedere se cera ragione di rivalersi perché lopera ha aumentato il proprio valore, non lha diminuito. Soprattutto era nellintenzione di Banksy che lopera finale fosse tritata (poi ribattezzata Love is in the Bin e datata 2018 dal Pest Control Office, Ndr).

https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/non-toccateli-sono-loro-i-padroni-dei-vostri-muri/132408.html


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