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Pisa. Un caso l’edicola di Libera rimossa. La Lega: «Carcassa degradata»
L.L.
Corriere Fiorentino 4/1/2020

Pisa, Ziello: l’antimafia si fa coi fatti, non con le parole. Protestano rettore e Regione

Pisa. Il vuoto lasciato dall’edicola sequestrata alla mafia e affidata per anni a Libera è stato subito riempito dalle polemiche sulla sua rimozione ad opera del Comune. All’inizio di Borgo Stretto, sotto i portici, adesso c’è un rettangolo chiaro dove prima c’era quella che il deputato leghista Edoardo Ziello ha definito «una carcassa di ferro degradata che ostruisce il passaggio in una delle assi pedonali principali della città di Pisa». Specificando che la lotta alla mafia si fa con i fatti «e non con delle chiacchiere sterili a vuoto».

È stata sua la presa di posizione più alta nel silenzio dell’amministrazione comunale che solo a giochi fatti, e di fronte al clamore mediatico, ha parlato per bocca della consigliera Maria Punzo: «Non è stato un atto vile né tanto meno intimidatorio, come qualcuno ha detto, ma una necessaria rimozione di una struttura fatiscente e in disuso da quasi due anni», aggiungendo poi che «la lotta alle mafie inizia con la lotta al degrado del territorio, coerentemente con la nostra idea di città, e con la lotta alle illegalità diffuse. Sarà mia premura concretizzare la mia proposta che preveda una targa in loco in ricordo dell’edicola rimossa».

Mossa che arriva dopo il biasimo del rettore dell’università di Pisa, Paolo Mancarella, che proprio a Don Ciotti, il fondatore di Libera, aveva conferito la laurea honoris causa: «Sono rimasto molto stupito che il 2020 a Pisa sia iniziato con la cancellazione di un simbolo. Nulla più di questo è infatti la rimozione repentina dell’edicola della legalità. Da cittadino e Rettore — continua Mancarella — so che per buona parte della comunità pisana e studentesca quel manufatto, inserito nel progetto di Libera, era un ricordo quotidiano della vittoria dello Stato sulle mafie».

Per Pisa, ricorda il rettore, «quell’edicola era divenuta dal 2014 un simbolo di giustizia e di riscatto, come testimoniato dai tanti messaggi e disegni esposti proprio lì ad opera di bambini e ragazzi delle scuole del territorio. Confido che l’amministrazione comunale sia disponibile a riaprire quanto prima il dialogo iniziato allora con Libera e con la comunità tutta per trovare una soluzione sulla base di una progettualità condivisa».

La definizione zielliana «carcassa di ferro degradata» non è andata giù neanche all’assessore alla sicurezza della Regione, Vittorio Bugli: «Sono parole specialmente se dette da un rappresentante della Repubblica, che non possono essere accettate. La Regione — continua Bugli — ha condiviso e sostenuto, fin dal primo momento, la battaglia di Libera per mantenere in vita l’edicola di Borgo Stretto a Pisa, per questo la rimozione, dall’oggi al domani, di questa struttura, è un atto che non condividiamo. Il sindaco aveva preso impegni pubblici a trovare una soluzione dopo che vi fu, tra l’altro, una vasta mobilitazione di cittadini e istituzioni per garantirne la sopravvivenza. Tutto ciò è brutto e basta, e questo non lo si può nascondere dietro alcunché».



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