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Torino. Due discoteche al Valentino. Il parco prova a rinascere
Giulia Ricci
Corriere della Sera - Torino 13/1/2020

La giunta ha pronti tre bandi, uno riguarda il Fluido appena bruciato. Un aiuto alla movida

Rotonda e Chalet. Ma anche il Fluido. È da questi tre locali che il Valentino rinascerà. O almeno è il tentativo messo in campo dalla giunta a 5 Stelle, che ha nel cassetto tre bandi pronti per essere pubblicati. Prima, però, serve un passaggio intermedio: Unamministrazione seria e coraggiosa come la nostra afferma lassessore al Patrimonio Antonino Iaria deve prendere atto delle note tecniche in cui sono evidenziate le problematiche di abusi non sanabili e in alcuni casi non databili, dei vincoli paesaggistici delle sovrintendenza, del piano regolatore, del testo unico delledilizia. Ecco perché ci è voluto un po di tempo per la delibera di indirizzo per i locali nel parco: ma è quasi pronta.

Il documento regolamenterà gli usi ammessi nei locali dentro il Valentino, negli spazi aperti e in quelli chiusi. Come previsto, la capienza sarà ridimensionata rispetto a quella ammessa negli anni doro delle discoteche e dei cocktail bar che animavano il parco fino a cinque anni fa, e probabilmente alcuni usi saranno temporanei e destinati ai soli mesi caldi. Ma il sogno è comunque ridare respiro e vita al divertimento torinese e a quei quartieri, come San Salvario e Vanchiglia, dove la mancanza di sfoghi per i giovani, dalla chiusura dei Murazzi fino a quella di tutti i locali del Valentino, è sfociata nella malamovida chiassosa e alcolica. E lobiettivo è anche far tornare la luce in quel parco ora ostaggio dei pusher e del buio più totale.

La prima a chiudere in ordine di tempo è stata la Rotonda, nel 2014: era uno dei locali di punta della città. Dove prima cerano lunghe code di ragazzi in pantaloni attillati e ragazze in abiti eleganti, ora cè il deserto. E al posto del bar dentro il cortile estivo, cè solo immondizia e devastazione.

Un rifugio perfetto per disperati e per chi quei tavolini dove prima si susseguivano bottiglie e drink ora li usa per prepararsi il crack. Era nata in pompa magna, ed è morta come molte altre per il fallimento della società che la gestiva. Poi, nessun progetto, nessun erede, e nessun bando della Città che ne detiene le mura.

E poi lo Chalet, a inizio 2017, per abusi edilizi: tramezzi spuntati dal nulla, un tetto apribile, uno spazio che si è aperto allesterno triplicando la capienza senza alcuna autorizzazione. Dove tutti i torinesi hanno ballato almeno una volta, e dove hanno suonato tra i migliori dj di fama internazionale, ora ci sono solo macerie incastrate in una foresta cresciuta naturalmente.

Abusi che sono il motivo della chiusura anche del Fluido, un anno fa, luogo per eccellenza della birretta estiva e di quattro chiacchiere seduti sul prato. È qui che venerdì pomeriggio è scoppiato un incendio, probabilmente divampato da rifiuti lasciati da alcuni senzatetto. Un incendio che è diventato simbolo dellabbandono in cui ormai versa il parco, e che ha scatenato le opposizioni della giunta Appendino, che hanno richiesto le comunicazioni in aula: la sindaca, oggi, risponderà. Sono infatti anni che si chiedono soluzioni per la rinascita del parco; che, una volta riscontrati gli abusi, si dia lopportunità di mettere i locali in regola e ridargli una nuova vita.

Ed è quello che ora promette di fare Iaria: Non è stato facile risalire alla storia dei locali, alle varie autorizzazioni che si sono susseguite conclude ma siamo quasi pronti: la delibera verrà approvata a breve. E insieme uscirà anche il bando sulla Rotonda, poi a seguire quello per il Chalet e il Fluido, una volta sanati gli abusi.



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