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Monza. Mostre ed eventi. Ma l’Arengario è vietato ai disabili
Riccardo Rosa
Corriere della Sera - Milano 16/1/2020

La Sovrintendenza: no ad ascensori e pedane

Monza. Arengario di Monza vietato ai disabili. Domani inaugurerà una delle mostre più ambite del mondo: quella del fotografo americano Steve McCurry. L’esposizione sarà ospitata in uno dei luoghi più suggestivi della città, l’Arengario appunto. Ma l’antico palazzo comunale, risalente al XII secolo e situato in piazza Roma, non è accessibile a chi ha difficoltà di deambulazione. La struttura, in passato oggetto di importanti interventi di manutenzione, è dotata di una splendida sala espositiva. È collegata al sedime stradale da una lunga scalinata in pietra, realizzata alla fine del XIII secolo. Di montacarichi, o ascensori, tuttavia non c’è nemmeno l’ombra. Niente che possa trasportare una persona obbligata a muoversi in carrozzina, per esempio. La questione si trascina irrisolta da tempo. Almeno dagli anni Ottanta, da quando la sala espositiva viene utilizzata dall’amministrazione comunale per mostre e manifestazioni. L’ultima volta che Steve McCurry ha esposto le sue fotografie a Monza, 20.000 visitatori sono accorsi a vederle.

«Purtroppo — spiega l’assessore alla Cultura, Massimiliano Longo —, non ci sono alternative all’altezza di una mostra di tale portata. Ospitare Steve McCurry ai Musei civici o alla Galleria Civica, entrambi attrezzati per accogliere i disabili, significherebbe ridurre le potenzialità della stessa mostra». Quindi, spazio all’Arengario. Non attrezzato per la visita di chi soffre di disabilità motorie. Una soluzione ci sarebbe. «Ora che il sovrintendente è cambiato — aggiunge Longo —, riproporrò l’installazione di un’ascensore trasparente in vetro, adiacente alla scala antincendio attualmente esistente all’esterno dell’edificio. Sinora nessuno ha mai approvato la proposta, chissà che questa non sia la volta buona».

Dello stesso avviso si è detto Alessio Tavecchio, presidente dell’omonima fondazione, costretto su una sedia a rotelle dal 1993 a causa di un violento incidente stradale. «L’Arengario — dice Tavecchio — è un’ottima sede per le esposizioni. Ma non consente l’accesso ai disabili. Un montacarichi non è fattibile. Molto meglio il progetto che l’assessore ha intenzione di presentare al sovrintendente che comporta la creazione di un ascensore esterno».

L’ascensore prenderebbe forma e sostanza nella parte del palazzo che si affaccia su via Vittorio Emanuele, dove si trova già una scala esterna utilizzata per le emergenze. La questione è stata trattata anche in consiglio comunale, dove si è innescato un ampio dibattito tra opposizione e maggioranza.

Francesca Pontani, consigliera comunale di Italia Viva, ha rivolto all’attenzione del sindaco, Dario Allevi, un’interrogazione, al fine di ottenere informazioni e delucidazioni sulla non accessibilità della mostra. «Vorrei che si inserissero nel sito del Comune di Monza tutte le indicazioni su quali sono gli spazi e i musei accessibili alle persone con disabilità affinché ci sia una informazione chiara per tutti, anche a chi viene da fuori città e magari non conosce i luoghi. E quindi si specificasse che questa mostra non è accessibile a persone con ridotta funzionalità motoria o su carrozzina», ha scritto Pontani sul documento presentato alla giunta municipale. Ora si attende una risposta del sindaco. Intanto, l’Arengario resta inaccessibile ai portatori di disabilità motorie



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