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Colmar. Tre italiane per il Retablo di Issenheim
Luana De Micco
Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020

Il restauro del capolavoro di Grünewald è iniziato nellottobre 2018 dopo un periodo di studi lungo ventanni

Lavorare sul Retablo di Issenheim è unesperienza molto gratificante, è unopera che va sfiorata con rispetto. È anche un lavoro estenuante: ogni centimetro è una conquista!: incontriamo Emanuela Bonaccini al Musée dUnterlinden durante i lavori di recupero del capolavoro di Matthias Grünewald del 1512-16. Munita di lente di ingrandimento e lampada Uv, la restauratrice fiorentina, formata allOpificio delle Pietre Dure, interviene sul pannello dellAnnunciazione.

Con un bastoncino ovattato imbevuto di solvente leggero, secondo il protocollo approvato nel 2017 da un comitato scientifico, sta assottigliando le vernici. Fa parte del team di 19 restauratori (3 italiane) diretto da Anthony Pontabry. Il restauro è iniziato nellottobre 2018 dopo un periodo di studi lungo ventanni. Le polemiche legate a un primo intervento nel 2011 sulle Tentazioni di santAntonio aveva inoltre bloccato i lavori. Al momento della nostra visita, a un anno dallavvio del cantiere (che si svolge in pubblico), il restauro di alcuni pannelli, tra cui il Concerto degli Angeli e la Natività, era stato completato. Rinnovati anche il supporto e la cornice.

Il retablo, unopera unica a tre scomparti e 14 pannelli, conservato allUnterlinden dal 1853, è in uno stato di conservazione incredibile grazie anche allottimo lavoro degli ebanisti scelti da Grünenwald che hanno concepito il pannello in modo da evitare deformazioni e utilizzato un legno di tiglio di ottima qualità. Lo spessore dei pannelli è molto sottile, ma la deformazione oggi è minima, ha spiegato Pontabry.

Il retablo è stato più volte ridipinto con strati di vernice che col tempo si sono ossidati, coprendo la policromia dorigine, che riaffiora a poco a poco. Pontabry si è riservato il lavoro più delicato, quello sul pannello della Crocifissione, il più esterno, che presentava unusura più importante. Sotto il nero del cielo sono comparse sfumature blu intenso e sono emersi qua e là altri dettagli: laureola della colomba nellAnnunciazione, il motivo a pieghe del manto della Vergine nella Natività.

Restaurato per la prima volta nella sua interezza, il retablo (dice bene Emanuela Bonaccini) è un vero e proprio trattato di teologia e di tecnica. Il recupero delle sculture lignee coeve, poste nellultimo scomparto ed eseguite da Nicolas de Hagenau, si sta svolgendo a Parigi nel C2RMF (Centre de restauration des musées de France) sotto la guida di Juliette Lévy. Le prime sculture torneranno a Colmar a febbraio; il restauro, per un budget totale di 700mila euro, non sarà terminato prima del 2021.

https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/tre-italiane-per-il-retablo-di-issenheim/132516.html


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