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Una protezione per la fontana della Dolce vita
Paolo Fallai
Corriere della Sera 26/1/2020

Una barriera protettiva per la vasca della Fontana di Trevi che impedisca di sedersi sul bordo o bagnarsi. La decisione del Campidoglio chiede anche che sia istituito un presidio fisso di vigili anche per il controllo delle vie di accesso a Fontana di Trevi e allarea del Colosseo in funzione anti-abusivismo.

È una ragazzina. Nella Roma millenaria, Fontana di Trevi con i suoi due secoli e mezzo è giovanissima. Eppure, sarà per lincrocio magico che si porta nel nome Trevi viene da trivio, confluenza di tre strade per la bulimia di leggende che la coinvolgono o la bellezza che ne ha fatto un canone estetico, se il mondo cercasse il proprio ombelico lei potrebbe candidarsi. Sono milioni gli occhi che lhanno vista, le macchine fotografiche o i cellulari che lhanno impressa, le mani che lhanno toccata.

Ora il Campidoglio cerca di correre ai ripari con una barriera protettiva per la vasca della Fontana di Trevi che impedisca di sedersi sul bordo. Una decisione che ha dato vita a polemiche. Limpegno a progettare e realizzare la nuova struttura secondo le indicazioni delle Soprintendenze, è in un atto dindirizzo alla sindaca Virginia Raggi e alla sua giunta approvato dallAula. La mozione chiede anche: che sia istituito un presidio fisso potenziato di vigili pure per il controllo delle vie di accesso a Fontana di Trevi e allarea del Colosseo in funzione anti-abusivismo. Al di là della barriera, il vicesindaco Luca Bergamo conferma la necessità di un confronto di idee sulla gestione più complessiva dei flussi.

Devessere colpa, almeno un po, di Federico Fellini. Se nel 1960, girando La dolce vita, non avesse messo a mollo nella Fontana di Trevi il fascino prorompente di Anita Ekberg, con linfreddolito Marcello Mastroianni (era marzo, sotto i vestiti aveva una muta) in una delle scene più famose del cinema, la storia sarebbe diversa. Invece sono decenni che facciamo i conti con imitatori, esibizionisti, turisti, vandali e uninfinita schiera di imbecilli.

Le origini ne fanno un monumento a quel rapporto damore, ai confini con la sensualità, che Roma vive con lacqua. La Fontana di Trevi è un capolinea: termina con lei lultimo degli antichi acquedotti ancora in funzione: quello dellacqua Vergine. Niente a che fare con la purezza dellacqua, che è raccolta lungo il corso dellAniene da una serie di vene e dopo una ventina di chilometri in sotterranea sgorga nel centro di Roma. Si chiama così perché sarebbe stata una vergine a indicarne la fonte ai soldati assetati di Marco Vipsanio Agrippa, il genero di Augusto, lo stesso che ha impresso il nome sul frontone del Pantheon. Siamo nel 19 a.C.

Passano 15 secoli, per arrivare al 1453 quando papa Niccolò V incaricò Leon Battista Alberti di restaurane il terminale. Nel 1640 papa Urbano VIII Barberini chiamò Gian Lorenzo Bernini per trasformare piazza e fontana, creando uno sfondo scenografico addossato a Palazzo Poli. E Bernini preparò un lussuoso progetto da 36.000 scudi, ma Urbano VIII preferì impiegare quella somma per fare guerra ai Farnese per il Ducato di Parma e Piacenza. Non andò bene, nel 1644 Urbano VIII morì e con lui quel progetto. Solo nel 1732 papa Clemente XII affidò la nuova Fontana di Trevi a Nicola Salvi. Nessuno dei due la vide. La grande scenografia con al centro la statua di Oceano sarebbe stata ultimata da Giuseppe Pannini e inaugurata il 22 maggio 1766 da Clemente XIII.

In questi 254 anni ha fatto in tempo ad essere citata in ogni resoconto dei Grand Tour, considerata da milioni di turisti un pozzo magico dei desideri (il lancio delle monetine); depredata da chi se ne infischia dei desideri; venduta da Totò a uno sprovveduto americano in Totò truffa del 1962. Colorata, incisa con cuoricini e iniziali, assediata giorno e notte. Ma nel nostro tempo ipertecnologico per un imbecille che fa il pediluvio cè sempre una telecamera o un cellulare. Con multe sacrosante e insufficienti.

Le fontane storiche, come le statue o le nostre meravigliose piazze, fanno parte di quel patrimonio di arte e bellezza offerto a Roma e in tutta Italia senza cancelli e senza biglietto. Un tesoro libero e gratuito unico al mondo.



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