LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Venezia. San Marco, miniparatoie per salvare la Piazza dalle maree medio-basse
Alberto Zorzi
Corriere del Veneto 26/1/2020

Pronto il progetto avviato nel 2017. Costerà 35 milioni di euro

VENEZIA. Il «parto» non è stato facile, visto che quando l’allora provveditore alle opere pubbliche Roberto Linetti affidò al Consorzio Venezia Nuova la progettazione era il luglio del 2017, anche se poi la vera e propria firma avvenne a novembre. Ora, due anni e tante verifiche dopo, compresa la famosa «Tac» del sottosuolo, il piano per impermeabilizzare piazza San Marco è pronto.

Il progetto definitivo, curato dalle imprese Kostruttiva (che ha messo in campo la cooperativa consorziata Mate Engineering) e Thetis, con la consulenza dell’Università di Padova e dello Iuav, è stato consegnato nei giorni scorsi al Consorzio, che dovrà valutarlo ed eventualmente chiedere delle integrazioni. Poi spetterà al Provveditorato stabilire il da farsi: l’ipotesi più probabile è che venga bandito un appalto integrato, che metta insieme progettazione esecutiva e lavori.

Ci vorranno probabilmente ancora tre anni prima che anche piazza San Marco possa essere protetta dalle maree medio-basse. Proprio ora che, a quasi 17 anni dalla posa della prima pietra, pare che finalmente il Mose possa iniziare a funzionare – con sollevamenti di emergenza già da luglio in caso di acque alte eccezionali, oltre i 140 centimetri – resta infatti un paradosso sul «cuore» storico e artistico di Venezia. Il sistema delle dighe mobili è stato infatti progettato per chiudersi, a regime, con una previsione di 110 centimetri di acqua alta, ma così la piazza continuerebbe a inondarsi con maree inferiori, visto che il livello della pavimentazione è intorno agli 85-90 centimetri. L’acqua infatti penetra dai cunicoli sotterranei e dai tombini, prima ancora che dal bacino di San Marco, dove le rive sono state alzate ancora anni fa a un’altezza proprio di 110 centimetri.

Ecco dunque che, fin dai tempi in cui alla guida del Cvn c’era Giovanni Mazzacurati, si era pensato a un maxi-progetto, che prevedeva l’inserimento di una sorta di enorme guaina sotto tutta la piazza, a un costo allora stimato di oltre 50 milioni di euro. Linetti aveva recuperato l’idea, con la speranza di spendere meno della metà, ma ora che il progetto è stato definito il preventivo si aggira intorno ai 35 milioni. Anche perché è evidente che piazza San Marco non è un luogo qualunque e il cantiere dovrà essere suddiviso in tanti micro-lotti, da aprire, chiudere e anche sospendere in occasione dei grandi eventi, come Carnevale, Redentore, Capodanno: una logistica complessa che porta un aumento notevole di costi e tempi, stimati in due anni e mezzo solo di lavori.

Il principio applicato è lo stesso del nartece della Basilica, cioè quello di bloccare l’acqua di risalita nei «gatoli » (come erano chiamate dai veneziani le condutture sotterranee per farla defluire) con delle miniparatoie. Alla fine si è deciso di impermeabilizzare non solo la piazza, ma l’intera insula di San Marco, fino a palazzo Ducale, il ponte della Zecca, il bacino Orseolo e così via. Proprio per questo è stata necessaria la Tac, una «fotografia» del sottosuolo per verificare gli aspetti archeologici – visti anche i ritrovamenti avvenuti nel cantiere della Basilica – e per mappare la rete di cunicoli da sistemare.

Nel progetto è anche previsto un piano di manutenzione, per cercare di ovviare a quello che sta accadendo in queste settimane al «mini-Mose» del nartece, ovvero l’atrio della Basilica di San Marco: non è più stato riattivato dopo l’«Acqua granda» del 12 novembre, perché per manutenerlo e rimuovere cartine, mozziconi e altre sporcizie che riempiono i cunicoli, serve il via libera di Soprintendenza e Comune di Venezia. E’ infatti necessario installare un cantiere per sollevare i masegni e pulire: sarebbe stato più comodo creare una sorta di «botola» o «pozzetto» (come per esempio realizzati nel corso dei cantieri della fibra ottica), ma ovviamente l’ufficio dei Beni Culturali ha bocciato l’ipotesi per l’impatto visivo ai piedi di San Marco. Thetis e Mate hanno previsto un sistema praticamente «invisibile», che consentirebbe invece di sollevare i masegni senza troppa fatica. I dettagli del progetto saranno presentati anche al pubblico verso metà febbraio.



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news