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Brescia. Il caso Zani una terra che sa stupire
Massimo Tedeschi
Corriere della Sera - Brescia 9/2/2020

Sorpresa. Stupore. Ammirazione. Non basta un sostantivo. Ne occorrono almeno tre per descrivere lemozione (condivisa) che ha provato chi ha partecipato, mercoledì scorso, alla visita della casa-museo che la Fondazione Paolo e Carolina Zani ha aperto al pubblico a Cellatica, precisamente alla Fantasina, ovvero alle porte della città. Una vicenda che dimostra quali sorprese sia ancora capace di regalarci la nostra provincia. Sorpresa perché pochissimi conoscevano non solo la caratura, ma persino lesistenza della collezione di oggetti e di quadri del Settecento che limprenditore Paolo Zani (Liquigas) aveva accumulato nel corso della sua vita, e in particolare negli ultimi trentanni dedicati a un collezionismo intuitivo, sensibile, colto e facoltoso. Sorpresa perché questo cultore darte non ha mai chiuso in caveaux o forzieri gli ottocento pezzi darredo e di artigianato darte e i trenta quadri (di autori del calibro di Canaletto, Tiepolo, Guardi, Longhi, Boucher, per intenderci) acquistati nel corso degli anni, me se nè circondato facendo della sua villa progettata da Bruno Fedrigolli nel 1976 una casa-museo. Sorpresa perché limprenditore collezionista prima di morire ha lasciato disposizioni in modo che la sua collezione non andasse dispersa e al tempo stesso diventasse accessibile a chi potesse consapevolmente goderne: il pubblico degli amanti del bello, dei curiosi dellarte, dei cultori dei manufatti di gusto.

Nasce da lì il museo Paolo e Carolina Zani intitolato al fondatore e alla figlia, scomparsa prima di lui. Per una singolare affinità il museo indaga pur con gusto diverso espressioni artistiche e unarea geografica che hanno qualche affinità e alcune sovrapposizioni con quelle esplorate, in altra parte della provincia, dalla Fondazione Sorlini a Calvagese. Anche qui il collezionista-fondatore ha impresso il proprio marchio imprenditoriale alla sua creatura: Zani sè premurato di assicurarne la durata e lautonomia conferendole un immobile prestigioso che, grazie ai canoni di locazione in corso, assicura allistituzione culturale della Fantasina una confortante autonomia economica. Ci si lamenta spesso della munificenza circoscritta (se non sparagnina) degli imprenditori verso le istituzioni culturali pubbliche: ci sono però imprenditori che costruiscono collezioni che, una volta aperte al pubblico come in questo caso, contribuiscono in modo pronunciato a elevare il tasso culturale di unintera provincia. Aprire musei non è retrò, non è passatismo. Aprire musei è stare al passo della storia. Nel 1970 in tutto il mondo cerano 18mila musei. Oggi si stima che nellEuropa ce ne siano 40mila e negli Stati Uniti 35 mila. Paolo Zani è stato al passo con questi tempi e ha dato a Brescia un nuovo museo. E che museo.



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