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Napoli. Apro il Mann al quartiere. Poi usciamo dalla città tornando con aiuti concreti
Anna Paola Merone
Corriere del Mezzogiorno - Campania 9/2/2020

Barracco, a capo del board di saggi: puntiamo sul forte dialogo

Napoli. Il suo ritorno in città, in un ruolo strategico nel panorama artistico e culturale, ha fatto molto rumore. Mirella Barracco è il presidente delladvisory board del museo Archeologico. È al vertice di un gruppo di sette saggi esponenti di spicco del mondo della cultura e delleconomia che avrà il compito di supportare lazione del Mann con progetti, ricerche, iniziative.

Barracco, presidente della Fondazione Napoli 99, è la più autorevole voce che si è levata negli ultimi 35 anni in difesa dellarte abbandonata e dimenticata, coinvolgendo prestigiose istituzioni private. Ha tracciato una strada sulla quale, molto più di recente, si sono incamminati mecenati e operatori della cultura per individuare meccanismi virtuosi di sostegno a progetti culturali.

Lei è stata lontana per ventanni. Perché ha scelto di tornare?

Da ventanni io e Maurizio ci siamo dedicati con grande impegno alla Calabria e alle scuole di tutta Italia, arrivando fino in Brasile per coinvolgere giovani studenti. Insomma non mi sono mai allontanata dalle attività dal solco delle attività promosse da Napoli Novantanove. Ma questo è effettivamente un ritorno a Napoli, in qualche modo inevitabile.

Inevitabile perché?

Perché i legami con lArcheologico sono molteplici. Per quasi venti anni la Fondazione ha, tra le altre cose, intensamente collaborato con il museo su progetti di ricerca e restauro. Quando poi sono ritornata allArcheologico per linaugurazione della sezione Magna Grecia sono stata colpita da quello che ho trovato. Ho visto la cura, le nuove sale riaperte, lentusiasmo. Ho visto il grande lavoro che ha fatto Paolo Giulierini, grande motore di questo cambiamento. Io arrivavo da Reggio Calabria, dove il ministro Franceschini mi ha nominato nel Cda del museo, e tenevo molto a vedere il progetto Magna Grecia. Sono rimasta a bocca aperta .

Quali progetti ha curato per il Museo Archeologico?

Dal 1987 al 1990 abbiamo lavorato alla banca dati del patrimonio archeologico di Napoli e dellarea flegrea, quindi nel 1986/87 al restauro della statua equestre di Domiziano Nerva, ai Fasti Farnesiani nella sala della Meridiana nel 1988/89. Dal 1988 al 1991 al restauro del Toro Farnese e nello stesso periodo a quello del Plastico di Pompei. Insomma questo mio nuovo coinvolgimento doveva accadere. E dopo aver scoperto il grande cammino compiuto dal Mann mi sono detta che potevo tornare a lavorare a Napoli.

Ha già una idea di quello che intende realizzare?

Cè già una idea definita di quello che sarà il nostro impegno. Il Mann si apre al quartiere con una serie di progetti e al board tocca la sfida di uscire dalla città per tornarci con una serie di sostegni concreti.

Lart bonus nel Mezzogiorno ha funzionato poco. Eppure lei, in assoluto anticipo sui tempi, ha sperimentato con successo questo meccanismo. Come potrebbe replicare questo successo?

Per il solo Arco di Trionfo del Maschio Angioino raccogliemmo più di un miliardo da privati. Era il 1985 e in due anni fu realizzato uno straordinario recupero. Noi abbiamo sempre ottenuto finanziamenti da parte di sponsor non meridionali. Per far sì che questo accada di nuovo bisogna tornare a inventarci azioni per richiamare lattenzione su Napoli. Nel 1985 a Londra venne allestita una mostra, che poi andò a Detroit, su Caravaggio e Luca Giordano. Era sponsorizzata da Campari i cui manager definirono Napoli una palude. Erano gli anni post terremoto, cera diffidenza, scetticismo rispetto allutilizzo di fondi. Ma noi abbiamo vinto invertendo la tendenza, coinvolgendo scettici che hanno sostenuto grandi progetti. Bisogna far comprendere che in nessun luogo come a Napoli è possibile investire non solo sul monumento, ma sullintera città. Bisogna poi riaprire le porte al turismo, e non quello di massa che cè, ma un turismo alto. Il Mann in questo senso è uno strumento straordinario. Trentanni fa si parlava di aule didattiche, nuove sale, un ristorante il bar. Oggi tutto questo è realtà. Chi ha voglia di fare sponsorizzazioni deve chiedersi: ma perché non qua? È questo il posto giusto.

Quali sono state le reazioni a Reggio Calabria rispetto a questo suo nuovo impegno?

Sono contenti. Ci sarà un dialogo continuo fra i musei. E così, poi, si riuniscono i tesori del regno di Napoli.



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