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Airbnb, Franceschini dice stop
Marzio Fatucchi
Corriere Fiorentino 9/2/2020

«Distinguere chi fa impresa e chi no». Nella legge in arrivo più poteri ai sindaci


Entro l’estate le nuove norme contro gli effetti negativi di Airbnb nelle città d’arte. La garantisce il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, a Firenze al Gabinetto Vieusseux. «Un fenomeno anche positivo, ma che va governato» dice il ministro. La legge distinguerà chi affitta da privato e chi invece fa attività da impresa (con tasse ed oneri conseguenti). Previsti poteri ai sindaci e la modifica della tassa di soggiorno.
Legge in arrivo: «Distinzione tra chi fa impresa e chi no». Più poteri ai sindaci, tassa di soggiorno rivista


Avanti tutta per la legge che regolamenterà «in modo intelligente» il fenomeno Airbnb. Il ministro Dario Franceschi, ieri al Gabinetto Vieusseux per partecipare alla conferenza sull’Europa dell’ex direttore del Corriere della Ser a Francesco De Bortoli, ribadisce che il suo disegno di legge sul turismo (un collegato alla Finanziaria) conterrà una scelta netta, dividendo chi affitta «nello spirito originario di Airbnb», cioè solo il proprio appartamento, e chi invece «maschera una normale attività di impresa». Ma, senza indicarlo direttamente, il ministro dei Beni culturali e del Turismo fa capire che ci sarà un ruolo anche per i sindaci, con poteri simili a quelli «già esistenti» che possono limitare la presenza di alcuni negozi in aree di particolare rilievo storico artistico.

«Il tema Airbnb va governato in modo intelligente — commenta — Il turismo vuole sempre di più diventare “esperenziale” e questo fa sì che le persone apprezzino sempre di più l’idea di essere ospitati in una casa in cui si può capire come vivere “all’italiana”. Sono forme di turismo interessanti. Ma va regolato».

Il distinguo che il ministro indica è sul tipo di gestione degli appartamenti. «Non è possibile che ci sia chi finge di avere Airbnb nello spirito originario e invece fa attività di impresa mascherata. Stiamo lavorando ad una norma che sarà contenuta nel collegato turismo alla Finanziaria, presto la porterò in Consiglio dei ministri». Per distinguere tra le due categorie, Franceschini quasi certamente punterà sul numero di appartamenti offerti. «Non anticipo nulla», glissa. Ma non è l’unica regolamentazione che pensa ad introdurre per regolamentare il fenomeno e tamponare gli effetti negativi dell’overtourism.

«Ci sono norme già in vigore» indica Franceschini. Cioè quelle che consentono ai Comuni, d’intesa con la Soprintendenza, di limitare tipologia di negozi ed attività commerciali. Si tratta della norma già utilizzata dal sindaco Dario Nardella per lo stop alle licenze alimentari (norma anti mangificio) e contro i minimarket (anche se parte di queste indicazioni sono incappate nelle forche del Tar).

«Ringrazio Nardella — prosegue Franceschini — perché ha dato un’indicazione a molte altre città italiane. Dal 2017 c’è una norma che consente di circoscrivere zone di particolare pregio storico artistico, nelle quali si può determinare quale attività vanno e quali no. Per evitare, da una parte, che nelle zone a grande densità turistica, chiudano botteghe storiche artigiane che sono una parte dell’attrattività dell’Italia per il turismo. E dall’altra che aprano solo negozi fotocopia, di souvenir e magliette di calciatori. Firenze l’ha usata, ha prodotto risultati, è bene l’usino altre città italiane». In questo modo, però, Franceschini pare anche indicare che già questa norma potrebbe funzionare pure per Airbnb: ed infatti, è questo l’appiglio già studiato dai Comuni di Firenze e Bologna per frenare Airbnb, applicando la limitazione non alle licenze ma alla concessione del codice identificato e all’iscrizione nei portali obbligatori per chi fa affitti brevi. Se non concedi più questi codici e l’accesso al portale per chi vuole fare Airbnb in centro, non puoi affittare ai turisti, è la ratio della norma. Palazzo Vecchio è pronto ad introdurre questa norma, ma spera arrivi il disegno di legge di Franceschini: si parla di inizio o fine estate. «Nessuna demonizzazione — commenta Nardella — vogliamo solo regole semplici e innovative per riequilibrare questo fenomeno rispetto alle esigenze di tutela dei centri storici e di promozione della residenza e dell’industria alberghiera di qualità contro forme estreme di sfruttamento turistico basate solo sulla rendita passiva. Il Comune è già pronto a mettere in campo le nuove misure non appena entrerà in vigore la nuova normativa». Anche la deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi, che ha presentato una proposta di legge sul tema Airbnb assieme al collega Nicola Pellicani, ringrazia Franceschini. Ma nel collegato arriverà anche la rivoluzione della tassa di soggiorno: non più legata alle «stelle», sarà una percentuale sul costo, si ipotizza un tetto massimo di 10 euro a persona a notte. Cioè il doppio del massimo attuale a Firenze.



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