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Firenze. Ferragamo torna in piazza Signoria. Via ai restauri delle grandi sculture
Chiara Dino
Corriere Fiorentino 12/2/2020

Da «Ercole e Caco» al «David» (anche al Piazzale): un milione grazie all’Art Bonus

Piazza Signoria atto secondo: dopo il restauro della Fontana del Nettuno Ferragamo rilancia e interviene a sostegno degli altri gruppi scultorei della piazza. Quelli di proprietà comunale — va escluso dunque tutto il complesso scultoreo della Loggia dei Lanzi che è di proprietà dello Stato — saranno tutti rimessi a nuovo grazie a un investimento della maison fiorentino di moda che è pari a 1.093.750 euro stanziati per il triennio 2019/2021.

«Si tratta di un impegno che ci assumiamo con gioia e con orgoglio — ha detto ieri il presidente della griffe Ferruccio — convinti come siamo, come lo erano anche i nostri genitori, che sia naturale favorire l’unione tra arte e moda. Anzi consapevoli che la moda dai capolavori dell’arte trae spunto per le sue creazioni. Siamo fortunati di poter contribuire a proteggere la bellezza di questa città». L’investimento è reso possibile grazie ad Art Bonus «una misura grazie alla quale il Comune di Firenze ha raccolto 9.000.000 di euro dal 2014 a oggi e che ci ha consentito di mettere a segno delle imprese molto importanti — ha detto il sindaco Dario Nardella — Ricordo quelle delle Rampe e delle fontane del Poggi per cui ci è stata vicina la fondazione Cr Firenze, quella delle balaustre del piazzale Michelangelo che ha visto in prima linea Elisabetta Fabbri per Starhotels o quelle delle fontane di piazza santissima Annunziata e di Santa Croce, quest’ultima resa possibile grazie a un filantropo non fiorentino».

La nuova sponsorizzazione firmata dai Ferragamo servirà a mettere a segno un piano di interventi che è già stato messo in calendario. Le opere che saranno «curate» sono quella di Cosimo I de’ Medici del Giambologna, Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, le statue dei Termini e la copia del David di Michelangelo poste all’ingresso di Palazzo Vecchio; e ancora la copia di Giuditta e Oloferne e la copia bronzea del David al piazzale Michelangelo. La scaletta degli interventi, ricordata dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, è serrata. Si parte a giugno 2020 dal Piazzale: il restauro dell’ottocentesco David bronzeo di Clemente Papi — l’originale come si sa si trova in Galleria dell’Accademia — durerà 300 giorni circa e costerà 368.000 euro; andranno tolti graffiti, croste e patine superficiali e andrà ripristinato il colore originario della statua, dopo aver coperto le eventuali fessure che negli anni si sono create in vari punti dell’opera. In contemporanea, sempre a giugno di quest’anno, si inizierà a lavorare sulla statua equestre di Cosimo I — commissionata da Ferdinando I per celebrare il padre fu realizzata tra il 1587 e il 1594 — per il cui recupero, che prevede interventi analoghi a quelli del David del Piazzale e a quelli per tutti i gruppi scultorei «adottati» dai Ferragamo, basteranno tre mesi e occorrerà un investimento complessivo di 23.895 euro. Si passa a dicembre 2020 per partire con il lifting della copia del complesso di Giuditta e Oloferne dell’Arengario — si tratta di una coppia del 1988 visto che l’originale di Donatello si trova nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio — che costerà 65.000 euro circa. Gli altri lavori si svolgeranno nel 2021. Il primo della lista per l’anno prossimo è l’intervento sulla copia del David di piazza della Signoria di Luigi Arrighetti — il cui ultimo restauro risale al 2009 — a marzo. La ripulitura richiederà 4 mesi di lavori e un investimento di 69.200 euro. Ad agosto via a quello sulle statue dei Termini — la divinità femminile è attribuita a Baccio Bandinelli, mentre quella maschile a Vincenzo de’ Rossi e le opere furono poste lì nel 1542 come reggi-catene per impedire l’ingresso a Palazzo Vecchio quando qui fu trasferita la residenza dei granduchi. Questi interventi dureranno fino a dicembre e costeranno 125.155 euro. Quasi in contemporanea si metterà mano al complesso di Ercole e Caco di Bandinelli — fu commissionato da papa Clemente VII, cioè quel Giulio dei Medici che così voleva fosse rappresentato il trionfo del bene Ercole sul male Caco e per la cui realizzazione Baccio Bandinelli impiegò nove anni lavorando dal 1525 al 1534— con un inizio anticipato a luglio e la fine prevista anche in questo caso per dicembre. Quest’ultimo intervento costerà 89.634 euro.



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