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Ecco la Casa degli Amanti. Per Pompei nuovi fondi: i lavori non finiranno mai
Gimmo Cuomo
Corriere del Mezzogiorno - Campania 19/2/2020

Il ministero annuncia che sono già stati stanziati altri 50 milioni

Sulle assunzioni: «Sono state fatte, ma ne servono molte di più»

NAPOLI, «I lavori a Pompei non finiranno mai. Una città di più di 60 ettari, di duemila anni, esposta alle intemperie, richiederà risorse, personale e manutenzione continua. Non ci sarà un giorno in cui tutto questo finirà. Si tratterà di un lavoro senza fine. E si potrà continuare anche con la ricerca e la formazione con l’impiego di ragazzi italiani e stranieri». Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, nel fare il consuntivo del Grande progetto Pompei, ormai arrivato felicemente in porto, guarda al futuro. E assicura che l’impegno per uno dei siti archeologici più importanti del mondo non verrà meno.
Nuove risorse

«Il Grande progetto - sottolinea Franceschini durante la visita alle domus riaperte dopo accurati lavori di restauro - è ultimato, sono stati spesi bene i 105 milioni in dotazione, eppure sembrava impossibile spenderli. E sono stati già stanziati oltre 50 milioni, serviranno per proseguire i lavori di scavo e di ricerca. Ci sono 22 ettari ancora da scavare a Pompei. Chissà quanti tesori sono conservati in questo scrigno».
L’occupazione

L’impegno per il sito archeologico significherà anche nuovi posti di lavoro. A chi gli chiede se sono previste nuove assunzioni, il ministro risponde: «È un problema generale della pubblica amministrazione. Qui sono arrivati parecchi giovani, attraverso Ales, che è la società del Ministero. Sono state fatte mille assunzioni in tutta Italia per archeologi, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari, architetti. Serve molto di più e continueremo a farlo». A proposito del personale che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione del Grande progetto, il padrone di casa, vale a dire il direttore del Parco archeologico Massimo Osanna, approfitta della presenza di Franceschini per ricordare che «i funzionari ministeriali dei Beni culturali guadagnano poco» e auspica che il ministro «avverta il peso di preoccuparsi di garantire un trattamento economico più adeguato».
Gli altri progetti

Al professore-archeologo che dirige il Parco tocca il compito di tracciare un bilancio analitico degli interventi effettuati. «Oggi possiamo definire chiusa la messa in sicurezza delle Regiones I, II e II, il piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche, avviato nel 2014». In cinque anni sono stati eseguiti 76 interventi , in particolare 51 per il piano delle opere, 8 per il piano della conoscenza, 2 per il piano della sicurezza, 7 per il piano della capacity building , 8 per la fruizione e la comunicazione». Restano solo alcune appendici, prossime al completamento. «La prossima grande festa - annuncia Osanna - ci sarà a breve con la chiusura dei lavori degli edifici in area demaniale, vicini a porta Stabia, dove saranno trasferiti i nostri uffici».
Le domus restaurate

Al minitour tour negli Scavi del ministro Franceschini sono ammessi in posizione privilegiata macchine fotografiche e telecamere. I cronisti della carta stampata vengono lasciati fuori dai cancelli («motivi di spazio», la giustificazione) e sono costretti ad aspettare i monologhi finali nella Palestra Grande. Si parte dalla Casa degli Amanti, scavata nel 1933 che mutua il nome da un verso inciso su un quadretto con anatre sul fondo: «Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele». Era chiusa dal tempo del terremoto del 1980: la sua staticità era fortemente compromessa, tanto da richiedere l’impiego di puntelli che evitassero crolli e da impedire l’accesso anche ai tecnici che poi avrebbero effettuato i lavori di consolidamento. La Casa del Frutteto, aperta per due giorni in anteprima a dicembre per mostrare i lavori di restauro in corso, è apprezzata appunto per i raffinati apparati decorativi talmente dettagliati che permettono di riconoscere alcune specie vegetali. Ultima tappa la Casa della Nave Europa, dal grande graffito inciso sulla parete Nord del peristilio raffigurante una nave da carico. Osanna ne sottolinea il valore evocativo di questa raffigurazione che «simboleggia le connessioni possibili tra le varie sponde del mediterraneo».
A Torre Annunziata

«La crescita di presenze a Pompei -assicura Franceschini - continuerà. Questo deve portare ricchezza e sviluppo al territorio circostante. Per questo servono infrastrutture. Stiamo completando il disegno dell’hub ferroviario che consentirà di arrivare qui direttamente dalla stazione di Napoli centrale». Dopo aver lasciato Pompei il ministro si ferma a Torre Annunziata per visitare lo spolettificio, un enorme edificio militare che potrebbe in parte essere destinato a spazio museale al servizio dei vicini scavi di Oplontis.



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