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Firenze, Santo Spirito. I no alla cancellata, è il solito giochino
Paolo Ermini
Corriere Fiorentino 19/2/2020

Ha ragioni da vendere il priore del convento di Santo Spirito che non si rassegna al degrado che assedia la basilica e prepara il progetto di una cancellata per proteggere il sagrato. É un’idea spuntata molto tempo fa davanti all’inutilità delle denunce.

Un’idea che piace poco tra gli osservatori e i politici della sinistra cittadina, forse timorosi di operare uno strappo. Ma uno strappo di che cosa? Ogni giorno padre Giuseppe Pagano è testimone di ogni sorta di profanazione di quello spazio sacro (sennò perché si chiamerebbe sagrato?): ci mangiano, ci bevono, ci suonano, ci ballano, ci urlano, ci vomitano. E ci pisciano, anche se i bagni pubblici sono a 20 metri. Imbrattano le porte e le facciate, lasciano sistematicamente un tappeto di rifiuti. Ogni volta che c’è un mercatino in piazza c’è chi ci mette cenci o chincaglie da vendere. La realtà è questa. Il pressing del priore forse non è gradito neppure ai piani alti di questa città, ma in prima linea c’è lui insieme con gli altri frati, non ci sono i rappresentanti delle istituzioni. Le mancate risposte al convento sono risposte mancate a tutto un quartiere. Il sospetto è che dietro le resistenze alla cancellata ci sia un senso distorto dell’uso delle piazze, come se il rispetto di un bene comune fosse un valore relativo. E gli arzigogoli verbali della soprintendenza hanno il sapore della beffa. Lo avevamo raccontato ieri. I sagrati furono concepiti per accogliere il popolo, dicono Pessina & C.: ma quello era il popolo dei fedeli e dei pellegrini, mica la folla della movida alcolica. Aggiungono: se si mette la cancellata lì poi dovremmo metterla su tutti i sagrati del centro: certamente, viene da rispondere, se non ci sarà altro modo di tutelarli. E infine dagli uffici di Palazzo Pitti sostengono che una soluzione potrebbe consistere nel mettere dei cordoni come davanti a Santa Maria del Fiore; in questo caso l’obiezione se la sono fatta da soli riconoscendo che fuori dal Duomo ci sono anche dei vigilanti a presidiare l’area protetta. Appunto: chi ce li metterebbe i vigilanti a Santo Spirito? E chi li pagherebbe? Basta prendere tempo per poi lasciare tutto com’è. Con buona pace dei prepotenti che in questo caso piacciono tanto alla Firenze radical chic. Chissà perché...



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