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Napoli. Lacquedotto di Augusto cede nellindifferenza
Walter Medolla
Corriere del Mezzogiorno - Campania 20/2/2020

Quel che resta dellantico acquedotto romano si sta sbriciolando. Iniziato da Augusto rischia di crollare nellera di de Magistris.

Napoli. Quel che resta dellantico acquedotto romano è tutto lì. Quattro arcate a ricordare le straordinarie opere ingegneristiche del periodo romano, iniziate sotto il periodo dellimperatore Augusto e terminate allepoca di Claudio. Quelli che sono stati ribattezzati i Ponti Rossi, per il colore del laterizio che li riveste, sono la testimonianza di come lacqua dalla zona dellAvellinese arrivava a servire la città di Napoli, una testimonianza straordinaria che da sempre, però, versa in una condizione di estremo degrado.

La struttura fatta in tufo e laterizi non è mai stata valorizzata e curata né tantomeno preservata dallincuria del tempo e dalle cattive abitudini delluomo. E ora quei mattoni iniziano a cedere, quei pezzi di arcata cadono al suolo, sbriciolandosi per la non curanza e il passare dei secoli. La segnalazione della caduta spiega Sarà Petrucciolo, consigliera della terza municipalità è arrivata dai cittadini. Ci hanno inviato un video in cui era documentato il crollo di alcuni pezzi di laterizio e in cui si evinceva la possibile caduta di altri mattoni. Insieme ai consiglieri Gabriele Petagna e Regina Aluzzi abbiamo subito allertato la Polizia municipale, i vigili del fuoco e la soprintendenza. Immediato lintervento delle forze dellordine che hanno transennato è recintato due delle quattro arcate, quelle che erano utilizzate solitamente dai pedoni e da alcune auto in sosta selvaggia. Il traffico veicolare, per ora, non ne ha risentito, così come è probabile, nel frattempo, la caduta di altri pezzi di laterizi. La zona è stata messa in sicurezza prosegue Petrucciolo ora bisogna aspettare che si intervenga in maniera definitiva per consolidare la struttura. I lavori per il restauro dei Ponti Rossi furono annunciati lo scorso luglio, con uno stanziamento di un milione e 800mila euro, soldi reperiti dal piano strategico della Città metropolitana. Lintesa fu siglata dal sindaco Luigi de Magistris e dallallora soprintendente Luciano Garella che avevano sancito laccordo di collaborazione per il recupero e la riqualificazione del tratto di acquedotto romano.

E se per i Ponti Rossi qualcosa si è mosso, o si sta muovendo, un altro pezzo di storia napoletana è a rischio. Si tratta dellarco borbonico, vecchio approdo del 1700, che sta letteralmente collassando verso il mare. Larco ormai poggia parzialmente su un una sola pietra e la sua condizione è di estrema precarietà. Anche in questo caso la mancanza di manutenzione e il passare del tempo,unita alla corrosione del mare, hanno portato a una situazione difficilmente risolvibile. Eppure larco si trova sul lungomare liberato, zona diventata fiore allocchiello della città, dove transitano quotidianamente migliaia di turisti. Anche qui è stata posta della rete arancione e alcune protezioni in metallo segnalano il pericolo e inibiscono laccesso allarea. Resta preoccupante anche la situazione del ponte del corso Vittorio Emanuele, segnalata alcuni giorni fa dal presidente della commissione mobilità e infrastrutture del Comune di Napoli Nino Simeone. Una massiccia infiltrazione di acqua dal corso Vittorio Emanuele arriva sino alla sottostante sede stradale di via SantAntonio ai monti. Il Consigliere si diceva estremamente preoccupato per la sicurezza dei luoghi e per lincolumità dei cittadini. Anche qui lintervento resta urgente.



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