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Firenze. Santo Spirito, la protesta delle fioriere. Il priore: le tolgo e aspetto il questore
Antonio Passanese
Corriere Fiorentino 22/2/2020

Il priore di Santo Spirito ha ritirato le fioriere messe davanti alla basilica su suggerimento della questura per difendere il sagrato dal degrado. Ora sono al riparo, nel chiostro. È l’immagine di una sconfitta. Che chiama in causa tutti, anche la responsabilità delle istituzioni. I pannicelli caldi non curano la malattia, questo è chiaro. Dunque?

Messe per limitare i bivacchi, più volte vandalizzate. Padre Giuseppe: avanti con le cancellate


Vasi anti bivacchi addio. La comunità agostiniana libera il sagrato di Santo Spirito e attende di incontrare il soprintendente per discutere del progetto sulla cancellata.

«La nostra non è una resa», tuona padre Giuseppe Pagano, «e molti penseranno che ha vinto il degrado, ma in realtà con questo gesto abbiamo voluto lanciare un segnale forte, di protesta e determinazione, alle istituzioni di questa città». Non si arrende il priore che, con i suoi collaboratori, con un artigiano del ferro e un architetto, sta mettendo a punto il progetto da sottoporre ad Andrea Pessina per salvare quel sagrato sempre più teatro di episodi di mala movida. «Non ci accontenteremo di un no da parte del soprintendente — continua padre Pagano — e siamo disposti ad arrivare fino al ministro Dario Franceschini e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte».

I vasi — regalati agli agostiniani dai commercianti e dai fedeli, e posizionati davanti alla chiesa «su proposta della questura» — sono stati spostati all’interno del convento, nel Chiostro dei Morti, per evitare altri danneggiamenti. Come quegli atti vandalici di una settimana fa, per i quali il frate ha presentato denuncia ai carabinieri della Stazione Pitti: «Siamo in attesa che gli autori vengano identificati e denunciati. Spero che i militari abbiano acquisito le immagini registrate dalle tante telecamere di sicurezza di piazza Santo Spirito».

Le fioriere portate via ieri avrebbero dovuto rappresentare un deterrente contro quello scempio a cui si assiste quasi tutti i giorni e in particolare nel fine settimana. Il sagrato ormai è un grande palcoscenico su cui ognuno fa ciò che vuole: c’è chi prende il sole sdraiato e mezzo nudo, c’è chi consuma litri e litri di alcol per poi vomitare e fare la pipì ovunque, ci sono i pusher che indisturbati vendono hashish, marijuana e cocaina anche ai ragazzini, «senza dimenticare quelli che arrivano con giganteschi altoparlanti per poi sparare la loro musica a tutto volume, non permettendoci neanche di celebrare la messa in santa pace».

Fino a oggi gli appelli di padre Giuseppe Pagano al prefetto Laura Lega, al sindaco Dario Nardella e al questore Armando Nanei «sono caduti nel vuoto. Nessuno si è sentito in dovere di avviare un confronto con la nostra comunità, ecco perché l’istallazione della cancellata è diventata improrogabile». Una cancellata artistica, come quella realizzata per la chiesa di Sant’Agostino a Roma e che ha avuto il disco verde da parte del ministero dei Beni Culturali. «Qui, nonostante qualche esponente politico della città dica il contrario e si diverta a prenderci in giro, non ci sentiamo sicuri. E non si sentono sicuri neanche i nostri fedeli. Firenze ha tanti problemi, ma è possibile che l’amministrazione si sia completamente dimenticata di questo rione?».

Al questore Nanei, il priore di Santo Spirito, lancia una proposta: «Venga a trovarci, parli con i residenti, si faccia raccontare ciò che accade su questo sagrato. E ci dica se la legge debba essere rispettata anche dai frequentatori della piazza o se questo è un porto franco dove ognuno è libero di fare ciò che vuole».



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