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Torino. Nuova vita per il Mupin. L’informatica trova casa in un museo
Paolo Morelli
Corriere della Sera - Torino 2/3/2020

Conserva quasi seimila pezzi, di cui 500 di pregio a livello storico

Ci siamo quasi, il progetto per la nuova sede del Mupin, Museo Piemontese dell’Informatica, partito nel 2018, sta per concludersi. Dopo una serie di spostamenti tra le vecchie sedi di Moncalieri (una abbandonata per via dell’alluvione del 2016) e lo Spazio Mrf di Torino, la collezione si sposterà in via Reiss Romoli 49bis, di fianco al Mufant, Museo del Fantastico e della Fantascienza.

«La prima fase è partita a ottobre – racconta Vittorio Pasteris, giornalista, docente e, da un anno, segretario del Mupin – all’interno di una ex scuola che stiamo sistemando».

I lavori sono a cura di Iren, che sta riqualificando l’intero complesso. Ci sarà posto per il Mupin, un nuovo look per il Mufant – in parte sarà interessato dai lavori – e un ulteriore spazio, che dovrebbe essere occupato da un altro museo a carattere tecnologico, però gestito da un privato, un operatore telefonico nazionale, ma su questo intervento c’è ancora il massimo riserbo. Nel frattempo, il 4 e il 5 aprile, salvo diverse disposizioni per la situazione sanitaria nazionale, il Mupin si presenterà al pubblico.

«Saranno due giorni in cui mostreremo i primi 400mq della struttura — aggiunge Pasteris —. Ma a breve, l’8 marzo, faremo già un primo evento con le scuole, ospitato però da Rinascimenti Sociali». I lavori sono ancora in corso, ma una parte della collezione è già nella nuova sede. E dire che il Mupin conservava quasi 6mila pezzi, di cui 500 di pregio a livello storico, tra oggetti e computer che hanno segnato l’evoluzione dell’informatica. Non è chiaro, al momento, quale sia la quantità di materiali risparmiati dall’esondazione del Sangone, che ha danneggiato soprattutto l’archivio cartaceo, composto da libri, manuali e progetti. L’idea, comunque, è arrivare alle giornate di aprile con tre mostre. Una è già stata portata alla Gam lo scorso anno.

«Partiva — ricorda Pasteris — da un disegno lasciato da Leonardo da Vinci, che qualcuno ha interpretato come una macchina con ingranaggi in grado di compiere addizioni».

Ci saranno poi una mostra sulla storia di Internet in Italia e una con computer veri e propri, all’interno di un percorso storico. Al termine dei lavori, il prossimo anno, il Mupin, ora presieduto da Andrea Poltronieri (con presidente onorario Elia Bellussi), avrà 1200mq di spazi da utilizzare per le mostre e per una fitta attività di formazione, guidata dalla professoressa Elena Vitti, che coinvolgerà anche il Mufant. L’obiettivo è creare un flusso di visitatori in arrivo dalle scuole.



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